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Sindrome del Burnout: come diventare esperti con il master ad Ancona.

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Burnout, intelligenza emotiva e consapevolezza del sé. Se ne sente sempre più parlare negli ultimi tempi, soprattutto in relazione ad ambiti come la scuola, il lavoro e la vita sociale. Ma di cosa si tratta?

Viviamo in una società caratterizzata da tempi molto serrati, grande competitività, ansia da prestazione e pretese produttive sempre più elevate. E se per diversi anni è riuscita a contenere se stessa, l’effetto collaterale è presto arrivato, come anche specialmente negli ultimi tempi sono giunte le prime capacità di contenerlo e di modificare dinamiche nocive, che possono condurre anche a patologie molto gravi.

Ma vediamo per esattezza cosa s’intende per sindrome di burnout e come diventare esperti professionisti nella sua gestione e cura.

Il burnout.

La Sindrome da Burnout è il culmine e dunque l’esito patologico di un processo stressogeno. In altre parole, è una sindrome patologica che affligge chi per troppo tempo è stato vittima di stress e forti pressioni, sia a livello fisico che psicologico. Potremmo chiamarla crisi di nervi, ma non è esattamente la stessa cosa. Si tratta infatti di una sindrome che si riscontra solo in ambito professionale e che si sviluppa e si verifica in tre dimensioni:

  • Il deterioramento dell’impiego rispetto al proprio lavoro
  • Il deterioramento delle emozioni originariamente associate al proprio lavoro
  • Un problema di adattamento tra individuo e ambiente di lavoro, causato dalle eccessive richieste e pretese da parte di quest’ultimo. In altre parole, quando il lavoro non è a misura d’uomo.

Il disagio che si sperimenta quando si è affetti da questa sindrome è psico-fisico e se un tempo riguardava solo coloro che operavano nelle professioni d’aiuto, ad oggi si può estendere a qualsiasi tipo di professione e luogo di lavoro, specialmente quando esso prevede attività caratterizzate da forti e intense relazioni interpersonali, specialmente quando si parla di entrare in contatto con persone che vivono stati di forte disagio e di sofferenza.

Un altro ambito in cui questa sindrome viene spesso riscontrata è quello della risoluzione di problemi quotidiani di persone in difficoltà. Anche il sistema scolastico e chi vi lavora spesso presenta soggetti affetti da questa patologia, soprattutto nel caso di educatori e insegnanti di sostegno.

Di base, la sindrome consiste in un lungo processo di logoramento e conseguente deterioramento psico-fisico, caratterizzato da una forte mancanza di energie e poca resilienza allo stress, che non viene scaricato, bensì accumulato fino a “bruciare” appunto l’individuo e tutte le sue energie.

Esaurimento emotivo, quindi, più che esaurimento nervoso, con conseguente depersonalizzazione, alienazione, cinismo e scarsa realizzazione personale. L’empatia raggiunge il suo livello minimo, come anche insonnia e depressione cominciano a fare la loro comparsa in maniera più o meno grave. Se non trattati pre tempo, questi disagi che si riversano inizialmente solo sul settore lavorativo possono vergere anche sulla vita privata, risultando in abuso di alcol e sostanze psicoattive e istinto al suicidio.

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Come diventare un esperto in Gestione del Burnout.

Per chi ad Ancona fosse intenzionato ad approfondire e specializzare il proprio percorso proprio nell’ambito della gestione del Burnout, una grande opportunità viene presentata dall’Università Telematica Niccolò Cusano, presente sul territorio con il suo innovativo Learning Centre, dislocazione del main campus di Roma.

Il Master di I livello in Didattiche e Strumenti Innovativi – Dinamiche e relazioni e Gestione del Burnout mira proprio ad affrontare a fondo questo tema e munire l’allievo di tutte le conoscenze e di tutti gli strumenti necessari per operare in questo settore, che si tratti di operare in contesti lavorativi, didattici, educativi o socio-assistenziali.

Diventare un esperto in Sindrome e Gestione del Burnout significherà, quindi, diventare un esperto in benessere relazionale e organizzativo. Si tratta quindi di un corso di studi perfetto anche per tutti quei docenti che, seguendo le direttive della riforma “La buona scuola” (legge 107/2015 comma 121 e 124), vogliano aggiornare le loro competenze rispetto alla gestione delle relazioni scolastiche, sia per quanto riguarda gli allievi che il corpo insegnanti.

La sua natura telematica, che permette di accedere a tutte le lezioni e al materiale didattico 24 ore su 24 da qualsiasi dispositivo connesso ad internet consentono un metodo di studio indipendente, personalizzato e flessibile, che ben si concilia con una carriera già avviata.

Lo stesso vale quindi per educatori, psicologi, assistenti sociali, operatori di prima assistenza e tutti coloro che, in generale, svolgono occupazioni di questo genere. Si può comunque ritenere un tipo di aggiornamento importante anche per chi si occupa di gestire aziende medio-grandi e servizi che entrano in forte e stretto contatto con il pubblico, inclusa la Pubblica Amministrazione.

Ad essere potenziata sarà quindi la consapevolezza e la comprensione emozionale, in relazione a se stessi e agli altri, specialmente per quanto riguarda la conoscenza delle difficoltà e dei disagi rispetto al contesto lavorativo di un individuo. Sarà quindi possibile accrescere la capacità di contenimento e di resilienza rispetto a tali disagi nella relazione educativa, ma anche il benessere e la qualità dei servizi e dei processi educativi erogati.

In questi contesti, infatti, relazioni benefiche ed equilibrate sono la chiave per un’azione efficace, che permetta una reale crescita dei sistemi umani attraverso l’apprendimento e che incida positivamente gli aspetti evolutivi e la motivazione delle singole persone che entrano in contatto con tali servizi.

Verrà quindi esaminata e approfondita una dimensione relazionale inclusiva e rispettosa delle differenze, composta di variabili emozionali, affettive e motivazionali. Questo tipo di dimensione favorisce infatti l’intelligenza emozionale e affettiva, che ricopre un ruolo fondamentale sia nella vita del singolo in relazione a se stesso, sia in relazione al contesto. Il suo effetto sui processi cognitivi e sulla qualità dell’apprendimento è grande e indubbio.

Per maggiori informazioni rispetto a questo master, chiedete subito qui.

L’intelligenza emotiva nella Gestione del Burnout.

Per intelligenza emotiva si intende un processo complesso sia a livello circolare che relazionale, che negli ambiti della formazione e dell’educazione coinvolge sia l’insegnante-educatore-psicologo, sia lo studente/ragazzo/utente. Con essa, si indica la capacità di utilizzare e tenere sotto controllo, nel senso di monitorate, le proprie emozioni e i propri sentimenti, convogliandoli e veicolandoli nella maniera più giusta e rispettosa.

A livello personale, l’intelligenza emotiva riguarda la consapevolezza di sé e del proprio stato, dunque si rivela un aspetto chiave quando si parla di gestione della sindrome del Burnout. La capacità di saper riconosce e dare un nome alle proprie differenti emozioni è infatti molto importante, soprattutto a livello sociale, ed è strettamente legata alle relazioni, al saperle gestire positivamente e sviluppare capacità empatica.

Si può quindi dire che l’obiettivo del Master online in Didattiche e Strumenti Innovativi – Dinamiche relazioni e Gestione del Burnout sia quello ridefinire in positivo il burnout rispetto a differenti figure professionali, potenziare lo sviluppo e la crescita di un’intelligenza emotiva solida e sostenibile e favorire un processo educativo che sia più inclusivo. Gli allievi impareranno a gestire le dinamiche e le relazioni di gruppo e a sviluppare benessere e qualità nei processi di apprendimento e di formazione di tipo socio-educativo.

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Le ragioni del Burnout.

Durante il master si esamineranno a fondo diversi temi, tra cui ad esempio le cause che possono portare all’avvenimento della sindrome del burnout. Esse sono le seguenti:

  • Sovraccarico lavorativo – Decisamente prima tra tutte, questa è la causa più frequente di Burnout. Sovraccaricarsi di lavoro, responsabilità, emozioni e impegni genera quantità di stress spesso insormontabili. Questo può avvenire sia per imposizioni esterne, quando l’ambiente di lavoro è particolarmente malsano, sia per pretese interne, quando s’intende fare più di ciò che si può. Può anche avvenire quando il carico emotivo raggiunge livelli troppo alti, a causa di avvenimenti caratterizzati da particolare disagio e sofferenza. 
  • Senso d’impotenza – Manifestandosi soprattutto nelle professioni d’aiuto, appunto, si tratta della sensazione che ciò che si fa non basti o non possa migliorare le condizioni con cui si ha a che fare. Si percepisce il proprio operato come inutile e inefficace, senza possibilità di risoluzione positiva. 
  • Assenza di controllo – Questa sensazione si amplifica e viene a galla spesso quando il bunout già è a uno stadio “avanzato”. L’individuo percepisce l’incapacità di gestire e controllare le proprie energie e le proprie emozioni, sentendosi in balia di se stesso e della propria emotività. Si può anche verificare quando l’individuo pensa di non avere abbastanza autorità per poter risolvere una situazione o un problema in maniera efficace e soddisfacente. 
  • Riconoscimento – In questo caso l’individuo prova un senso di inadeguatezza e disadattamento rispetto al riconoscimento che viene fatto del suo lavoro e della sua importanza. 
  • Assenza di comunità – In questo caso il senso di appartenenza ad una comunità viene a mancare e, con esso, crolla la capacità dell’individuo di relazionarsi, in quanto non si sente più parte di un organismo che lo sostiene e nel quale può riconoscersi. Spesso avviene nei confronti del proprio ambiente di lavoro, quando viene a mancare il sostegno e la fiducia da parte dei colleghi e dei dirigenti. 
  • Assenza di equità – L’individuo prova disadattamento rispetto all’equità percepita sull’ambiente di lavoro e di quanto soprattutto chi ricopre posizioni di maggiore importanza sia equo nei confronti dei suoi dipendenti e sottostanti. Può anche manifestarsi quando si ha spesso a che fare con situazioni di forte e costante ingiustizia e sopruso. 
  • Valori contrastanti – Alla base di professioni come quelle che fanno più grande esperienza del burnout vi è una forte etica e dei forti valori. Quando il lavoro entra in contrasto con essi, si può generare un senso di forte contrasto e impotenza.

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