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Stampa fronte retro o solo fronte? Guida alla stampa della tesi

Il traguardo è sempre più vicino: hai dato finalmente tutti gli esami e ora ti resta l’ultimo “scoglio” da superare, ossia la tesi. Ed ecco che, se ancora sei a metà dell’opera oppure devi anche solo scrivere il primo paragrafo, i quesiti più legittimi iniziano ad affiorare uno dietro l’altro nella tua testa. Tra questi, l’impaginazione della tesi corretta da seguire diventa una necessità, per evitare di sbagliare e accorgersi solo a stampa ormai avvenuta del problema; un pensiero in più che sarebbe meglio aggirare.

Partiamo dal presupposto che, come si può intuire facilmente, ogni università presenta delle regole diverse, ma in linea generale esiste un modello valido a cui ispirarsi per procedere senza intoppi. La prerogativa fondamentale resta una: non ridurti all’ultimo momento ed intervieni in tempo!

Come impostare l’impaginazione della tesi

Quando si abbandona lo “status” di studente immerso in una mole d’esami difficile da superare per passare a laureando, sono diverse le ansie con le quali potresti avere a che fare. Sicuramente, dopo aver impiegato le ultime energie disponibili per concepire un lavoro di tesi, sarebbe sconveniente se si dovesse intervenire a posteriori per correggere gli errori più comuni. Ecco in rassegna i punti principali per fare in modo che tutto ciò non accada.

Scelta del carattere per la tesi

Per quanto riguarda il carattere, abbandona qualsiasi esigenza di originalità e prediligi i font che sono, per natura, più leggibili di altri: Arial, Verdana, Calibri, Times New Roman, Times.

Per quanto riguarda la dimensione, non andare oltre i 12 pt. Per i titoli si suggerisce il 16 pt., a seguire, ai sottotitoli può essere riservato il 14 pt. Non dimenticare le note a piè di pagina, che compaiono più volte nelle tesi, per le quali è meglio scegliere il 10 pt.

L’interlinea corretta

Un fattore che, seppur in apparenza secondaria, ha un ruolo predominante in un lavoro corretto di tesi è l’interlinea, ovvero lo spazio tra una riga e l’altra. Di solito, quella prediletta è 1,5, il compromesso migliore per fare in modo che il testo non si accavalli e che la pagina possa “respirare”.

Giustifica sempre il contenuto

Un altro fattore importante di cui tener conto è la “giustificazione” del contenuto. Ti consigliamo sempre di giustificare il testo, le note e la bibliografia, utilizzando l’apposita funzione “giustifica” sulla barra degli strumenti. Al contrario, non giustificare i titoli.

La rilegatura: le tipologie

Chiariti questi punti preliminari, possiamo passare alla rilegatura, il passaggio fondamentale in fase di stampa. Questa è, di fatto, la fase che richiede per definizione maggiore cura.

Tra le rilegature disponibili, si annoverano:

  • Rilegatura termica ‘a caldo’: consiste, nell’atto pratico, nell’usufruire di una colla speciale che si scioglie con il calore, per incollare i fogli della tesi al cartoncino colorato prescelto;
  • Brossura: è conosciuta dai più come la tecnica maggiormente usata dai laureandi. Di fatto, una volta sovrapposti i fogli della tesi, verranno poi incollati ad una copertina rigida. Si consiglia di optare per questo tipo di rilegatura per i lavori della triennale – di solito meno voluminosi – e per essere certi di aver fatto la scelta giusta in termini di economicità e resa finale.
  • Rilegatura rigida: si presenta nella scelta di una copertina di cartonato che viene rivestita di altri materiali, i più comuni sono la pelle o la similpelle. Oltre ad essere per natura molto resistente, è l’alternativa più ricercata dal punto di vista estetico.

Stampa fronte retro o solo fronte: la scelta

Il dilemma finale, quello che striscia insidioso nella mente di qualsiasi laureando, riguarda la scelta della stampa: fronte retro o solo fronte? In realtà, sarebbe opportuno fare una prevalutazione a seconda dei casi, per essere sicuri di orientarsi al meglio. Se l’elaborato finale non spiccasse per voluminosità, a quel punto la soluzione di scegliere una stampa fronte retro potrebbe essere un limite, rendendo la rilegatura esigua anche solo visivamente.

Se, al contrario, il lavoro è più prolisso, scegliere la stampa solo fronte lo trasformerebbe in un volume enciclopedico.

A quel punto, a rigor di logica, oltre alle preferenze estetiche dovranno confluire esigenze di tipo pratico, a seconda della tipologia del proprio lavoro.

 

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Cosa studia l’economia politica?

Quando parliamo di economia politica, non è così intuitivo riuscire a definirne senza problemi e con una certa sicurezza espositiva, il suo oggetto di studio. Per prima cosa, possiamo dire che si tratta di una scienza sociale fondamentale per la comunità.

Studiandone la stessa etimologia, tramite questa disciplina, è possibile risalire al comportamento dell’uomo messo davanti ad un problema che lo affligge: la soddisfazione dei suoi bisogni individuali, quando a mancare sono le risorse con le quali poterlo fare.

Ragion per cui, l’economia politica studia non solo i fenomeni economici su base individuale ma anche sociale, ricorrendo allo sfruttamento di metodi induttivi e deduttivi in grado di dar vita a modelli teorici astratti. Non da meno, è grazie a questi strumenti che si riesce a fornire una spiegazione fondata circa quello che dovrebbe essere il benessere sociale e il profilo dei problemi di politica economica. Ma cosa studia l’economia politica, quando è nata questa scienza e quali sono le discipline ad essa collegate? Scopriamolo insieme!

A cosa serve l’economia politica

L’origine dell’economia politica risale ai tempi in cui nacquero gli Stati Nazionali, durante l’Alto Medioevo, nel momento in cui il patrimonio appannaggio della famiglia reale cominciò a coincidere con quello d’appartenenza allo Stato. Fu allora che l’economia perse il suo significato originario, acquisendo quelle caratteristiche che la resero una materia necessaria che estendesse la sua influenza su tutta la comunità, all’epoca soprannominata “polis”, ed è ad essa che fa riferimento, inclusi gli abitanti che la vivono.

LEGGI ANCHE >> 5 motivi per scegliere una laurea in economia

Le fasi storiche dell’economia politica

L’economia, in quanto tale e per quello che rappresenta, si evolve di pari passo alla società, assecondando le varie epoche storiche e le diverse organizzazioni messe in atto per ripristinare le difficoltà che progressivamente vengono incontro.

La sua evoluzione storica può essere riassunta e catalogata in quattro fasi ben distinte:

  • Economia antica, che a sua volta include alt 3 periodi al suo interno (economia primitiva, economia schiavistica, economia feudale);
  • Economia mercantile, si origina e si sviluppa attraverso la rivoluzione industriale che, nata in Inghilterra, si estese a macchia d’olio negli altri paesi;
  • Economia capitalistica, che include quella fase storica che vede la partecipazione attiva dei macchinari necessari alla produzione;
  • Economia neo capitalista, che coincide con la necessità che l’economia cerchi di non andare in contrasto all’ecosistema del pianeta.

Le discipline di studio dell’economia politica

Come abbiamo avuto modo di constatare, quando si parla di economia politica il suo ambito di studio diventa molto vasto e, in accordo a questa realtà, ad essere variegate sono anche le discipline ad essa collegate. Provando a fare il punto della situazione, lo studio economico è solito essere suddiviso in due grandi branchie: la microeconomia e la macroeconomia.

Nel dettaglio:

  • La microeconomia va ad analizzare i fenomeni economici osservandoli con gli occhi dell’operatore economico, focalizzandosi su fattori quali le domande del consumatore e le posizioni di un’impresa in particolare;
  • La macroeconomia, invece, studia fattori come: i tratti peculiari del sistema economico vigente, come interviene lo stato a livello economico e altre grandezze aggregate del settore.

Inoltre, l’economia politica ha affinato le sue conoscenze per volgere il suo sguardo ai singoli aspetti che vanno a comporre una realtà economica. Le discipline che, di conseguenza, sono diventate quindi fondamentali per lo scopo sono: l’economia internazionale, quella del lavoro, aziendale, dello sviluppo e tante altre ancora.

Qual è il metodo di indagine dell’economia politica

L’economia politica, nell’essere di fatto una scienza, viene regolata da leggi scientifiche ben specifiche, grazie all’elaborazione di due metodi:

  • Induttivo: basato sull’osservazione dei casi, riesce a classificarli in base alle loro caratteristiche e a formulare a posteriori delle leggi;
  • Deduttivo: basato su un ragionamento di tipo logico, spiega il fenomeno che si va ad analizzare.

A seguire, un’altra ulteriore bipartizione riguarda l’analisi positiva e quella normativa. Mentre, con la prima, si individuano le cause dei fenomeni economici, con l’analisi normativa vengono formulati teorie che potrebbero rivelarsi valide per adempiere agli obiettivi economici.

Se stai pensando di approcciarti per la prima volta all’economia politica, sicuramente gli studi universitari in economia sono il percorso migliore da intraprendere. La facoltà di economia di Ancona dell’Università Niccolò Cusano offre corsi di laurea triennali e magistrali, pensati per darti una formazione trasversale in tutto ciò che riguarda l’economia, il diritto e la finanza. Il tutto utilizzando una metodologia didattica telematica, che ti permette di seguire le lezioni comodamente online, su una piattaforma attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Per iscriverti o per saperne di più, compila il form.

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Iscriversi all’università a 30 anni conviene?

Iscriversi all’università a 30 anni conviene?

A prescindere dalle motivazioni che ti hanno spinto a non farlo prima, farsi questa domanda e pensare all’Università in un’età meno convenzionale è comunque più che lecito, soprattutto se hai specifici obiettivi professionali.

In realtà, sul fronte universitario, non esiste un limite d’età per intraprendere un percorso di studi. Al contrario, capita sempre più spesso di ascoltare nei TG e leggere sui giornali storie avvincenti di persone che ce l’hanno fatta anche a 60, 70 e 80 anni. Si tratta di testimonianze di vita reale che, in maniera decisa, rompono i pregiudizi e le insicurezze secondo cui se non ti dedichi ai libri a 20 anni, non avresti più l’opportunità di poterlo fare dignitosamente dopo.

Niente di più falso.

È ovvio che, senza girarci troppo intorno, tornare nell’ottica di rimettersi a studiare dopo tanti anni potrebbe essere più complesso rispetto al farlo dopo il diploma.

Eppure, si tratta di piccoli impedimenti aggirabili e risolvibili attraverso l’acquisizione di un metodo in grado di adattarsi alle proprie esigenze personali.

Inoltre, a dispetto di quel che si crede, esistono svariati vantaggi appannaggio di coloro i quali scelgono di vestire i panni di studente a 30 anni: eccone alcuni.

Perché fare l’Università a 30 anni può essere vantaggioso?

Università si o no?

Partiamo da un presupposto forse scontato ma necessario da specificare: quando hai 30 anni puoi far leva su una maturità più affidabile e consolidata, di gran lunga superiore rispetto a quando ne avevi 20. Un valore aggiunto da non trascurare, soprattutto quando si tratta di compiere delle scelte più consapevoli e razionali.

Non sei ancora convinto e vuoi addentrarti nello specifico di quelli che possono essere i potenziali vantaggi se ti iscrivi all’università a 30 anni? Eccone alcuni.

La motivazione

Quando ci si diploma, dopo anni di scuola dell’obbligo, non si ha neanche il tempo di riposarsi per godersi le gioie del traguardo che l’urgenza di scegliere un percorso universitario – anche velocemente – diventa pressante.

Non è affatto raro che, immersi in questa condizione, a 20 anni si compiano le scelte sbagliate, dettate dalla fretta di decidere per accontentare prima la famiglia e solo dopo se stessi. Ne deriva che la motivazione, ad un certo punto, inizi a vacillare.

A 30 anni invece, per cause di forza maggiore, si è consapevoli e guidati da quella passione che conduce inevitabilmente verso l’obiettivo a cui si aspira, senza alcuna influenza esterna. Insomma, se non è un vantaggio questo…

Le competenze consolidate

A 30 anni, gran parte reduci di svariate esperienze accumulatesi negli anni, ci si può avvalere di una rosa di competenze acquisite a cui non si poteva fare affidamento a 20 anni. Sia dal punto di vista professionale che personale, è naturale aver aggiunto delle skills talvolta indispensabili per affrontare gli ambiti più disparati della vita.

Ragion per cui, verrà più naturale riuscire a relazionarsi meglio con il corpo docente anche in sede d’esame, sfruttando una sicurezza maggiore e affinata nel tempo.

Le promozioni professionali

Un altro vantaggio obiettivo riguarda i trentenni lavoratori che decidono, dopo anni, di tornare a studiare. Spesso la decisione è guidata dal desiderio di fare un avanzamento di carriera che, con una laurea, sarebbe più facile da raggiungere.

Lo studio online

La possibilità di seguire dei corsi di laurea online si rivela una scelta vincente per i trentenni che hanno a carico lavoro e famiglia. In questo modo, sarà più semplice gestire il tempo a disposizione, riuscendo ad organizzarsi tra un impegno e l’altro.

Il compromesso ideale per laurearsi, seguendo le lezioni da casa senza sacrificare le altre mansioni giornaliere. Unicusano è un’Università Telematica che ti permette di frequentare le lezioni comodamente online, grazie alla nostra metodologia; connettendoti ad una piattaforma e-learning, potrai seguire le lezioni, scaricare il materiale didattico e interagire con docenti e colleghi di corso. Gli unici momenti in cui è richiesta una presenza fisica sono durante gli esami e durante la discussione della tesi di laurea.

Studiando online, non dovrai rinunciare agli impegni professionali e potrai comunque dedicarti ad una laurea, organizzando liberamente il tuo tempo e facilitando il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Ricapitolando, i vantaggi di iscriversi all’Università a trent’anni sono:

  • Maggiore maturità, il che ti porta a prendere questo impegno con maggior serietà
  • Maggiore consapevolezza di ciò che ti piace, riducendo il rischio di scelte affrettate o sbagliate
  • Possibilità di crescita personale, ma soprattutto professionale
  • Possibilità di coniugare lavoro, famiglia e studio, grazie alle lauree online

Per saperne di più e iscriverti ad un corso di laurea Unicusano, compila il form.

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I 7 passatempi per studenti da fare ad Ancona

Se sei uno studente e cerchi dei passatempi da fare ad Ancona, sei nel posto giusto.

Ancona è una splendida città che si affaccia sul mare, dotata di un porto suggestivo e di una serie di attrazioni imperdibili. Tra musei, parchi, spiagge e piatti tipici da degustare, potrai concederti una pausa dallo studio, rilassando la mente e il corpo.

Se pensi che dopo una giornata trascorsa sui libri, la soluzione ideale sia mettersi sotto le coperte per concludere in bellezza una giornata all’insegna dei doveri, stai sbagliando di grosso.

Bando alle scuse, ecco i 7 passatempi per studenti da fare ad Ancona.

Cosa fare ad Ancona da studente: le opzioni più gettonate

Ti sei stabilito ad Ancona e sei ancora in quella fase di perlustrazione, con mappa alla mano e dubbi su dove andare quando vuoi premiarti dopo ore di studio matto e disperato?

In questa guida ti forniamo le attività a cui puoi e devi dedicarti, sia che tu decida di procedere in solitaria che in compagnia.

Giro ai musei

Quando si parla di Ancona, non si può fare a meno di coinvolgere i musei che ospita; uno di questi è il Museo Tattile Statale Omero, sito all’interno della Mole Vanvitelliana. Si tratta di uno spazio che conta un numero straordinario di sculture, all’incirca 150, tutte da ammirare e – come suggerisce il nome – da toccare.

L’obiettivo primario, infatti, è quello di dare la possibilità agli spettatori di entrare in contatto con l’arte attraverso il senso del tatto, oltre la vista. Grazie a questa opportunità, anche i non vedenti possono addentrarsi nella cultura che regna sovrana entro gli spazi del museo.

Un altro luogo da visitare assolutamente, è il Museo Archeologico delle Marche, un palazzo cinquecentesco – il Palazzo Ferretti – che affaccia sul Colle Guasco, che regala una visione panoramica mozzafiato.

Il Museo regala ai suoi visitatori l’opportunità di immergersi nelle civiltà che hanno fatto la storia dall’età paleolitica fino all’Alto Medioevo.

Un’altra segnalazione riguarda la Pinacoteca Civica di Ancona, di più umili dimensioni, ma sede di alcune opere pittoresche dalla straordinaria bellezza. Gli autori appartengono alla scuola marchigiana e a quella veneta.

Fuga in spiaggia

Una tappa obbligatoria, se si vive ad Ancona, è il mare. A prescindere dalla stagione, anche se la primavera e l’estate rendono ancora più gradevole la visita, passeggiare fino al Passetto – passando per Viale della Vittoria – è una condizione preliminare per regalarsi una visione panoramica suggestiva.

Se il clima lo permette, è possibile immergersi in acqua, scendendo due ampie scalinate che si affacciano direttamente sul mare. Un quadretto estremamente romantico se si ha in cantiere una dichiarazione o l’obiettivo di far colpo su qualcuno: assicurato!

Vita notturna e movida

Sul fronte vitta notturna, Ancona offre degli ottimi diversivi. Infatti, risulta essere organizzata e in grado di offrire svariate opzioni per trascorrere delle piacevoli serate all’insegna del divertimento.

Se ci si vuole immergere nella vera movida, la meta prediletta è Piazza del Plebiscito – detta anche piazza del Papa – che rappresenta un po’ il centro nevralgico presso cui un numero spropositato di giovani si riunisce per accedere agli innumerevoli pub presenti, intrattenendosi fino a notte inoltrata tra una birra e un cocktail.

Passeggiate nel verde

Per chi ha un animo più naturalista, non può fare a meno di visitare il caratteristico e leggendario parco del Cardeto, noto anche con il nome di Parco Scataglini, per commemorare l’omonimo poeta anconetano che morì nel ’94.

Il parco non è sperduto rispetto alla città, si trova infatti a pochi passi dal centro; ha un aspetto selvaggio e appartato, meritando di diritto il titolo di polmone verde di Ancona. Affascinante e suggestivo, l’ideale per staccare dalla vita frenetica.

Alla scoperta delle bellezze del centro storico

Non è da meno, il centro storico di Ancona che offre ai suoi visitatori una rete di vicoli a cui accedere per apprezzare ogni angolo della città, scoprendo le bellezze che ospita il capoluogo marchigiano.

Tra i luoghi necessari da vedere si annoverano:

  • L’Arco di Traiano;
  • La Chiesa di Santa Maria della Piazza;
  • La Fontana del Calamo.

Visita all’anfiteatro romano

Un’altra capatina, soprattutto per gli estimatori, è da fare all’anfiteatro romano, sito tra il Colle Guasco e quello dei Cappuccini.

L’anfiteatro in questione, risalente al I secolo a.C., può ospitare fino a 10.000 spettatori; inoltre, durante la bella stagione, diventa sede di diverse rappresentazioni teatrali.

Provare le prelibatezze culinarie

Ultimo punto, non di certo per importanza, è il cibo. Un piatto da regalare alle proprie papille gustative è lo Stoccafisso all’Anconitana, una scelta iconica quando si pensa alla cucina di Ancona: un mix di storia e tradizione da rivivere assaporando questa prelibatezza dalla fama indiscussa.

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Perché scegliere ingegneria gestionale? 5 motivi

Perché scegliere ingegneria gestionale? Quali sono i motivi per cui frequentare questa facoltà?

Questa è sicuramente una delle domande più comuni tra chi si approccia per la prima volta a questo ambito di studi. Volendo dare una definizione di ingegneria gestionale, possiamo dire che si tratta di quel ramo dell’ingegneria che studia gli aspetti operativi e tecnici delle imprese, siano esse industriali o di servizio. Il percorso di studi in ingegneria gestionale è piuttosto recente e, per sua natura, garantisce una certa versatilità occupazionale.

Di seguito vedremo le 5 motivazioni per cui dovresti iscriverti a ingegneria gestionale.

I 5 motivi per cui scegliere ingegneria gestionale

Stai esplorando le diverse opzioni e stai capendo dove studiare? In questa breve guida ti spieghiamo i 5 motivi sul perché scegliere ingegneria gestionale.

Si tratta di una facoltà dove vengono proposte diverse discipline, offrendo una formazione ampia. Ciò permetterà di trovare lavoro più facilmente e non solo: scopriamo gli altri vantaggi.

#1 – Competenze versatili

Chi è che cosa fa l’ingegnere gestionale? Questo è il primo passo per capire perché scegliere ingegneria gestionale.

Si tratta di una specializzazione di ingegneria, come avrai intuito, che offre una formazione sulla visione sistemica dell’impresa. L’ingegnere gestionale ha grandi conoscenze sulle tecniche decisionali e delle strategie di impresa, utilizzando competenze economiche con approccio matematico e tecnologico.

L’ingegnere gestionale è specializzato nella progettazione, organizzazione e gestione di imprese o di settori di imprese e organizzazioni.

Le sue mansioni sono:

  • Analisi dei costi e delle prestazioni di singoli dipendenti, squadre di lavoro o reparti
  • Controllo della qualità e della sicurezza dei processi aziendali
  • Gestione dei progetti innovativi
  • Progettazione della ristrutturazione di settori o reparti dell’impresa
  • Analisi della convenienza delle diverse possibilità di investimento o di finanziamento dell’impresa
  • Analisi i mercati di approvvigionamento e di sbocco dell’impresa
  • Progettazione, pianificazione e gestione dei singoli processi nelle organizzazioni

Ne consegue che l’ingegnere gestionale deve avere grandi capacità di analisi, con competenze economiche e matematiche. Il percorso di studi garantisce un approfondimento di diverse discipline e, per questo, è da considerarsi estremamente versatile. La versatilità è utile sia a livello professionale, sia a livello personale, perché ti permette di avere un buon bagaglio di conoscenze.

#2 Grande varietà di scelta occupazionale

Uno dei grandi benefici di questo percorso di studi riguarda, come abbiamo accennato, la grande varietà di scelta dal punto di vista occupazionale. Ma quali sono gli sbocchi lavorativi per chi possiede una laurea in Ingegneria Gestionale?

Vediamo i principali:

  • Supply Chain Manager: si occupa della gestione del processo di trasferimento di un prodotto/servizio dal fornitore al cliente. Lo scopo del suo operato è migliorare l’efficienza di tutto l’approvvigionamento risorse e stoccaggio.
  • Software developer: si tratta di una delle professioni più ricercate nel mondo del lavoro. Si occupa della scrittura di codici per la realizzazione di siti, piattaforme, strutture informatiche.
  • Consulente IT: aiuta le imprese nella scelta di soluzioni di information technology più adatta per poter raggiungere un bisogno specifico.
  • Logistic manager: lavora nel settore di logistica e trasporti, perciò calcola i percorsi più efficienti per far trasportare la merce da un punto ad un altro e migliorare le prestazioni di consegna.
  • Data manager: in questa professione ci si occupa di gestire i dati di un settore produttivo al fine di pianificare delle strategie per entrare in uno o più mercati.
  • Sales analyst: si occupa di studiare i dati di vendita, aiutando l’impresa a capire le scelte commerciali più ragionevoli da prendere in considerazione. Dovrà monitorare quanti e quali prodotti vengono venduti maggiormente in certo periodo e quali invece non hanno avuto successo. Ciò permette di capire quali sono appunto i tipi di prodotti e servizi sui quali puntare, poiché apprezzati dal pubblico e quali invece no.
  • Business analyst e Business Intelligence analyst: queste professioni si occupano di consulenza. Esse elaborano strategie per ideare nuove opportunità di business, mettendo al corrente dei propri clienti su cosa fare per avere una buona posizione sul mercato.

Queste sono solo alcune delle professioni che si può svolgere con questo titolo di studio.

#3 Ottime possibilità in ambito lavorativo

La professione dell’ingegnere gestionale è molto richiesta nel mercato del lavoro. Puoi lavorare all’interno di aziende pubbliche o private, oppure come consulente indipendente.

Secondo i dati risultati dell’indagine di AlmaLaurea nel 2017, su 76mila neolaureati (dopo tre anni dal conseguimento del titolo di studio) il tasso di occupazione di ingegneria gestionale e del 96%.

Un dato che di certo rincuora se si parla di prospettive occupazionali.

#4 Un ottimo stipendio

Anche lo stipendio non è un dato da sottovalutare, e fortunatamente, questo è un altro motivo per cui scegliere ingegneria gestionale.

In media lo stipendio di un Ingegnere Gestionale è di 36.850 € lordi all’anno (ovvero 1.900 € al mese al netto delle tasse). Questo stipendio è superiore del 23% rispetto alla retribuzione media di un lavoratore in Italia.

Il massimo che si può guadagnare in Italia come Ingegnere Gestionale è oltre i 94.000 € lordi all’anno, partendo da uno stipendio minimo di 22.800 € lordi all’anno.

#5 Avrai l’opportunità di lavorare per grandi imprese

Hai mai pensato di lavorare ai piani alti di grandi imprese? Magari brand che sono leader mondiali del loro settore?

Magari no, ma di certo capirai che avrà i suoi notevoli vantaggi.

Infatti, con un titolo di ingegnere gestionale potrai entrare a far parte del team di grandi aziende, occupandoti della gestione di loro risorse e molto altro ancora. Prima ti abbiamo accennato a qualche professione, ad esempio.

Lavorare per aziende prestigiose è di certo una grande soddisfazione a livello lavorativo ma soprattutto personale.

Se queste cinque motivazioni ti hanno convinto, la laurea in ingegneria gestionale Unicusano è la soluzione ideale per iniziare la tua formazione in questo campo. Questo percorso di studi punta a fornire competenze di ampio spettro nella gestione di sistemi complessi, ma anche competenze specifiche nella gestione della produzione industriale e della sicurezza e protezione degli impianti.

Una delle caratteristiche più interessanti dei corsi di laurea Unicusano è la metodologia telematica: potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L’unico momento in cui è richiesta una presenza fisica è per lo svolgimento degli esami, oltre che per la discussione della tesi di laurea.

Se vuoi saperne di più e iniziare questo percorso di studi in ingegneria ad Ancona, contattaci ora.

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Che lavoro fare dopo una laurea magistrale in lettere?

Ti stai chiedendo che lavoro fare dopo una laurea magistrale in lettere?

Contrariamente alle credenze comuni, questa facoltà offre numerosi sbocchi lavorativi, anche molto diversi tra loro. Questo perché il piano di studi è molto variegato, permettendo a studenti e studentesse di ricevere una formazione trasversale.

Con le conoscenze acquisite durante il percorso di studi, potrai trovare lavoro in molti settori: nel pubblico e nel privato. Potrai anche lavorare in proprio, come libero professionista, freelance, ma anche come dipendente.

I settori coinvolti sono moltissimi: potrai lavorare nel settore del turismo, nel campo dell’editoria, delle risorse umane e anche nel marketing. Come per ogni facoltà, sta a te scoprire le tue inclinazioni e approfondire in un settore anziché in un altro.

Vediamo quali sono i lavori che puoi svolgere con una laurea magistrale in lettere.

Professioni lavorative dopo una laurea magistrale in lettere: quali sono?

Quali sono le professioni lavorativi che puoi intraprendere con una laurea magistrale in lettere?

Già con la triennale possiedi un’ampia scelta, con la magistrale, questa scelta si rende ancora più varia, aprendoti le porte su molti lavori anche molto diversi tra loro. Ecco quali sono.

Copywriter

Il Copywriter è una figura che scrive contenuti persuasivi e coinvolgenti per attrarre clienti, o indirizzarli a compiere un’azione precisa (che può essere un’iscrizione, una lettura, la partecipazione a eventi o acquisto di prodotti) per l’azienda per cui lavora. Pensiamo ai cartelloni pubblicitari, o le inserzioni nei giornali, oppure nei siti web. Sono tutti scritti da un copywriter.

Per fare questo lavoro, sono necessarie alcune competenze e abilità, che possiamo riassumere in:

  • Basi di SEO
  • Basi di marketing
  • Ottime capacità di scrittura
  • Conoscenza di WordPress e altri CMS importanti

La figura del copywriter non ha un percorso standard, perciò si può partire con le basi fornite da una laurea magistrale in Lettere e poi specializzarsi con un Master. Questa professione può essere intrapresa sia all’interno di aziende, sia all’interno di agenzie, ma anche come libero professionista.

Professioni in ambito editoriale

Se ti stai chiedendo cosa fare dopo una laurea magistrale in lettere, sappi che anche l’ambito editoria offre diverse possibilità.

Le diverse professioni sono:

  • Editor: legge e rivede il testo di un autore prima della pubblicazione
  • Revisore: fa la correzione dei contenuti, della prosa e dello stile di un testo
  • Revisore delle traduzioni: si occupa delle traduzioni di testi da altre lingue all’italiano
  • Correttore di bozze: controlla eventuali errori di battitura, ortografia, grammatica
  • Impaginatore: sistema il testo prima di mandarlo in stampa
  • Produttore di testi: redige testi per le case editrici o committenti esterni

Libraio

Con una laurea in lettere si può lavorare nelle librerie, aprendo un’attività in proprio o come dipendente. Quali sono le mansioni?

  • Accoglienza dei clienti
  • Offrire consigli su richiesta
  • Ordinare i libri dai distributori e case editrici
  • Sistemazione degli scaffali

Sales manager o sales consultant di prodotti artistici o letterari

Data la formazione umanistica, chi possiede una laurea in lettere può occuparsi della vendita di prodotti artistici o letterari, lavoro tipico del sales manager specializzato. Dovrai comunque fare esperienza nel settore retail e, dunque, apprendere basi di vendita.

Critico

La professione del critico sta nell’interpretare, illustrare e commentare un’opera. Esistono critici di vario genere, quelli che si dedicano all’arte, al cinema, al teatro. E poi abbiamo i critici letterari, che sono quelli che ci interessano ora.

Il Critico letterario si occupa di esaminare un’opera letteraria, trarre il significato ed esprimere una sua analisi critica.

La critica di un libro tiene in considerazione ogni componente: trama, personaggi, ambientazione, tema, linguaggio, dialoghi ecc.

Chi possiede una laurea magistrale in lettere ha una grande conoscenza in ambito letterario, che permette di fare un’analisi accurata.

HR Specialist

L’HR Specialist è la figura che gestisce il capitale umano (ovvero i lavoratori) di un’azienda, per tutta la permanenza.

Si occupa della selezione, della gestione degli interessi di entrambe le parti, fino alla chiusura del rapporto di lavoro. Grazie alla formazione umanistica, chi ha una laurea in lettere è più predisposto di altri per questo tipo di impiego. Per avvicinarti ancora di più alla professione, puoi proseguire la tua formazione con un Master. Ad esempio, Unicusano propone il Master I Livello in Gestione ed amministrazione delle risorse umane.

Abbiamo visto quali sono le professioni che possono essere intraprese con una magistrale in lettere. Se vuoi saperne di più e iscriverti alla Facoltà di Lettere Unicusano ad Ancona, seguendo le lezioni a distanza, contattaci ora.

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Come migliorare il profilo Linkedin per trovare lavoro?

LinkedIn è un vero e proprio social media del lavoro: in questo ecosistema è possibile interagire con potenziali datori di lavoro e responsabili HR, creando un profilo appetibile e mostrando le tue abilità. Se sfruttata al massimo delle sue potenzialità, questa piattaforma può aprirti davvero molte strade e facilitare la ricerca di un lavoro.

Se vuoi ottenere lavoro, dovrai prestare attenzione a diversi dettagli. Ecco perché ti spiegheremo come migliorare il profilo Linkedin per trovare lavoro.

Prima di tutto, sai cos’è LinkedIn? Come abbiamo detto, LinkedIn è un social network, una piattaforma che consente di:

  • Far incontrare domanda e offerta di lavoro, quindi chi ricerca lavoro e datori di lavoro;
  • Condividere i tuoi pensieri e le tue competenze attraverso contenuti specifici (video, foto, testo…);
  • Raccontare il proprio percorso lavorativo e di formazione, come una sorta di curriculum vitae digitale.

Detto questo, siamo pronti per vedere cosa migliorare del tuo profilo per renderti un candidato ottimale per le aziende.

Come rendere il profilo LinkedIn più accattivante

Vuoi scoprire come migliorare il tuo profilo LinkedIn? Se sfruttata al massimo, questa piattaforma è un ottimo strumento per mettersi in mostra nel mercato del lavoro.

Ci sono una serie di accortezze da seguire per rendere il tuo profilo davvero appetibile e utilizzarlo per le candidature. Ecco da dove partire per migliorare il tuo account Linkedin.

#1 Scegli una foto profilo adeguata

Uno degli errori più comuni è quello di prestare poca attenzione alla foto profilo. La foto del profilo LinkedIn è una sorta di “biglietto da visita”: deve essere semplice, pulita e professionale.

Utilizza un primo piano o mezzo busto, con sfondo a colore neutro. L’abbigliamento deve essere in linea con la tua professione. Ovviamente, il sorriso è ben accetto: l’importante è che non sia stata scattata in un contesto “vacanziero”.

#2 Usa parole chiave per la job title sotto il tuo nome

Sotto al tuo nome dovrai scrivere la job title, ovvero un titolo professionale che ti identifica. Dovrai scegliere parole che dicono ciò che fai in modo conciso, così apparirai facilmente nei motori di ricerca dei recruiter e aziende. Scegli il job title in cui ti rispecchi di più.

#3 Mostra la tua personalità nel riepilogo

Il riepilogo su questa piattaforma è un spazio in cui puoi descriverti.

Sarà una sorta di presentazione generale, in cui dovrai scrivere:

  • chi sei
  • cosa fai
  • la tua formazione
  • esperienze
  • conoscenze e competenze
  • risultati raggiunti degni di nota
  • cosa puoi offrire e cosa cerchi

Dovrai mostrare la tua personalità, perciò la creatività è la benvenuta. Puoi aggiungere in questo spazio anche dei media, come delle foto o una presentazione in PDF.

Anche qui, non essere mai prolisso, usa frasi brevi e facili da capire, non dilungandoti.

#4 Arricchisci la sezione esperienze

Proprio come in un curriculum, sul tuo profilo appare lo storico delle esperienze che scegli di inserire tu.

Ti consigliamo di non inserire un semplice elenco di lavori passati, che non dice nulla sul valore aggiunto che sei in grado di apportare in un contesto professionale.

Quando inserisci le esperienze professionali, cerca di argomentarle, definendo le tue mansioni, responsabilità, ciò che hai imparato e gli obiettivi raggiunti. Tuttavia, anche in questo caso, ricorda di non dilungarti troppo: dosa bene le parole e evita dettagli inutili. Cerca di andare dritto al punto.

Ricorda di tenere aggiornata questa sezione.

#5 Richiedi conferme delle tue competenze

Nella parte dedicata alle competenze, dovrai essere completamente sincero.

Non ha senso scrivere di possedere determinate abilità che in realtà non si hanno, solo per fare bella figura. Se ti candidi per un posto lavorativo che richiede competenze che tu attesti – falsamente – di possedere, la tua credibilità verrà meno. Perciò meglio essere onesti e, piuttosto, accrescere quelle competenze che si desiderano padroneggiare.

Fatti confermare le competenze da colleghi e ex datori di lavoro, in questo modo avranno maggiore credibilità.

#6 Crea una buona rete

Su LinkedIn crei collegamenti, ovvero utenti con cui ci si segue reciprocamente. Sono quelli che verrebbe da chiamare followers, ma non su questo social.

I collegamenti che crei devono essere utili e funzionali allo sviluppo di un network in linea con le tue aspirazioni, con cui condividere pensieri e opinioni.

Costruire una buona rete permette di accrescere le opportunità.

#7 Partecipa a corsi di interesse per la tua professione

All’interno di LinkedIn esiste una sezione chiamata “Learning”. Qui potrai abbonarti e partecipare a dei webinar, ovvero corsi online, per accrescere le tue competenze e conoscenze che verranno certificate e potrai di conseguenza aggiungere al tuo profilo personale, rendendole visibili a tutti.

Affinare le proprie competenze, ricevendo una certificazione, è come avere un titolo in più che ti permette di essere più interessante ad un possibile datore di lavoro. Perciò ti consigliamo di fare questo investimento!

#8 Iscriviti a gruppi del tuo ambito di interesse

Proprio come in altri social network, anche qui troviamo i gruppi, dove persone accomunate dallo stesso interesse discutono su diversi argomenti del settore.

Iscrivendoti a questi gruppi e interagendo, alzerai le tue chances di conoscere persone nuove e costruire agganci.

#9 Sii partecipe e fatti notare!

Proprio come per tutti i social network, per poter ampliare la tua rete e catturare l’interesse, occorre essere molto partecipi e attivi.

Perciò una volta che ti iscrivi a dei gruppi, partecipa alle discussioni e cerca di spiccare.

Attraverso il tuo profilo puoi creare contenuti, ossia dei veri e propri post in diversi formati (video, videodirette, solo testo, testo + immagini, contenuti PDF).

Potrai condividere i tuoi pensieri su un determinato argomento a te a cuore, su un qualcosa che stai studiando, qualcosa che hai notato o dare consigli.

Ovviamente tutto inerente al tuo lavoro e settore di specializzazione!

Puoi aggiungere delle reazioni ai post degli altri utenti, consigliando i loro post. Commenta sotto i loro post, dai inizio a dibattiti: solo in questo modo potrai farti notare.

Mettendo in pratica questi consigli, potrai migliorare il tuo profilo su LinkedIn e iniziare a cercare lavoro sfruttando il potere di questo social media.

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Paura dell’esame? Ecco 5 consigli per superarla

Hai paura dell’esame e non sai come superarla o gestirla? Non ti preoccupare, si tratta di una situazione d’ansia che affligge tantissimi studenti e studentesse, chi più chi meno.

L’attesa di un esame può generare una certa apprensione: la tensione della prova e la paura che possa andare diversamente rispetto alle tue aspettative può creare una situazione di disagio.

Ma esistono dei modi per riuscire a gestire questa paura e addirittura affrontarla di petto? Certo che sì! Proprio per questo abbiamo pensato a 5 consigli che potrebbero tornarti utile quando ti fai prendere dal panico in vista di un esame.

Nonostante questi suggerimenti, ricorda che si tratta di una prova d’esame e va presa esattamente per com’è: non è da sottovalutare, ma nessun risultato (anche una bocciatura) è irreversibile.

Fai del tuo meglio, segui i consigli dell’Università di Ancona Niccolò Cusano e in bocca al lupo!

Come superare la paura dell’esame? I nostri consigli

Stai cercando qualche tecnica o semplice suggerimento per superare – ma anche solamente gestire – la paura dell’esame?

Se l’ansia prima di un esame ti tiene sveglio, continua nella lettura: ecco i consigli da seguire per approcciare alla prova con maggiore serenità.

Cominciamo!

#1 Studia per tempo, in modo da avere un’ottima preparazione

Spesso, la paura pre esame è proporzionata al tuo livello di preparazione.

Chiaramente, non stiamo dicendo che pur sapendo tutto la tua ansia scomparirà, ma di certo aiuterà.

Preparati per tempo, organizzando al meglio il tuo carico di studio con un piano adeguato, spezzando il programma in diverse parti per ogni giornata.

In questo modo, arriverai all’esame sapendo di esserti preparato al meglio. L’ansia ci sarà comunque, ma sarà quella a darti una spinta in più per dare il meglio e mostrare al professore la tua preparazione.

#2 Prenditi cura del tuo corpo

Sembrerà assurdo, ma la tua mente non funzionerà al meglio se non ti prendi cura del tuo corpo.

Molti studenti e studentesse tralasciano la propria salute fisica e mentale, privandosi di ore di sonno o mangiando in maniera squilibrata.

Uno stile di vita sano permette alla mente di svolgere le varie funzioni in modo più efficiente. Insomma, migliorerai le tue performance e l’ansia sarà meno stressante.

Ecco lo stile di vita sano ideale da tenere prima dell’esame:

  • Bevi molta acqua e evita cibo da asporto. Cucina i tuoi piatti, facendo attenzione a integrare tutti i nutrienti;
  • Dormi 7-8 ore a notte e evita le “nottatacce” passate in bianco a studiare
  • Muoviti durante il giorno e concediti dei momenti di sfogo, così da equilibrarli con le ore di studio

#3 Concentrati sui successi passati, lasciando fluire i pensieri negativi

Pensare al peggio e concentrarsi sui fallimenti è tipico dell’essere umano.

Non è certo semplice, ma quello che ti consigliamo di fare è riprogrammare i tipi di pensiero che tendi ad avere, vivendo in modo più distaccato e con una visione imparziale gli avvenimenti che ti capitano davanti. Stare ore e ore a pensare ad un ipotetico fallimento non farà altro che alimentare le tue paure e il cattivo umore. Il trucco, invece, è pensare in chiave positiva: sicuramente non è risolutivo delle tue paure e non basta per superare un esame. Tuttavia, avere pensieri positivi ti aiuta a concentrarti sui successi passati, agli esami che hai superato e altre situazioni stressanti che hai saputo gestire, facendoti capire che, in fondo, ce l’hai già fatta e puoi farcela anche stavolta.

#4 Sperimenta tecniche di rilassamento

Hai mai sentito parlare di mindfulness? Si tratta di uno stile di meditazione che aiuta la persona a focalizzare la propria attenzione sul presente e sul tangibile, anziché sull’astratto.

Ecco allora che ti spieghiamo meglio la pratica della mindfulness.

Questo tipo di meditazione è stato riprovato essere uno dei metodi non medici – non come lo intendiamo in Occidente – per combattere lo stress e situazioni di forte ansia, come l’overthinking, ovvero la tendenza a rimuginare su traumi passati e ipotizzare scenari catastrofici nel futuro.

Questa tecnica, se praticata con costanza, apporta tantissimi benefici. Puoi iniziare con delle sessioni guidate che puoi trovare gratuitamente online e fare un tentativo.

#5 Studia e ripassa in compagnia di qualcuno che ti motiva

Studiare e/o ripassare assieme ai colleghi di università con cui hai più affinità, è un ottimo modo per alleviare la paura dell’esame.

Poter condividere questo momento con qualcuno nella tua stessa situazione è di solito confortante. In più, ci si può aiutare a vicenda cercando di simulare l’esame.

Questo può essere poi un ottimo esercizio di allenamento se devi prepararti ad un esame orale.

I nostri consigli per superare la paura dell’esame e della bocciatura sono finiti, per ora: per altri consigli, continua a seguirci su questo blog.

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Come insegnare nelle scuole dell’infanzia? La guida

Vuoi sapere come insegnare nelle scuole dell’infanzia? Se hai un’attrazione verso la figura dell’insegnante per la scuola dell’infanzia, in questa guida ti illustreremo tutto ciò che ti occorre sapere per ricoprire questo ruolo.

Per insegnare nelle scuole dell’infanzia, il percorso è cambiato negli anni: per questo è necessario rimanere aggiornati su ciò che la legge prevede.

Per svolgere tale lavoro, occorrono necessariamente una serie di conoscenze e competenze che si acquisiscono con un percorso formativo stabilito precisamente, e ovviamente, una serie di soft skills per riuscire a svolgere al meglio le proprie mansioni.

Non resta che leggere questa guida e trovare tutte le informazioni che ti servono su questo argomento!

La guida per scoprire come insegnare nelle scuole dell’infanzia: ecco tutto ciò che devi sapere

Stai cercando di capire come insegnare nelle scuole dell’infanzia? In questa guida allora ti spiegheremo tutto ciò che ti serve sapere per accedere a questa professione.

Vedremo di cosa si occupa un’insegnante di scuola dell’infanzia, delle conoscenze e competenze richieste, il percorso di studi da affrontare e infine, come si entra nel mondo del lavoro.

Chi è e che cosa fa l’insegnante della scuola dell’infanzia: le mansioni

L’insegnante della scuola materna si occupa della formazione nella sua totalità di bambini di un’età compresa tra i 3 e i 5 anni.

Affiancato da altre figure professionali, svolge diverse mansioni, che vanno a dare supporto al bambino nella sua crescita.

Le diverse mansioni di questa figura professionale sono:

  • Supervisionare dei bambini, garantendo sicurezza e benessere;
  • Ideare e concretizzare un programma adatto alle necessità dei bambini;
  • Assistere i bambini durante i pasti e il riposo;
  • Insegnare attraverso attività di vario tipo il programma stabilito per bambini di età prescolare;
  • Coinvolgere i bambini nelle varie attività;
  • Favorire lo sviluppo dell’autostima e dell’autonomia del bambino;
  • Favorire e aiutare i bambini nell’espressione e interazione con gli altri;
  • Monitorare la salute psico-fisica del singolo bambino;
  • Verificare periodicamente il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel piano educativo;
  • Promuovere abitudini comportamentali sane;
  • Relazionarsi con le varie famiglie, rendendo genitori e/o tutori partecipi dello sviluppo del bambino.

L’insegnante di scuola dell’infanzia deve fornire un ambiente sicuro e stimolante, dove i bambini possono giocare, imparare a interagire tra loro, percepire loro stessi, conoscere cose nuove e venire a contatto con diverse attività.

Tutte le attività sono volte alla formazione e allo sviluppo intellettuale, fisico ed emozionale del bambino.

Si tratta quindi di una figura che ha un ruolo chiave nella vita del bambino nei primi anni di vita, ma che lo influenzerà per tutto l’arco della vita.

Conoscenze e competenze

Per lavorare in questo campo, sono necessarie delle conoscenze e competenze in campo psicopedagogico. Questo per garantire ai bambini una formazione assoluta e professionale, sotto qualsiasi punto di vista: mentale, affettivo, relazionale.

Per venire incontro alle esigenze del bambini, sono necessarie diverse competenze che si acquisiscono durante il percorso formativo specifico per questo ruolo.

Insieme a queste conoscenze e competenze, devono essere abbinate una serie di attitudini e predisposizioni verso i bambini e le loro famiglie.

Questo, per riuscire a garantire un rapporto positivo, che punta alla crescita e miglioramento della qualità di vita a lungo termine.

Occorre quindi essere persone propositive, con grande energia e capacità di coinvolgere e divertire.

Essere un’influenza positiva per i bambini è essenziale, ma è necessario anche sapersi rapportare con le loro famiglie, per poter costruire una relazione di fiducia.

Bisogna saper lavorare sotto pressione, mantenere la concentrazione per lungo tempo e essere sempre disponibili per accogliere i bisogni dei bambini al meglio. Ha grande importanza il saper essere buoni comunicatori, ma anche ottimi ascoltatori. Non sempre i bambini sanno comunicare al meglio i propri bisogni e pensieri: riuscire a recepirli e aiutarli ad esprimerli è uno dei doveri più importanti dell’insegnante.

È altresì fondamentale saper porre dei limiti, quindi essere una figura autorevole, che i bambini sanno di dover rispettare quando è il momento di seguire le regole.

Tutto ciò lo si apprende nel tempo, con l’esperienza, e ovviamente, con una certa predisposizione iniziale.

Percorso di studi

Vediamo ora come diventare insegnante nelle scuole dell’infanzia a tutti gli effetti.

Per poter lavorare nelle scuole materne, ma anche negli asili nido (quindi con bambini dai 0 a 3 anni) è necessaria la laurea.

Fai bene attenzione: c’è una sostanziale differenza tra l’educatore d’asilo nido (nota anche come educatrice socio-pedagogico) e insegnante di scuola materna.

Ad ogni modo, Unicusano offre diversi percorsi formativi per chi vuole avvicinarsi alla professione. In particolare, il nostro Ateneo ha all’attivo diversi corsi afferenti l’Area Formazione:

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Educatore Psico-Educativo e Sociale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Educatore Servizi per l’infanzia
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

La caratteristica della formazione Unicusano è la possibilità di seguire le lezioni comodamente online. Come? Attraverso la metodologia telematica: con questo approccio, sarai tu a decidere quanto tempo dedicare alla tua formazione. Connettendoti alla tua Area Studenti, potrai seguire le lezioni in streaming, scaricare il materiale didattico di supporto e interagire con docenti e colleghi di corso. Il tutto coniugando la vita accademica con eventuali impegni professionali e personali.

Iniziare a lavorare come insegnante nelle scuole dell’infanzia

Una volta conseguito questo titolo di studio, si può proseguire in due diversi modi, a seconda di dove si desidera lavorare.

Se si desidera lavorare all’interno di strutture pubbliche, l’unica via è partecipare e superare un concorso.

Altrimenti, se si vuole lavorare in scuole dell’infanzia private, occorre candidarsi inviando un curriculum vitae (come si farebbe per la candidatura a qualsiasi azienda) e aspettando una telefonata per un colloquio conoscitivo.

Se sei interessato ad una carriera nel settore e vorresti iniziare a formarti con Unicusano, compila il form.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

La scelta dell’Università migliore da frequentare è uno dei passaggi più delicati nel post diploma. Oltre a scegliere con attenzione il percorso di studi e la facoltà ideale, è importante anche investire su un Ateneo che metta a disposizione degli studenti una serie di servizi utili alla crescita e allo sviluppo di skills personali e professionali.

Ogni anno ci impegniamo a raccogliere commenti e feedback dai nostri studenti e lavoratori per migliorare sempre di più la qualità dei nostri corsi e l’efficienza dei servizi dell’Ateneo. In Unicusano siamo particolarmente attenti alle opinioni degli studenti, perché crediamo che l’Università sia il punto di inizio di una carriera professionale e, proprio per questo, deve essere un luogo di crescita e di sviluppo.

Ecco cosa pensano gli studenti del nostro Ateneo.

Cosa amano gli studenti di Unicusano?

Sicuramente il nostro Ateneo è particolarmente apprezzato dagli studenti per alcuni fattori, che lo distinguono dagli altri Atenei. Ciò che piace di più agli studenti è:

  • La possibilità di seguire le lezioni online, sfruttando la metodologia telematica
  • La flessibilità organizzativa, che permette anche agli studenti lavoratori di seguire le lezioni in qualunque luogo e in qualunque momento
  • La disponibilità dello staff e l’assistenza didattica sempre disponibile di docenti e tutor
  • Le numerose alternative e specializzazioni offerte dall’Ateneo
  • La possibilità di accedere a stage e tirocini, usufruendo anche del Career Service, un valido aiuto per entrare nel mondo del lavoro

La qualità della didattica: le recensioni su Unicusano

Uno dei punti di forza Unicusano è rappresentato dalla qualità della didattica, unito alla metodologia telematica. Lo racconta Simona, ex studentessa della Facoltà di Psicologia:

“La mia opinione sull’Università Niccolò Cusano è eccezionale. Questo nuovo metodo didattico che abbina le lezioni in presenza alla possibilità di studiare su internet, a seconda delle esigenze, è eccezionale. Venivo da un’altra realtà universitaria, traumatizzante, qui mi sono subito trovata a mio agio anche per tanti dettagli che vengono curati alla perfezione: il bar, la mensa con cui posso mangiare dal primo al dolce con cinque euro, la navetta che mi prende alla fermata della metro e mi riaccompagna alla fermata della metro, tutor e segreterie didattiche che risolvono ogni problema di natura burocratica. Insomma, tutto perfetto. Puoi concentrarti solo sullo studio e questo, alla fine, fa la differenza in positivo“.

Ma non solo. La qualità della didattica si unisce anche ad un’attenzione costante da parte dei tutor, che facilitano l’organizzazione e la pianificazione dello studio. Lo vediamo leggendo l’opinione di Giovanna, laureata in Giurisprudenza:

“La mia opinione dell’Unicusano? Più che positiva. Venivo da una esperienza in un’altra università, ero molto sfiduciata, ma qui esame dopo esame, con il sostegno dei tutor e dei professori, sono riuscita a ritrovare la voglia di studiare e ad arrivare, finalmente, alla discussione della Tesi. Il pregio di questo ateneo? Ce ne sono tanti. La cosa per me più importante è che ti seguono. Non ti lasciano mai sola. Da altre parti sei solo un numero di matricola. Qui no. E questo fondamentale”.

Le opinioni sui Master Unicusano

Unicusano ha all’attivo una vasta offerta di Master di I e II Livello, pensati per migliorare le tue competenze post laurea e acquisire capacità immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

Una delle recensioni più significative dei nostri Master è quella di Marco, che su Trustpilot ha scritto:

Avevo sentito parlare bene di quest’ateneo per i corsi di laurea ma devo dire che sono rimasto positivamente colpito anche dei master. Ho frequentato un Master Online di primo livello in Digital Marketing e ho trovato i contenuti ricchi, aggiornati e mai noiosi. Grazie!

L’università perfetta per i lavoratori

Grazie alla metodologia telematica, Unicusano permette agli studenti di organizzare lo studio con assoluta flessibilità e autonomia. Nessun obbligo di presenza in sede, se non per sostenere gli esami: le lezioni sono fruibili online, accedendo ad una piattaforma attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Per questo motivo, Unicusano è l’Ateneo preferito dai lavoratori. Ecco una recensione di Saveria, che su Trustpilot scrive:

Avevo molte perplessità in merito a questa tipologia di università. Mi sono iscritta solo perché lavorando tutto il giorno non potevo fare altrimenti e mi sono dovuta davvero ricredere. Ottima qualità del servizio reso, competenza e disponibilità di insegnanti e tutor e soprattutto un modo di lavorare estremamente serio. Esperienza che consiglio vivamente per chi vuole laurearsi nella consapevolezza di poter essere assistiti durante tutto il percorso ma senza percorsi facilitati che comunque non servono a nessuno. Ottima università telematica

Se vuoi iscriverti al nostro Ateneo e iniziare un percorso di formazione, compila il form.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. 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