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IRES: cos’è, chi lo paga, come si calcola

Poche cose nella vita arrivano con precisa puntualità: una di queste, le tasse. Se sei uno studente di economia, avrai sicuramente sentito parlare dell’IRES, ossia l’imposta sui redditi per le aziende.

Sapere l’IRES cos’è, come si calcola e a chi viene applicata è fondamentale, sia che tu voglia abbracciare una professione contabile, sia che tu voglia applicare i tuoi studi al management e alla gestione di una società. Come spesso accade, sul web si trovano tante menzioni a leggi e termini complessi, che distolgono l’attenzione. In questa guida ti aiuteremo a fare chiarezza su che cos’è l’IRES, su come si calcola e su chi sono i destinatari di questa imposta. Iniziamo subito.

Imposta sul reddito delle società (IRES): cosa devi sapere

Che tu voglia aprire una società o lavorare nella contabilità, è importante capire come si effettua il calcolo IRES e come rimanere costantemente sulle regolamentazioni. Proprio come abbiamo fatto per lo scorporo dell’IVA, ti spiegheremo passo passo cos’è l’IRES, a chi è applicato, le aliquote e ovviamente, come si calcola.

Che cos’è l’IRES

Qual è il significato di IRES nel diritto tributario? L’acronimo sta per Imposta sul Reddito delle Società.

Questa imposta (proporzionale e personale) è subentrata nel 2004, sostituendo la vecchia IRPEG (Imposta sul Reddito di Persone Giuridiche). L’IRES in diritto tributario è una delle imposte che le società devono versare e si calcola sul reddito di quest’ultime, secondo un’aliquota prevista dalla legge.

Perché viene definita “proporzionale e personale”? Perché l’aliquota è fissa e si applica sul reddito di ogni singola azienda, dunque personale e in proporzione all’utile.

Se studi economia (o vorresti iniziare a farlo) probabilmente conoscerai anche l’IRAP. I due termini a confronto, forse, avranno generato in te qualche perplessità. Infatti, qual è la differenza? Fai attenzione: IRAP, IRES non sono la stessa cosa, anche se, possiamo dire, appartengono alla stessa famiglia. L’IRAP difatti, è l’imposta regionale sulle attività produttive, dunque un’imposta locale che viene applicata a tutte quelle attività che producono un bene e che sono residenti su territorio regionale.

Chi deve versare l’IRES

A versare l’IRES devono essere solo ed esclusivamente le aziende, nello specifico le Società di Capitali. Queste sono le varie società a cui viene applicata:

  • Società Per Azioni (S.p.a.)
  • Società in Accomandita Per Azioni (S.a.p.a)
  • Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.)
  • Società cooperative
  • Società di mutua assicurazione
  • Società europee
  • Società cooperative europee
  • Trust residenti in Italia che hanno come oggetto (sia esso esclusivo o principale) l’esercizio di attività commerciale

Ma anche:

  • Trust residenti in Italia che non esercitano un’attività commerciale
  • Società e gli enti di qualsiasi tipo, pertanto anche i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti in Italia

Quali sono le aliquote IRES

Per aliquota fissa IRES si intende una percentuale, che al momento è pari al 24%. L’aliquota viene applicata alla base imponibile del reddito della tua attività, dell’azienda, e il ricavato che otterrai da questo calcolo sarà ciò che andrà in tasse. Sarà dunque l’importo dell’imposta al netto delle spese deducibili e detraibili.

Con il Disegno di Legge di Bilancio del Governo Conte del 2019, è prevista una riduzione dell’aliquota IRES, che è pari al 15%. L’aliquota del 15% è applicabile però, solo per le imprese con determinate prerequisiti. Questo vuol dire che tali imprese devono aver effettuato investimenti in beni strumentali oppure a seconda del costo del personale a contratto a tempo determinato/indeterminato, che però è stato assunto nell’anno d’imposta.

Per conoscere gli aggiornamenti in tempo reale, è sempre utile consultare fonti ufficiali, come il sito del Ministero dell’Economia.

Come calcolare la base imponibile per l’IRES

Il metodo di calcolo della base imponibile per l’IRES cambia a seconda della natura del soggetto a cui è applicato e in base all’oggetto dell’attività esercitata. Perciò, prima di effettuare il calcolo IRES occorre determinare a quali macrocategorie appartiene l’impresa:

  • Se residente in Italia svolgendo un’attività commerciale
  • Se residente all’estero ma svolge una parte dell’attività in Italia
  • Se l’attività è non commerciale
  • Se, sia l’impresa pubblica o privata, non si occupa prevalentemente di attività commerciale.

Una volta determinati questi punti ed eseguito il calcolo per ottenere la base imponibile, dovrai applicare l’aliquota IRES 2020 al 24%. Nella pratica, il calcolo IRES dovrai effettuarlo in questo modo:

  • All’utile lordo (nonché la differenza tra i ricavi dell’azienda e i costi sostenuti per produrre un bene o fornire un servizio) dovrai aggiungere le variazioni fiscali in aumento
  • A questo punto, sottrai le variazioni fiscali in diminuzione e sottrai anche le perdite fiscali dell’esercizio precedente
  • Inoltre, dovrai tener conto della reintroduzione dell’ACE (Aiuto Alla Crescita Economica), ovvero la deduzione dal reddito imponibile netto, che si ottiene moltiplicando la base imponibile per un’aliquota fissata all’1,3%. Da questo calcolo, ricaverai esattamente l’utile netto ai fini IRES.

Ciò significa che dovrai applicare l’aliquota, pari al 24%, ed otterrai l’importo dell’imposta.

Per il pagamento si fa riferimento al modello F24, utilizzando i codici tributo appropriati.

Comprendere le imposte: le lauree economiche Unicusano

Il tema delle imposte è un tema ricorrente nel percorso formativo delle lauree economiche Unicusano. Il nostro Ateneo ha all’attivo corsi di laurea triennali e magistrali, pensati per fornirti una preparazione completa in ambito economico, finanziario e giuridico. Nello specifico, i Corsi attivi sono:

  • Corso di Laurea Triennale in Economia aziendale e Management
  • Laurea Magistrale in Economia Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56)- curriculum Mercati globali e innovazione digitale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56) – curriculum Gestione e professioni d’impresa

La Triennale è il primo passo da fare per acquisire solide basi in campo economico. Terminata la Triennale, potrai proseguire il tuo percorso di specializzazione scegliendo tra i due indirizzi della Laurea Magistrale. Il primo indirizzo ha una formazione fortemente orientata alla comprensione dei mercati e all’analisi dell’evoluzione nei processi sulla base della rivoluzione digitale; il secondo è più focalizzato sul management d’impresa.

La vera innovazione della formazione Unicusano risiede nella metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio sarai tu, in piena autonomia, a decidere quando e dove formarti, usufruendo della didattica “a distanza”. Accedendo ad un portale online, potrai vedere le lezioni in streaming, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con i docenti. Con questa modalità potrai coniugare con successo gli impegni universitari a quelli di lavoro, organizzando in piena autonomia il tuo tempo.

L’argomento imposte viene affrontato anche nei Master di I e II Livello afferenti all’area economico-giuridica del nostro Ateneo. I Master prevedono una formazione verticale su determinati argomenti, utile per acquisire nozioni specifiche e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

Per diventare uno studente Unicusano e accedere alla nostra formazione con l’innovativa modalità telematica ad Ancona, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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In che modo l’Università migliora le tue prospettive occupazionali?

Trovare lavoro dopo l’università ti sembra un’impresa complessa? Ti stanno facendo credere che università e prospettive occupazionali future non vanno più tanto d’accordo? Nulla di più sbagliato!

Possedere una laurea in genere migliora nettamente le prospettive occupazionali, oltre che a essere ovviamente l’unico titolo di studio che apre le porte a determinati ruoli e professioni. Pensa, ad esempio, a professioni intramontabili e che, ancora oggi, non smettono di attirare l’attenzione di tantissimi studenti come l’avvocato, il magistrato, il commercialista. Tutte professioni che, senza una laurea, non sarebbero accessibili.

Oltre alla questione meramente “utilitaristica”, avere una laurea è un investimento importante per la tua formazione: potrai acquisire nuove competenze, allenare la tua mente, entrare in contatto con nuove persone e fare nuove esperienze. In questa guida ti spiegheremo in che modo l’Università può migliorare l’accesso al lavoro e non solo per il “titolo”, ma anche e soprattutto per il bagaglio di conoscenze che ti offre. Iniziamo subito.

Cosa fare dopo l’Università?

Che fare dopo l’università? Se lo sono chiesto tutti i laureandi e neolaureati. Trovare lavoro dopo la laurea sembra sempre più complicato, soprattutto per sentito dire. Tuttavia, la laurea è essenziale per molte professioni ed è spesso richiesta come titolo preferenziale per moltissimi ruoli in cui sarebbe opzionale. Se saprai valorizzare ciò che conosci e sai fare, come ti consiglieremo noi, troverai la strada giusta!

Perché la laurea migliora le tue ricerche di lavoro

Università e prospettive occupazionali migliori rispetto ad altri candidati: è vero? Certo che sì. La maggior parte delle aziende preferisce una persona che ha frequentato un corso di laurea rispetto a chi ha solo il diploma. Ma perché questo?

  • Chi ha la laurea, ha molte più conoscenze: vero, ma dipende ovviamente dalla persona. Chi non ha questo titolo potrebbe comunque tenersi aggiornato e studiare per altre vie. Tuttavia, la preparazione in genere è decisamente migliore e preferita dalle imprese
  • Unico modo per aver accesso a determinate professioni: che siano mediche, giuridiche, educative, la laurea è l’unica chiave che apre le porte
  • L’università è palestra di vita: questa è la cosa più sottovalutata (dai neolaureati) ma più importante. Spesso ci si dimentica che l’università non è solo un modo per avere più possibilità lavorative attraverso il vero e proprio oggetto di studi.

L’ambiente universitario è caratterizzato da varie dinamiche che permettono di affinare molte soft skills:

  • Leadership
  • Capacità comunicative
  • Team working
  • Gestione del tempo, del carico del lavoro e rispetto scadenze
  • Gestione dello stress
  • Problem solving

Tutto questo, come vedi, offre un vantaggio competitivo non indifferente. Starà a te metterle in risalto e valorizzarle durante il periodo di studi ma anche dopo. Infatti, ti diamo qualche dritta continuando a leggere.

Cosa fare per mettere in luce le tue competenze

Per trovare lavoro dopo l’università, un passo importante è quello di prepararsi per il vero e proprio mondo del lavoro. Dovrai pertanto riordinare tutto ciò che hai appreso e metterlo in risalto. Ecco tutto ciò che ti servirà per trarre il meglio dalla tua esperienza in università e prospettive occupazionali che ti attendono:

  • Crea un curriculum vitae aggiornato con stage, esperienze all’estero e di volontariato, tirocini, workshop e laboratori. Ricorda che qualsiasi esperienza può servire. Nel CV cerca di valorizzare anche soft skills e hard skills
  • Cerca seminari, laboratori, workshop anche brevi a cui partecipare. Serviranno a due scopi:

1. Creare un network: ti interfaccerai con persone che provengono dal tuo stesso corso di studi e potenziali datori di lavoro. Più persone conosci e più infittisci la tua rete. Potrebbe sempre tornarti utile, chi lo sa? D’altronde, molti riescono a trovare lavoro dopo la laurea grazie al passaparola positivo.

2. Migliorare le tue skills: i recruiter, nel mercato del lavoro odierno, cercano lavoratori dal modello t-shaped. Cosa significa? Che dovrai dimostrare di essere specializzato/a in un determinato campo ma anche di conoscere in modo generale i settori attigui. Approfondisci le tu soft e hard skills e mostrerai una marcia in più.

Come trovare lavoro con il Career Service Unicusano

Trovare lavoro dopo la laurea è più semplice, se puoi contare su un valido aiuto. Questo aiuto, in Unicusano, si chiama Career Service. Il Career Service Unicusano promuove l’inserimento dei laureati nel mondo lavorativo. Attraverso un contatto diretto con le aziende, quindi, favoriamo con il nostro servizio l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Potrai consultare l’area “Offerte di Lavoro” e “Offerte di Stage” per essere aggiornati sulle offerte provenienti da aziende e istituzioni sia in Italia che all’estero. Per candidarti ad un’offerta di stage o di lavoro, ti basterà inviare il tuo CV utilizzando il form predisposto nella relativa sezione.

Il Career Service Unicusano ti affiancherà per:

  • Farti partecipare a Career Day e eventi per presentarti alle imprese
  • La stesura e revisione dei curricula e della lettera motivazionale
  • Il sostenimento di un colloquio di lavoro attraverso simulazioni e tecniche

Per iscriverti al nostro Ateneo e frequentare Corsi di Laurea e Master Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come ripassare velocemente per un esame: le tecniche da provare

La sessione d’esame si sta avvicinando? Una delle parti più importanti dello studio è costituita dalla fase del ripasso. Capire come ripassare velocemente per un esame è fondamentale per integrare il tuo metodo di studio e fissare al meglio le informazioni che ti interessano di più.

Nonostante venga spesso percepita come un’attività secondaria (o, peggio ancora, una perdita di tempo), il ripasso è ciò che ti serve per evitare che ciò che studi si perda nella “curva dell’oblio” del tuo processo di apprendimento. In altre parole, studiare senza “fissare” i contenuti che apprendi rischia di essere decisamente controproducente per i risultati che desideri ottenere.

Ci sono diversi approcci che potresti sperimentare per ripassare velocemente (e bene): ecco qualche spunto da seguire.

Come ripassare per un esame: la guida completa

L’abitudine a ripassare ciò che studi è indispensabile se vuoi risparmiare tempo e assicurarti di non gettare al vento tutto lo sforzo che hai fatto per prepararti a sostenere il tuo esame. Vediamo insieme come fare per massimizzare il tuo apprendimento.

LEGGI ANCHE >> Come sottolineare un libro: i passaggi per studiare bene

Perché ripassare è importante?

Una domanda fondamentale a cui dobbiamo rispondere riguarda proprio il perché ripassare sia così importante. Facciamo un passo indietro e parliamo di metodo di studio. Il metodo di studio universitario è quel complesso di azioni che intraprendi dall’ascolto della lezione al sostenimento della prova di esame. In questo complesso di azioni, il ripasso trova spesso poco spazio.

Ciò accade perché, spesso, gli studenti tendono a concentrarsi sui nuovi argomenti, “dimenticando” di rivedere i vecchi prima di proseguire con lo studio. Questo atteggiamento rischia di far finire tutto ciò che studi nel dimenticatoio in breve tempo. Qual è, quindi, l’approccio giusto da tenere?

  • Rivaluta il ripasso: non considerarlo come una perdita di tempo, ma vedilo come un’opportunità per fissare nella tua mente tutto ciò che studi
  • Ripassare ti aiuta anche a chiarire meglio ciò che non hai compreso fino in fondo
  • Ripassare ti aiuta a creare più velocemente connessioni tra gli argomenti
  • Il ripasso allena la memoria: consideralo anche un piccolo esercizio per la mente.

Ripassare velocemente: parti dalla programmazione

Un buon metodo di studio prevede a monte la pianificazione dei contenuti da studiare. Ebbene, se vuoi ripassare velocemente, devi consentire al ripasso di far parte della tua routine di studio, come se fosse qualcosa di automatico per te. Come fare?

  • Quando pianifichi la tua roadmap di studio, inserisci delle giornate dedicate esclusivamente al ripasso
  • Durante la stessa giornata di studio, acquisisci l’abitudine a ripassare ciò che hai studiato fino a quel momento prima di aprire la parte nuova. Al termine della giornata, ripassa tutti i contenuti studiati e ripetili ad alta voce

Ripassare con schemi e mappe concettuali

Un buon modo per ripassare meglio è aiutarti con schemi e mappe concettuali. Nello specifico, avere uno schema da seguire ti aiuta a mettere insieme i punti e visualizzarli meglio in sequenza davanti a te. Puoi realizzare uno schema che racchiuda i concetti più importanti da ricordare, come se fossero una “scaletta” da seguire.

Puoi inoltre aiutarti con le mappe concettuali, che potresti costruire per ogni capitolo dei libri che studi, per semplificare i concetti e vederli esposti graficamente. Tutto ciò che dovrai fare è scrivere al centro di un foglio il macroconcetto da cui partire e inserire le varie diramazioni con tutti i microconcetti correlati da ricordare. La disposizione grafica, soprattutto se hai una memoria visiva, può aiutarti ancora di più a ricordare meglio.

La chiave è quella di non ripassare tutto parola per parola: ci metteresti troppo tempo e sarebbe come ricominciare a studiare daccapo. Dovrai trovare dei sistemi per snellire e semplificare al massimo il processo.

Ripassare ripetendo ad alta voce

Per organizzare ancora meglio i concetti, è utile ripeterli ad alta voce mentre ripassi. Puoi anche rivolgerti delle domande che pensi di trovare all’esame per articolare possibili risposte. Qualora ti rendessi conto che la tua preparazione è carente in alcune aree, puoi sempre rimediare ripassando gli argomenti su cui ti senti più “debole”.

Ogni quanto ripassare?

Ricapitolando, la vera chiave per migliorare i tuoi risultati è rendere il ripasso parte della tua quotidianità e del tuo metodo. Idealmente, ti consigliamo di ripassare almeno un paio di volte al giorno. Ti sconsigliamo di farlo, invece, a ridosso dell’esame, anche se la sensazione è quella di “vuoto” nella mente. Ripassare in modo compulsivo poche ore prima dell’esame rischia di compromettere la qualità dello stesso. Meglio un buon sonno ristoratore e un momento di distrazione per raccogliere tutta la tua concentrazione.

Su come ripassare velocemente abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che metterti a lavoro per acquisire questa nuova (e positiva) abitudine.

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Come guadagnare durante l’università? 5 lavori da considerare

Una delle domande più diffuse tra gli studenti riguarda come guadagnare durante l’Università. Frequentare un corso di studi non significa necessariamente rinunciare al lavoro: con la giusta organizzazione e una pianificazione degli impegni, le due aree sono perfettamente conciliabili.

Il desiderio di indipendenza è comune tra molti studenti: la voglia di mantenersi da soli, senza gravare sui propri genitori, è forte e, per questo, è importante scegliere il lavoro giusto. Ci sono diversi lavori adatti agli universitari e facilmente conciliabili con lo studio: vediamo insieme cinque possibilità che potresti tenere in considerazione.

Che lavoro fare durante l’Università

Ti sei appena iscritto all’Università e vuoi entrare nel mondo del lavoro? Se vuoi lavorare per pagarti gli studi o anche solamente per avere una fonte di sostentamento alternativa al sostegno dei genitori, ci sono tanti modi per ricercare la tua indipendenza.

Ecco i 5 lavori per studenti selezionati dall’Università di Ancona

#1 – Dare ripetizioni

Un grande classico dei lavori per studenti sono le ripetizioni. Dare ripetizioni ti permette, da un lato, di allenare la tua memoria e la tua capacità di trasmettere informazioni e, dall’altro, guadagnare qualche soldo extra da spendere.

Puoi dare ripetizioni sia a bambini che ad adulti, a ragazzi delle scuole superiori ma anche a giovani universitari come te. Dovrai solo scegliere le materie in cui eccelli e proporti per costruire il tuo network. Se vuoi iniziare a dare ripetizioni e a guadagnare fin da subito con questa esperienza, puoi provare a proporti nei gruppi social di quartiere o iscriverti a piattaforme digitali ad hoc, che si occupano proprio di mettere in contatto il “maestro” e l’allievo.

#2 – Promoter / Steward

Altro interessante lavoro facilmente conciliabile con la vita da studente è quello inerente al mondo delle promozioni. Le promoter e gli steward lavorano nel campo della promozione e degli eventi, offrendo la loro prestazione per poche ore. Spesso queste figure professionali lavorano solamente nei weekend o a ridosso di eventi particolari. Si tratta principalmente di un lavoro a chiamata, flessibile e che consente di non sacrificare troppo allo studio.

Anche in questo caso, se vuoi iniziare a trovarti un lavoro nel campo, puoi dare un’occhiata agli annunci disponibili sui siti di cerca lavoro (ad esempio Indeed, InfoJobs e simili) oppure cercare incarichi nei gruppi social dedicati alla ricerca di opportunità nel settore.

#3 – Pet sitter

Se ami gli animali, quella del pet sitter potrebbe essere l’occupazione ideale per te. Cosa dovresti fare? Badare agli animali che ti vengono affidati, assicurandoti che siano al sicuro e completamente accuditi. Dovrai dar loro del cibo, tenergli compagnia, pulirli e provvedere a tutte le loro necessità. La prerogativa indispensabile è un forte amore per gli animali, oltre ad una conoscenza dei loro bisogni primari.

Si tratta di un lavoro estremamente flessibile, che spesso è da effettuare a casa del proprietario. La paga è solitamente oraria, anche se potrebbero esserci dei casi in cui si concorda una paga “forfettaria” per l’affidamento più lungo (pensa, ad esempio, ad una vacanza).

Anche in questo caso, per trovare le offerte, i social media possono aiutarti molto. Utilissimo anche il passaparola: una volta che avrai trovato i primi clienti, sarà più semplice trovarne degli altri.

#4 – Cameriere

Altro lavoro gettonatissimo per gli universitari è il cameriere. Soprattutto se il lavoro è serale, questo può impattare davvero poco sulle tue giornate e lasciarti comunque la flessibilità necessaria per studiare. Dovrai “allenarti” per imparare a portare i piatti, sfruttare la tua memoria e avere un buon dialogo con i clienti.

Oltre alla possibilità di avere buoni guadagni, il cameriere può arrotondare anche con le mance. Ci sono diverse offerte disponibili sui vari portali online di lavoro.

#5 – Pony express

Quello delle consegne è un altro lavoro interessante per arrotondare durante la tua vita da studente. Se hai a disposizione un mezzo a due ruote come una bici o uno scooter, sarà più facile per te entrare in questo mondo e iniziare a guadagnare.

Ci sono diversi circuiti di delivery con cui potresti iniziare a collaborare. In alternativa, puoi rivolgerti direttamente a locali come bar e pizzerie per proporti come pony express.

Studiare e lavorare: come è possibile con Unicusano

Coniugare studio e lavoro può essere per molti un’impresa difficile. Ciò che contraddistingue l’offerta Unicusano è la possibilità di gestire in piena libertà il tuo tempo, grazie all’innovativa modalità di fruizione delle lezioni. L’intera offerta formativa del nostro Ateneo prevede la possibilità di studiare “a distanza”, seguendo le lezioni da casa.

Puoi ricevere la tua formazione in qualunque luogo e in qualunque momento: ti basterà una connessione Internet e un device per seguire le lezioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questa modalità è perfetta se vuoi coniugare studio e lavoro: avrai tutta la flessibilità necessaria per pianificare le tue giornate, decidendo in autonomia quanto tempo dedicare allo studio.

Con la metodologia telematica:

  • Puoi studiare lavorando, senza sacrificare nessuna delle due aree e raggiungendo un pieno equilibrio
  • Puoi organizzare le tue giornate in libertà, senza vincoli
  • Studi in qualunque luogo e in qualunque momento
  • Accedi ad una piattaforma telematica sempre attiva dove puoi vedere le lezioni, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso
  • Avrai una serie di servizi e benefici dedicati. Potrai interagire con il tuo tutor didattico dedicato che ti spiegherà come sfruttare la piattaforma, come studiare al meglio e come pianificare gli esami

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I 3 economisti famosi che ogni studente dovrebbe conoscere

Se sei uno studente di economia ad Ancona (o vorresti diventarlo) sicuramente ti interesserà scoprire quali sono gli economisti più famosi degli ultimi anni. 

L’impatto che l’economia ha sulla tua vita quotidiana è sorprendente: per rendertene conto ancora di più, pensa a tutte le volte che acquisti prodotti o servizi in cambio di denaro. Per questo la disciplina economica è oggi, a differenza del passato, sempre più sotto i riflettori sia della classe politica, sia di cittadini sempre più consapevoli.

Negli anni l’economia ha affrontato molti cambiamenti e visto la crescita di diverse scuole di pensiero, rappresentate da economisti di successo. Alcuni di essi hanno avuto (e hanno tutt’ora) un impatto notevole sul nostro modo di vivere l’economia e sulle scelte adoperate dai decisori politici. Ecco una selezione di tre esperti di economia che ogni studente dovrebbe conoscere.

Tre economisti celebri che dovresti conoscere

Secondo una definizione da dizionario, l’economia è “l’impiego razionale del denaro e di qualsiasi altro mezzo, diretto a ottenere il massimo vantaggio col minimo sacrificio; quindi, cauta e oculata e anche parsimoniosa amministrazione, risparmio”. Ma come si traduce tutto questo in azioni e modelli economici concreti? Per rispondere a questa domanda, ecco tre nomi da ricordare che hanno dato un contributo davvero rilevante all’economia negli ultimi decenni.

John Maynard Keynes

Keynes viene considerato uno degli economisti più influenti del Novecento.

Vissuto a cavallo di due secoli e scomparso nel 1946, Keynes ha avuto un forte impatto sulla visione dell’economia nel Dopoguerra, con il gruppo di economisti legati alla cosiddetta scuola keynesiana. 

La scuola keynesiana vede lo Stato come interventista nell’economia. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di attuare misure di politica di bilancio e monetaria, qualora un’insufficiente domanda aggregata non riesca a garantire la piena occupazione nel sistema capitalista, in particolare nella fase di crisi del ciclo economico. Si promuove dunque un’economia mista, in contrapposizione con i modelli proposti dalla scuola di Chicago e la scuola austriaca.

Ludwig von Mises

Visto che abbiamo già accennato qualcosa sulla scuola austriaca, non possiamo non menzionare Ludwig von Mises. Mises viene considerato come l’ultimo cavaliere del liberalismo e uno dei massimi esponenti della scuola austriaca.

Il pensiero liberare di Mises critica aspramente il socialismo, che viene confutato a partire dal principio secondo cui renderebbe impossibile ogni calcolo economico razionale. Ciò avverrebbe perché, per Mises, sono i prezzi che guidano le scelte razionali degli individui; se la società è socialista e non c’è scambio, non è possibile parlare di prezzi.

Per comprenderne meglio il pensiero, sono da approfondire senza dubbio i suoi scritti, che vertono soprattutto su tematiche come la teoria monetaria e inflazione e la superiorità del libero mercato rispetto alla gestione centralizzata che fa capo allo Stato.

Esther Duflo

Concludiamo citando Esther Duflo, seconda donna ad essere insignita del Nobel per l’Economia. Duflo ha ricevuto il premio nel 2019 per il suo approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale.  Per comprendere meglio la sua strategia, è utile la lettura del suo libro L’ economia dei poveri. Capire la vera natura della povertà per combatterla

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Chi è e cosa fa il manager dell’innovazione?

La figura del manager dell’innovazione è una delle più ricercate sul mercato del lavoro di oggi. Questo professionista ha il compito di guidare il cambiamento delle aziende a fronte delle trasformazioni tecnologiche, occupandosi di tematiche legate al digital marketing, cyber security, big data e realtà virtuale.

Come potrai immaginare, si tratta di una delle “nuove professioni” più spendibili nel panorama attuale, una vera chiave di volta nel processo di innovazione e digitalizzazione di piccole, medie e grandi imprese.

Capire chi è e cosa fa questo professionista è il primo fondamentale passo per intraprendere una carriera nel campo: ecco le mansioni principali dell’innovation manager, i suoi ambiti di interesse e le competenze necessarie per poter operare al meglio.

Innovation Manager: chi è e cosa fa

Abbiamo già parlato di general manager e di tante altre figure importanti all’interno delle aziende. Ma come si definisce un innovation manager e quali sono le sue principali responsabilità?

Secondo una definizione del MISE, si tratta di un “professionista specializzato in ambito digitale, in grado di interpretare, definire e realizzare progetti e processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale”.

Questo professionista può avere un background molto vario: può venire da studi informatici, economici o ingegneristici, ma il suo ruolo è completamente votato all’innovazione e alla trasformazione tecnologica. Un manager dell’innovazione è un “esploratore” e un abilitatore: il suo ruolo è quello di individuare nuove e interessanti tendenze da implementare nell’azienda, coordinando le risorse all’interno del team.

Ma vediamo più da vicino quali sono le mansioni di questo specialista.

Mansioni dell’innovation manager

Possiamo definire l’innovation manager come un facilitatore: il suo principale compito è creare strutture e processi affinché possa verificarsi innovazione tecnologica nelle aziende. Per ottenere questo obiettivo, il manager dell’innovazione si occupa di:

  • Creare strategie di innovazione tenendo conto delle risorse e delle opportunità dell’azienda
  • Coordinare le attività e la transizione tecnologica, scegliendo gli strumenti da implementare
  • Ricercare nuovi partner per l’impresa, analizzare la richiesta di digitalizzazione dell’azienda rapportandola al mercato, studiare le attività dei competitor

Skills

Le competenze dell’innovation manager sono principalmente:

  • La capacità di elaborare strategie ascoltando i bisogni del mercato, osservando i trend e cogliendo tutte le opportunità a favore della crescita e dello sviluppo dell’azienda
  • L’abilità creativa e il pensiero laterale: sono fondamentali la creatività, la curiosità e l’interesse verso la sperimentazione di nuovi approcci
  • Leadership e capacità di lavorare in team. Sono importanti l’empatia, la capacità di coordinare le risorse umane, di guidarle verso il cambiamento

Gli studi di un innovation manager possono essere diversi, ma una Laurea in Ingegneria Gestionale può essere sicuramente utile per comprendere meglio i meccanismi di funzionamento delle imprese.

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I 5 migliori Legal Drama da vedere assolutamente

Anche tu appassionato di legal drama?

Dopo i medical drama, anche i legal sono sempre più presenti nelle nostre TV e nei siti di serie TV streaming. Se, nei momenti di pausa dallo studio, hai bisogno di staccare la spina, le serie TV sugli avvocati sono l’ideale per calarsi in dinamiche intricate, in casi complessi e avventure sempre avvincenti.

Se ti piace rimanere col fiato sospeso e vivere qualche momento di suspence, ecco le 5 serie migliori da vedere sugli avvocati secondo l’Università di Ancona Unicusano.

5 serie TV sugli avvocati da non perdere

Dalla “storica” Suits alle ultime novità, ecco una top five dei migliori legal drama da non perdere assolutamente.

#1 – Suits

Suits è una delle serie legal più amate in assoluto. Dapprima famosa per l’interpretazione di Meghan Markle, che ha poi lasciato il cast per sposare il principe Harry, oggi Suits è un punto di riferimento per tutti gli amanti del genere legal. Il protagonista è l’avvocato Harvey Specter, che sceglie come suo assistente un ex studente di legge, Mike Ross, che ha un grande dono: la memoria eidetica. Sarà proprio la memoria eidetica ad aiutare i due a risolvere i casi.

#2 – Law & Order

Quando si parla di telefilm sugli avvocati, Law & Order è davvero un’istituzione. Si tratta di un grande franchise, nato negli anni 90, che ha dato vita a diverse serie TV, tutte ambientate a New York eccetto Law & Order: LA, ambientato a Los Angeles. Un mix tra legal drama e poliziesco che, ancora oggi, attira milioni di spettatori.

#3 – The Good Wife

Veniamo ora ad una grande protagonista donna con The Good Wife. A caratterizzare questo telefilm è la presenza di Julianna Margulies, star di E.R., che interpreta una donna avvocato che, dopo un periodo di congedo dalla carriera per dedicarsi alla famiglia, si rimette in gioco dopo uno scandalo che investe suo marito procuratore. Una storia davvero avvincente e da vedere per tutti gli appassionati dei film legal thriller.

#4 – Le regole del delitto perfetto

Altra donna protagonista in Le regole del delitto perfetto, un thriller giudiziario che vede al centro delle vicende Annalise Keating, stimato avvocato e docente di diritto penale. Insieme al suo gruppo di assistenti, Annelise risolverà diversi casi, non senza correre pericoli e imbattersi in notevoli colpi di scena.

#5 – Giudice Amy

Concludiamo la nostra top five con il Giudice Amy, una serie un po’ “vintage” ma amatissima dal pubblico. Andata in onda fino al 2005, la serie ha come protagonista Amy Gray, giudice minorile e sua madre, assistente sociale. In questo telefilm si intrecciano le vicende professionali delle due protagoniste, che lavorano a contatto con bambini e adolescenti, senza trascurare vita privata e aspetti sentimentali.

Hai già visto questi cinque legal drama? Quale aggiungerai alla tua lista?

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Come lasciare un curriculum: tre dritte da conoscere

Se sei alla ricerca di un lavoro, ti sarai sicuramente chiesto almeno una volta come si lascia un curriculum.

Dare un curriculum di persona non è un’eventualità così insolita: può capitare infatti di dover presentare le proprie abilità recandosi direttamente in Azienda.

L’idea di bypassare i mezzi elettronici come le email e consegnare un CV di persona può adattarsi a diversi contesti; in particolare, può essere vincente se stai cercando un lavoro a contatto con il pubblico o se vuoi presentarti in una Piccola o Media Impresa, magari previo appuntamento.

Ecco tre cose da ricordare se stai pensando di lasciare il curriculum in Azienda.

Come dare il curriculum di persona

Presentarsi di persona per un lavoro ti sembra una buona opportunità? Continua nella lettura: ecco cosa sapere prima di prendere l’iniziativa per una candidatura spontanea.

#1 – Individua il momento giusto

Per essere notato e avere un impatto positivo all’interno dell’Azienda, dovrai anzitutto assicurarti di trovare il momento giusto per presentarti.

Una buona strategia potrebbe essere quella di individuare tutte le Aziende che consideri potenzialmente interessanti. Crea un file Excel e inserisci nome dell’impresa, posizioni lavorative aperte, indirizzo e recapiti. Prima di presentarti in sede, fai una telefonata o invia una email per assicurarti che sia il momento migliore per passare.

#2 – Prendi l’iniziativa

Ciò che differenzia l’approccio di persona da quello “virtuale” sta proprio nella creazione di una relazione diretta con l’Azienda. Spesso, quando si porta il CV a mano, si tende a dire alla persona che abbiamo davanti: “Posso lasciarle il CV?”.

In realtà, non è questo a cui devi puntare: il CV ti serve solamente per lasciare all’Azienda un resume delle tue conoscenze e abilità. Anche se non sei atteso, prova ad attirare l’attenzione facendoti conoscere e lasciando un’impressione positiva.

Non stai lasciando solamente un curriculum: stai cercando di rimanere impresso nella mente della persona che ti accoglie in Azienda. Sii educato e gentile, mostra il tuo interesse verso la realtà aziendale e rinnova la tua disponibilità per un colloquio (anche immediato, se trovi margine di iniziativa).

#3 – Personalizza il CV

Se riuscirai a fare colpo sulla persona che prenderà in carico il tuo CV, assicurati di mettere la massima cura nella redazione di questo documento.

Il CV deve raccontare le tue esperienze professionali, il tuo background e, soprattutto, le tue competenze e le tue aspirazioni. Scegli con cura il formato del tuo CV e personalizza le esperienze in modo che siano in linea con la mansione per la quale ti stai candidando.

Allega una lettera di presentazione rivolta all’Azienda in cui racconti qualcosa in più su di te e spieghi in poche parole perché sei la scelta migliore per loro.

Ora non ti resta che iniziare la ricerca!

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Come scrivere una mail di lavoro? Tre consigli utili

Saper scrivere una mail di lavoro è una delle skill fondamentali per neolaureati e professionisti che si approcciano alla ricerca di una nuova occupazione.

Il linguaggio di una mail professionale è tipicamente diverso da quello usato in una qualunque mail informale. Conoscere le differenze e saperle adattare correttamente alla tua necessità renderà la tua comunicazione estremamente più efficace.

Ecco tre consigli utili per imparare a scrivere una mail formale.

Ecco come scrivere una mail formale

Ogni giorno riceviamo decine di mail nelle nostre caselle di posta. Questo eccesso comunicativo rischia di distrarci dai messaggi davvero importanti: per questo è importante saper scrivere una mail chiara e concisa.

Abbiamo già parlato di come scrivere una lettera formale e di quali sono le caratteristiche da rispettare per essere efficaci in questo tipo di comunicazione. Vediamo insieme i tre consigli da tenere in considerazione per scrivere una mail formale.

#1 – Inserisci sempre l’oggetto

L’oggetto è la parte più importante della mail. Anche se ti sembrerà banale, avere un buon oggetto può fare la differenza tra una mail mediocre e una eccellente.

Una mail che non ha un oggetto potrebbe essere ignorata e cestinata ancor prima di essere letta.

Assicurati di inserire sempre un oggetto chiaro, che metta in evidenza il contenuto della mail.

Assicurati di inserire prima le parole più importanti nell’oggetto: questo perché l’anteprima dell’oggetto potrebbe non essere visibile su un dispositivo mobile. In generale, 6-8 parole possono essere sufficienti per descrivere in breve il contenuto di una business mail.

#2 – Semplifica il contenuto

Prima di premere il tasto invio, rileggi la tua mail con attenzione. Chiediti se ciò che hai scritto è:

  • Facilmente comprensibile dal pubblico di riferimento
  • Chiaro e conciso, inequivocabile
  • Breve e pertinente con il tema che vuoi affrontare
  • Grammaticalmente corretto

Rileggi la tua mail ed elimina tutto ciò che ti sembra superfluo. Le persone hanno poco tempo e amano andare dritte al punto. Per facilitare la leggibilità, inserisci delle spaziature e utilizza il grassetto per evidenziare i concetti più importanti.

Infine, non dimenticarti di chiudere la tua mail con una richiesta specifica d’azione: chiedi al destinatario di fare qualcosa e sii chiaro sul prossimo passo da fare.

#3 – Fai attenzione alle modalità di contatto

Se ti stai chiedendo come scrivere una mail di lavoro, è importante che tu tenga in considerazione l’inserimento delle modalità di contatto.

Quando chiudi la tua mail, accertati di inserire i tuoi contatti, come ad esempio il numero telefonico.

Su come impostare una mail abbiamo detto proprio tutto: continua a leggere i consigli dell’Università Niccolò Cusano per rimanere aggiornato su vita universitaria, metodo di studio e lavoro.

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Quali sono le Alleanze della Prima Guerra Mondiale?

Capire le Alleanze della Prima Guerra Mondiale è un passo fondamentale per comprendere la storia del conflitto nella sua interezza.

Tipicamente, in una guerra, ci sono fazioni contrapposte che si scontrano: ognuna di queste persegue un suo interesse e anche per il Primo Conflitto Mondiale è stato così.

Continuando nella lettura scoprirai:

  • Gli schieramenti della I Guerra Mondiale
  • Gli Stati coinvolti
  • L’evoluzione di Alleanze e conflitto

Se sei pronto, iniziamo subito.

Gli schieramenti della Prima Guerra Mondiale

La Prima Guerra Mondiale ha cambiato radicalmente gli assetti sociali, politici ed economici dei Paesi coinvolti. Ecco tutte le Alleanze che devi conoscere.

Triplice Alleanza

La Triplice Alleanza fu ratificata nel 1882 dagli imperi della Germania e dell’Austria-Ungheria, già stretti nella Duplice alleanza, nonché il Regno d’Italia.

L’accordo, di natura difensiva, fu fortemente voluto dall’Italia, che desiderava imporsi nel contesto internazionale e isolare la Francia, trionfante nelle campagne del Nord Africa.

L’Alleanza prevedeva che Germania e Austria avrebbero soccorso l’Italia nel caso di un attacco da parte della Francia, e così per le altre due se aggredite da potenze nemiche. In caso di dichiarazione di guerra da parte di una delle tre le altre si sarebbero dichiarate almeno neutrali.

L’accordo venne rinnovato nel 1887, con alcune aggiunte riguardanti una possibile espansione nei Balcani da parte di Italia e Austria, al termine della quale all’Italia sarebbero andati i territori subalpini. Inoltre, in caso di conflitto con la Francia, l’Italia avrebbe avuto appoggio dalla Germania e ottenuto territori come Corsica, Tunisi e Nizza.

Nel corso degli anni a seguire ci furono altre revisioni, nonostante le ostilità crescenti tra Austria e Italia. La fine dell’Alleanza ci fu nel 1913 quando l’Austria annunciò di voler attaccare la Serbia: l’Italia si dichiarò dapprima neutrale, data la natura offensiva, ma divenne parte attiva dopo il coinvolgimento dell’Albania.

Allo scoppio del Primo Conflitto Mondiale, l’Italia si dichiarò neutrale denunciando l’Alleanza.

All’uscita dell’Italia, Germania e Austria trovarono un sostegno da parte dell’Impero Ottomano e della Bulgaria. L’Alleanza prese poi il nome di Quadruplice Alleanza.

Triplice Intesa

La Triplice intesa fa riferimento all’accordo tra Gran Bretagna, Francia e Russia nel 1907, che durò almeno fino ad un certo punto del conflitto mondiale.

L’accordo nacque principalmente dal riavvicinamento militare ed economico di Francia e Russia, e quello di Francia e Gran Bretagna. A differenza della Triplice Alleanza, l’accordo non venne formalizzato.

L’Italia poi entrò a far parte dell’Intesa nel 1915 con il Patto di Londra, uscendo dalla Triplice Alleanza. La Russia abbandonò invece l’Intesa nell’ottobre del 1917.

Nel 1917 però entrarono a far parte del gruppo anche Stati Uniti e Giappone.

Sulle Alleanze del Primo Conflitto Mondiale abbiamo detto tutto: continua e seguirci per scoprire aneddoti, curiosità e consigli per migliorare il tuo studio ogni giorno.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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