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Perché studiare a memoria NON è la soluzione per ottenere migliori risultati?

Studiare a memoria” è un metodo spesso utilizzato perché apparentemente richiede meno tempo. Ma è davvero così?

Studiare prevede un metodo che consente di rielaborare un testo, comprenderlo e farlo nostro, per poi riuscire a ricordarlo. Imparare a memoria invece salta molti di questi passaggi: non capirai veramente il testo e non lo ricorderai per molto tempo.

Tutti ci abbiamo provato, soprattutto durante gli anni del liceo. Ci ritroviamo con interi capitoli di una materia che non ci interessa, che ci riesce più difficile imparare e così ci affidiamo alla nostra memoria di ferro per cercare di ripetere filo e per segno il carico di studio.

Poi arriviamo al giorno dell’interrogazione e, per i più disparati motivi, ci blocchiamo. Ci manca quella parola per riuscire a riprendere il discorso, ed una a una, tutte le parole ci sfuggono. Vuoto assoluto.

Cosa è successo? Ci siamo affidati alla memoria, che è iper selettiva, per imparare argomenti complessi.

Ancora non ti abbiamo convinto? Ecco perché studiare a memoria non è un buon metodo di studio.

Imparare a memoria può essere un metodo di studio?

Ti rispondiamo subito: NO. Ma ti argomenteremo meglio la risposta per farti capire che studiare a memoria è una grande perdita di tempo ed energie, poiché non porterà ad alcun risultato.

Vediamo dunque di cosa stiamo parlando.

Non riuscirai a ricordare a lungo termine

La nostra memoria incamera le informazioni e poi le seleziona. Quelle utili e con associazioni più forti (come quando ricordiamo un nome a causa di un evento che ha rafforzato il ricordo del nome) rimangono per molto tempo. Si chiama memoria a lungo termine.

Tutte le informazioni superflue, non necessarie secondo il cervello, vengono dimenticate dopo un po’ di tempo (i famosi vuoti di memoria, hai presente?). Questa invece è la memoria a breve termine.

Il modo per far entrare le informazioni che studiamo all’interno della memoria a lungo termine non è uguale per tutti, ma vari studi scientifici hanno provato che quelli più attendibili sono:

  • Rafforzare i concetti associandoli ad eventi, immagini, esperienze (con questo metodo però, spesso accade che bisogna far affiorare questi stimoli per ricordare i concetti);
  • Utilizzando il metodo di studio universitario, che permette di capire le informazioni, elaborarle e ricordarle a lungo.

Studiare a memoria non permette di ragionare e di fare collegamenti

Avere una buona memoria e allenarla, di sicuro aiuta nello studio. Ma questo non significa che studiare a memoria sia il modo per apprendere correttamente.

Imparando a memoria le informazioni non le capiamo realmente. Per poter ricordare invece occorre ragionare sui concetti, così da assimilarli e non semplicemente ripeterli, ma spiegarli.

In tenera età imparare a memoria serve soprattutto per allenarla, come nel caso dell’alfabeto, numeri, tabelline, poesie. Tuttavia, poi si arriva ad un punto in cui occorre comprendere le regole dietro ciò che si è continuato a ripetere.

Facciamo un esempio. Se continuiamo a ripetere che 2×4=8, ma non capiamo che equivale a fare l’addizione 2+2+2+2, non riusciremo ad applicare questa regola ad altri ambiti.

Il collegamento tra i vari ambiti di studio riusciamo a farlo solo con un buon metodo di studio, e non con il metodo di studiare a memoria.

Soluzione: metodo di studio universitario e pianificazione

Se hai difficoltà a studiare, significa che non hai ancora adottato il sistema universitario.

Il metodo efficace consiste nel selezionare le cose utili, come fa la nostra memoria, capirle con approfondimenti se necessario, rielaborarle a parole nostre e infine riassumere.

È fondamentale inoltre l’organizzazione. Pianificare il carico di studi consente di non arrivare all’ultimo con una mole di lavoro esagerata e di prendersi il giusto tempo per assimilare i concetti.

Come pianificare lo studio e smettere per sempre di studiare a memoria

Abbiamo detto che la pianificazione è la chiave per studiare meglio. Una buona strategia di pianificazione segue questi step:

  • Decidi con anticipo quali esami vuoi sostenere in un periodo di tempo delimitato. Darti un obiettivo è il modo migliore per lavorare in quella direzione
  • Inizia ad esaminare tutto il materiale d’esame, dai libri alle dispense
  • Calcola i giorni che ti separano dall’esame e organizza un programma di studio per obiettivi mensili, settimanali, giornalieri
  • Scrivi un cronoprogramma per ogni giornata di studio

Quanto al cronoprogramma, puoi immaginare una scaletta di questo tipo:

  • Dalle 9 alle 11 – Studio Capitolo 1 Manuale
  • Dalle 11 alle 11:15 – Pausa
  • Dalle 11:15 alle 13 – Ripasso Capitolo 1
  • Dalle 13 alle 14 – Pausa
  • Dalle 14 alle 16 – Studio Capitolo 2 Manuale
  • Dalle 16 alle 16:15 – Pausa
  • Dalle 16:15 alle 18 – Ripasso

In questo modo saprai sempre quali sono i tuoi obiettivi giornalieri e quanto tempo dedicare allo studio.

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Come diventare ecommerce specialist: studi e possibilità

Quando è stata l’ultima volta che hai acquistato qualcosa da un negozio online? Devi sapere che quei negozi virtuali si chiamano e-commerce, e dietro di loro lavorano una serie di operatori, tra cui l’ecommerce specialist. Ma chi è e come diventare ecommerce specialist?

L’ecommerce specialist, nello specifico, è l’esperto della vendita online. Il suo lavoro ruota attorno al far crescere la vendita all’interno degli ecommerce. Può lavorare nel B2B ma anche nel B2C.

È una professione che di questi tempi si sta facendo sempre più spazio all’interno del mercato del lavoro.

Tutti infatti siamo stati testimoni della crescita esponenziale di questi negozi online. Sempre più aziende, per sopperire a tale richiesta ed esigenza, hanno creato questi spazi in cui è possibile ordinare un prodotto e riceverlo a casa tua, senza nemmeno alzarsi dal divano.

Questo ha permesso a figure come l’ecommerce specialist di nascere e di essere continuamente ricercate.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano vogliamo parlarti di come si diventa ecommerce specialist, dagli studi necessari alle mansioni da intraprendere. Se sei pronto, iniziamo subito.

Come diventare ecommerce specialist: tutto ciò che devi sapere

Ti stai chiedendo come aprire un negozio online, oppure sei interessato alle professioni che gravitano intorno a questo settore? Se le strategie di vendita ti interessano e il marketing è il tuo forte, potresti essere lo specialista dietro gli ecommerce.

Ma come diventare un ecommerce specialist? Quali studi e conoscenze deve possedere? Cosa fa nel concreto? Vediamo i dettagli di questa professione.

Mansioni

Spesso c’è molta confusione tra ecommerce specialist e ecommerce manager.

Il secondo, infatti, tende ad occuparsi più delle questioni logistiche, come ad esempio la gestione del personale che lavora nel team marketing. In più, crea le condizioni adatte per il lavoro di gruppo, necessario per ottenere risultati.

Lo specialist invece, porta le sue conoscenze in campo marketing online, poiché è la sua specializzazione.

Lo specialist è generalmente un libero professionista, ma non è detto che non possa essere integrato in azienda con un contratto da dipendente. Egli, infatti, può lavorare per più aziende, anche come solo consulente, ma anche per un solo brand. Molto dipende dalle ambizioni e dagli obiettivi professionali di ognuno.

Queste sono le mansioni specifiche dell’ecommerce specialist:

  • Saper fare analisi di mercato e raccolta dei dati, per comprendere come far collocare all’interno del mercato nazionale e/o internazionale l’azienda;
  • Creare piani strategici in base agli obiettivi prefissati;
  • Collaborare con gli altri esperti del team marketing, come copywriters, social media managers, SEO e SEM specialist per poter creare un ecommerce per posizionato sui motori di ricerca ma anche per dar vita a campagne marketing efficaci;
  • Sfruttare i vari canali comunicativi per creare campagne adeguate;
  • Definire e gestire degli accordi con terze parti
  • Progettare delle soluzioni per il supporto della clientela
  • Aiutare l’ecommerce manager nella gestione delle risorse per la crescita dell’ecommerce
  • Saper supportare il team durante le fasi di test e successive

Skills e competenze

La prima delle skills che l’ecommerce specialist deve acquisire, innanzitutto, è la capacità in ambito digitale, conoscere i canali di comunicazione e sfruttarli a proprio vantaggio, per poter mettere in atto strategie di vendita efficaci.

Dovrà inoltre avere conoscenza di come funziona una piattaforma eCommerce, dunque come funzionano i principali CMS Magento e Prestashop.

Se ti stai chiedendo come diventare ecommerce specialist, ricordati che devi sapere anche essere un buon team-worker: con l’aiuto del manager, dovrai attuare le varie strategie di marketing collaborando con le altre figure.

Non devono poi mancare capacità di problem solving e di ottima comunicazione. Necessaria è una buona conoscenza del mercato in cui l’azienda per cui lavora si occupa, ma anche avere solide basi di economia e business. Per questo è utile avere una formazione di stampo economico e manageriale, come quella proposta dai corsi di laurea economici Unicusano.

Come diventare un ecommerce specialist davvero bravo se non possedendo conoscenze trasversali? Collaborerai infatti con tante altre figure, e per farlo al meglio sarà utile avere conoscenze di:

  • SEO e SEM
  • Affiliate Marketing, ovvero il creare accordi commerciali con advertiser (azienda che vuole vendere un servizio/prodotto) che necessitano di un affiliato (persona o azienda che promuove servizi/prodotti dell’advertiser)
  • Digital Marketing
  • E-mail marketing
  • Marketing Automation (nonché delle piattaforme software progettate per permettere di automatizzare alcune attività di marketing che si ripetono)

Solo in questo modo potrai ben integrarti all’interno del team e creare strategie efficaci.

Il percorso di studi

L’ecommerce specialist è in tutto e per tutto un esperto di commercio elettronico.

Deve conoscere come funziona il mercato online, i canali di comunicazione, come funziona il processo di vendita e la psicologia del consumatore.

Il percorso di studi su come diventare ecommerce specialist non è univoco, ma gli esperti nel campo suggeriscono di focalizzarsi prima sul marketing e sulla gestione degli ecommerce.

Iniziare con lo studio teorico, per poi mettersi con le mani in pasta e provare a dedicarsi all’amministrazione di un sito ecommerce.

Le aziende cercano infatti persone che hanno già esperienza di amministrazione, e questa si può ottenere aprendo un proprio ecommerce o gestendo quello di aziende piccole, che non traggono i maggiori profitti dalle vendite online. Dopo un po’ di gavetta, potrai aggiustare il tiro e provare più in alto.

Il mix perfetto è pertanto studiare la teoria, fare pratica, e rendersi operativi. Ciò significa cercare stage o seminari che permettono di entrare in questo ambiente e ampliare il tuo portfolio.

Poi, mantenersi aggiornati è fondamentale. Internet si muove alla velocità della luce e le professioni ad esso connesse fanno altrettanto.

Diventare ecommerce specialist con Unicusano

Per aggiornarti sullo svolgimento di questa professione, un Master è la soluzione ideale. In particolare, il nostro Ateneo offre il Master I Livello in Digital Marketing, nato con l’obiettivo di creare e formare nuove risorse del marketing digitale, con un approccio pratico, frutto dell’esperienza sul campo di professionisti di altissimo profilo.

Il percorso di formazione è affine a quello intrapreso da ogni agenzia di comunicazione o ufficio marketing nel momento in cui ci si pone l’obiettivo di far conoscere e acquistare un prodotto o un servizio. Durante lo svolgimento del Master, avrai la possibilità di capire quali sono tutte le competenze legate alla gestione di una strategia per un ecommerce, acquisendo skills verticali su tematiche come:

  • Elementi di marketing
  • SEO onsite e offsite
  • Destination Marketing
  • Search Engine Marketing
  • Social Media Marketing
  • PR e Influencer Marketing
  • Web Usability
  • Analytics

Il Master, della durata di 1500 ore, corrisponde a 60 cfu. La modalità di erogazione della didattica è telematica: avrai la possibilità di accedere ad una piattaforma accessibile 24h\24 dove potrai vedere lezioni video e materiale fad appositamente predisposto. Accanto a questo, sono previste ore destinate all’auto-apprendimento, allo studio individuale e domestico.

Tutti coloro che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti.

Per saperne di più sui Master Unicusano e iscriverti al nostro Ateneo, compila il form e verrai ricontattato.

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Sei una matricola di giurisprudenza? Ecco le 5 cose che non dovresti sottovalutare

Lo studio all’Università richiede molto impegno e dedizione. Essere uno studente può essere considerato come un vero e proprio lavoro, che necessita di un notevole sforzo mentale. Se hai appena iniziato una Facoltà come quella di Giurisprudenza, ti sarai sicuramente reso conto del carico di lavoro impegnativo.

Non preoccuparti però: se stai assecondando la tua passione più grande, la cosa fondamentale è sicuramente fare un po’ di rodaggio, abituarsi ai nuovi ritmi, non perdere di vista l’obiettivo e aver cura di se stessi.

Avere cura di se stessi e vivere positivamente lo status di “matricola” richiede prima di saper fare 5 cose importanti:

  • Aver un buon metodo di studio
  • Avere memoria e rimanere concentrati
  • Saper gestire il tempo
  • Gestire positivamente le bocciature
  • Concedersi del tempo libero

Queste 5 cose sono essenziali per poter vivere l’università in modo sereno. Per questo, ti spiegheremo perché non dovresti sottovalutarle.

Cosa sapere prima di iscriverti a giurisprudenza

Prima di iscriverti a giurisprudenza devi essere conscio dell’impegno e del tempo che questa facoltà richiede. Saperti organizzare al meglio, attraverso questi 5 passi che presto ti spiegheremo, sarà una priorità. Il nostro consiglio è iniziare a familiarizzare con questi suggerimenti quanto prima. E ora, vediamoli nel dettaglio.

Metodo di studio

Passare dal liceo all’università è una grande trasformazione. Uno degli errori che viene commesso dalla maggior parte degli studenti è approcciare all’Università con lo stesso metodo di studio del liceo. In realtà, dovresti ripensare radicalmente il tuo approccio.

L’organizzazione della mole di studio necessita un cambio di modalità di apprendimento, specialmente se vuoi approcciarti ad una Facoltà come giurisprudenza. Il metodo di studio universitario è diverso da quello del liceo, per questo non farti cogliere impreparato.

Ecco i punti chiave:

  • Inizia dedicando tempo alla comprensione delle lezioni, praticando un ascolto attivo. Se hai delle domande, non esitare a chiedere delucidazioni al docente. Nella piattaforma online Unicusano avrai la possibilità di fare le domande che consideri opportune e di scaricare sempre il materiale didattico di supporto allo studio. Oltre a questo, potrebbe essere utile prendere appunti per fissare meglio le informazioni
  • Alterna lettura silenziosa con lettura ad alta voce (nelle parti importanti)
  • Riassumi i passi importanti, rielaborando a parole tue. Puoi aiutarti con schemi, diagrammi e mappe mentali
  • Costruisci un discorso rivolgendo domande a te stesso e articolando le risposte, come se ti trovassi davanti ad una interrogazione

Anche se all’inizio ti sembrerà complesso, la costanza è un ottimo esercizio per migliorare.

Capacità di concentrazione e memoria

Un altro aspetto che non dovresti mai sottovalutare riguarda le tue abilità mnemoniche.

Allena le tue capacità di concentrazione e la tua memoria. Spesso ci facciamo distrarre e rimanere concentrati per molto tempo è pressoché impossibile. Per questo è utile fare pause quando ti senti stanco, anziché perderti in distrazioni. Anzi, le distrazioni sono proprio da eliminare!

La memoria, come la concentrazione, va allenata. Esistono numerosi esercizi che puoi fare; inoltre, utilizzando il metodo di studio universitario, imparerai a memorizzare le cose essenziali. Una mente “selettiva” in questo caso è molto importante: saprai selezionare le cose importanti e mantenerle nella memoria a lungo termine.

Gestione del tempo

Saper gestire il proprio tempo è fondamentale in qualsiasi ambito, ma in particolare nello studio. Pensaci: quante volte ti distrai o ti ritrovi a fare molte cose diverse tra loro, per poi non concluderne nemmeno una? Avere capacità di gestione del tempo significa organizzazione e valorizzazione di ogni singolo minuto.

Ecco dei consigli per valorizzare il tempo e imparar a organizzarsi:

  • Crea un piano di studi veritiero, non strafare
  • Non procrastinare, finisci ciò che inizi
  • Fai delle pause (puoi aiutarti con la tecnica del pomodoro e prevedere delle pause alternate a momenti di studio)
  • Elimina le fonti di distrazione

Gestione delle bocciature

Uno degli elementi a cui spesso non si pensa è la gestione delle bocciature. Non si è perfetti, non si possono avere solo successi, così nell’università come nella vita. Potrà capitare che andrai incontro a delle bocciature.

Vuoi per mancato studio, distrazione, brutta giornata, può capitare. E devi accettarlo. Fa parte anche questo del percorso di studi. Però hai due opzioni:

  • Viverla con negatività: non la prendi bene e ti piangi addosso, eliminando qualsiasi buon proposito, motivazione e autostima
  • Pensare positivo: essere bocciati non è piacevole, ma ormai è fatta. Piuttosto impara da questa esperienza. Capisci cosa è andato storto e cosa si può fare per andar meglio la prossima volta.

Inutile specificare quale sia la via più profittevole per te, vero?

Tempo libero

Nessuno è un buon studente…se è studente e basta. La vita universitaria può essere logorante se non viene equilibrata. Ritagliarsi delle giornate libere o qualche ora ogni giorno di tempo libero per mantenere le tue passioni e relazioni sociali, è fondamentale per il tuo buonumore e autorealizzazione.

L’università è sicuramente sacrificio, ma non completa rinuncia. Se resterai segregato in casa a studiare, sarà controproducente: non sarai produttivo ma, al contrario, sarai più stressato e ansioso. Credi che questo gioverà all’apprendimento?

I nostri consigli sono terminati per oggi: siamo certi che, applicandoli, vivrai la tua vita da matricola al meglio, sfruttando ogni opportunità.

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Le 7 serie TV sulla psicanalisi e la psicologia che dovresti vedere

Se sei iscritto alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Ancona (o vorresti farlo) sarai sicuramente interessato a tutto ciò che riguarda da vicino questa disciplina. Beh,  se stai cercando serie tv sulla psicanalisi per approfondire l’argomento, sei nel posto giusto.

Da sempre, le serie tv psicologiche affascinano: cupe, misteriose, contorte, talvolta troppo crude, eppure ne vuoi sapere sempre di più. Tendiamo ad essere interessati alle vicende tratte da storie vere, che possano gettare nuova luce sulla mente umana. Ma la verità è che, falso o reale, tutti noi riconosciamo che ciò che vediamo in queste serie psicologiche è ipoteticamente vero. I personaggi, anche se inventati, sono ritratti delle menti più contorte. I fatti, nonostante siano finzione, li ritroviamo nei giornali di cronaca.

Se stai cercando qualche momento di svago dallo studio, vediamo quindi le 7 serie psicologiche da non perdere.

Le serie TV psicologiche da non perdere

Abbiamo scelto per te 7 serie tv di psicanalisi da guardare tutte d’un fiato. Alcune sono tratte da storie vere, altre sono docuserie e altre sono frutto di una sceneggiatura completamente inventata. Ognuna di loro ti farà addentrare in un viaggio contorto e carico di suspense, fino ad incontrare i pensieri e fatti più intriganti. Iniziamo subito.

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Mindhunter

Apriamo la nostra top seven con Mindhunter, una serie tv di psicanalisi e psicologia criminale che ha riscosso grande successo.

La narrazione centrale è ispirata alla storia vera di John E. Douglas, uno dei primi profiler criminali dell’FBI. Douglas è impersonato dall’agente FBI Holden Ford, giovane, intraprendente e innovativo, per questo non molto amato a Quantico. Ford, insieme all’aiuto di un altro agente e di una psicologa, mette insieme l’unità di scienza comportamentale presso l’Accademia dell’FBI. Ciò che fanno è effettuare ricerche, intervistare i serial killer in prigione per sviluppare un profilo dettagliato di come agiscono e la loro logica.

Lo scopo di questo lavoro è quello di insegnare infine agli altri agenti a riconoscere i modelli di comportamento, così da rendere più efficace e veloce la risoluzione delle indagini di omicidio.

Durante il corso della storia, oltre a fare questo, l’unità si troverà infatti a provare l’efficacia di questo schema, mettendo in atto ciò che hanno appreso sui casi in corso.

Viaggio nella mente criminale

Una docuserie tv di psicanalisi, che ti porterà letteralmente a incontrare le menti più oscure dietro i crimini cruenti realmente accaduti. Scava in profondità e ogni episodio è a sé stante.

Guidata dalla spiegazione di psicologi e criminologi, le 4 puntate approfondiscono i processi psicologici che si nascondono dietro ai comportamenti malati dei criminali.

The Sinner

The Sinner è una delle serie tv psicologiche più coinvolgenti. Le due stagioni raccontano due storie diverse, ma entrambe condividono un dettaglio simile: i protagonisti hanno subito un trauma da più giovani, portandoli a commettere crimini da adulti, nella completa incoscienza delle loro azioni.

Nella prima stagione, Cora, dalla vita apparentemente tranquilla, colta da un raptus uccide uno sconosciuto, senza un apparente motivo. Così il detective Ambrose indaga sulla causa perlustrando la psiche di Cora.

Nella seconda, Ambrose indaga su un ragazzo di 13 anni che confessa di aver avvelenato. Anche qui, si trova alle prese con segreti inquietanti e manipolazioni mentali.

Black Mirror

Una serie tv di psicanalisi surreale, ma quanto mai vera. Ogni episodio a sé stante, è ambientato nel futuro, ma rappresenta una realtà ispirata al mondo odierno, incentrandosi su problemi di attualità, specialmente nella gestione di nuove tecnologie. Interessante come vengono sviscerati i problemi relazionali e di comunicazione, l’uso inadatto della tecnologia, la gelante indifferenza verso la sofferenza altrui e dell’influenza dei social media sulla nostra psicologia e comportamento.

Proprio il titolo infatti significa “schermo nero”, alludendo agli schermi neri voraci e risucchianti che teniamo nelle nostre case e in mano: tv e smartphone.

The Forest of Love: Deep Cut

The Forest of Love: Deep Cut è la serie tv di controllo mentale per antonomasia. Creata successivamente il film chiamato semplicemente The Forest of Love, presenta un’estensione di 2 ore. La serie tv giapponese si ispira ad alcuni fatti reali, crimini che comprendono omicidi, torture ed estorsioni commessi dal serial killer Futoshi Matsunaga in Giappone, dalla metà degli anni ’90 ai primi anni 2000.

La serie parla di Murata, un personaggio dal fascino carismatico, quasi ipnotico, che spinge degli studenti (e poi anche un’intera famiglia) a sottomettersi a lui, manipolandoli, costringendoli a estorcere denaro prima e uccidere poi. Una serie tv cruda e angosciante, a tratti volutamente confusionaria: le vittime infatti agiscono senza comprendere il carnefice, condotti in una spirale di violenza e paura. L’obiettivo del regista a quanto pare era indurre lo stesso sentimento confuso nello spettatore.

Unbelievable

Tra le serie tv di psicanalisi e controllo mentale rientra anche Unbelievable, tratta da una storia vera. La storia comincia con una ragazza che denuncia uno stupro avvenuto in casa da uno sconosciuto. Molte cose della sua deposizione sono confusionarie e la polizia è scettica. I loro dubbi però, porteranno la stessa ragazza a dubitare di cosa è vero e cosa no. Uno stupratore però c’è: da anni si intrufola nelle case di donne sole per violentarle e senza lasciare tracce, rendendo difficili le indagini.

Criminal Minds

Concludiamo la nostra raccolta con una delle serie tv di psicologia più amate e longeve in assoluto, anch’essa incentrata sul profiling: Criminal Minds.

Acclamata dalla critica e ormai conosciuta in tutto il mondo, sicuramente l’avrai vista girando canale in tv! Se ti è piaciuta Mindhunter, che raccontava le origini dell’analisi del comportamento criminale, Criminal Minds è il seguito perfetto. La storia segue le indagini di un’unità dell’FBI che si occupa di analisi comportamentale, appunto. Nei vari episodi, cercherà di risolvere i crimini più efferati sfruttando i profili psicologici di chi li ha commessi.

Sulle serie TV psicologiche abbiamo detto proprio tutto: non ci resta che augurarti una buona visione!

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IRES: cos’è, chi lo paga, come si calcola

Poche cose nella vita arrivano con precisa puntualità: una di queste, le tasse. Se sei uno studente di economia, avrai sicuramente sentito parlare dell’IRES, ossia l’imposta sui redditi per le aziende.

Sapere l’IRES cos’è, come si calcola e a chi viene applicata è fondamentale, sia che tu voglia abbracciare una professione contabile, sia che tu voglia applicare i tuoi studi al management e alla gestione di una società. Come spesso accade, sul web si trovano tante menzioni a leggi e termini complessi, che distolgono l’attenzione. In questa guida ti aiuteremo a fare chiarezza su che cos’è l’IRES, su come si calcola e su chi sono i destinatari di questa imposta. Iniziamo subito.

Imposta sul reddito delle società (IRES): cosa devi sapere

Che tu voglia aprire una società o lavorare nella contabilità, è importante capire come si effettua il calcolo IRES e come rimanere costantemente sulle regolamentazioni. Proprio come abbiamo fatto per lo scorporo dell’IVA, ti spiegheremo passo passo cos’è l’IRES, a chi è applicato, le aliquote e ovviamente, come si calcola.

Che cos’è l’IRES

Qual è il significato di IRES nel diritto tributario? L’acronimo sta per Imposta sul Reddito delle Società.

Questa imposta (proporzionale e personale) è subentrata nel 2004, sostituendo la vecchia IRPEG (Imposta sul Reddito di Persone Giuridiche). L’IRES in diritto tributario è una delle imposte che le società devono versare e si calcola sul reddito di quest’ultime, secondo un’aliquota prevista dalla legge.

Perché viene definita “proporzionale e personale”? Perché l’aliquota è fissa e si applica sul reddito di ogni singola azienda, dunque personale e in proporzione all’utile.

Se studi economia (o vorresti iniziare a farlo) probabilmente conoscerai anche l’IRAP. I due termini a confronto, forse, avranno generato in te qualche perplessità. Infatti, qual è la differenza? Fai attenzione: IRAP, IRES non sono la stessa cosa, anche se, possiamo dire, appartengono alla stessa famiglia. L’IRAP difatti, è l’imposta regionale sulle attività produttive, dunque un’imposta locale che viene applicata a tutte quelle attività che producono un bene e che sono residenti su territorio regionale.

Chi deve versare l’IRES

A versare l’IRES devono essere solo ed esclusivamente le aziende, nello specifico le Società di Capitali. Queste sono le varie società a cui viene applicata:

  • Società Per Azioni (S.p.a.)
  • Società in Accomandita Per Azioni (S.a.p.a)
  • Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.)
  • Società cooperative
  • Società di mutua assicurazione
  • Società europee
  • Società cooperative europee
  • Trust residenti in Italia che hanno come oggetto (sia esso esclusivo o principale) l’esercizio di attività commerciale

Ma anche:

  • Trust residenti in Italia che non esercitano un’attività commerciale
  • Società e gli enti di qualsiasi tipo, pertanto anche i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti in Italia

Quali sono le aliquote IRES

Per aliquota fissa IRES si intende una percentuale, che al momento è pari al 24%. L’aliquota viene applicata alla base imponibile del reddito della tua attività, dell’azienda, e il ricavato che otterrai da questo calcolo sarà ciò che andrà in tasse. Sarà dunque l’importo dell’imposta al netto delle spese deducibili e detraibili.

Con il Disegno di Legge di Bilancio del Governo Conte del 2019, è prevista una riduzione dell’aliquota IRES, che è pari al 15%. L’aliquota del 15% è applicabile però, solo per le imprese con determinate prerequisiti. Questo vuol dire che tali imprese devono aver effettuato investimenti in beni strumentali oppure a seconda del costo del personale a contratto a tempo determinato/indeterminato, che però è stato assunto nell’anno d’imposta.

Per conoscere gli aggiornamenti in tempo reale, è sempre utile consultare fonti ufficiali, come il sito del Ministero dell’Economia.

Come calcolare la base imponibile per l’IRES

Il metodo di calcolo della base imponibile per l’IRES cambia a seconda della natura del soggetto a cui è applicato e in base all’oggetto dell’attività esercitata. Perciò, prima di effettuare il calcolo IRES occorre determinare a quali macrocategorie appartiene l’impresa:

  • Se residente in Italia svolgendo un’attività commerciale
  • Se residente all’estero ma svolge una parte dell’attività in Italia
  • Se l’attività è non commerciale
  • Se, sia l’impresa pubblica o privata, non si occupa prevalentemente di attività commerciale.

Una volta determinati questi punti ed eseguito il calcolo per ottenere la base imponibile, dovrai applicare l’aliquota IRES 2020 al 24%. Nella pratica, il calcolo IRES dovrai effettuarlo in questo modo:

  • All’utile lordo (nonché la differenza tra i ricavi dell’azienda e i costi sostenuti per produrre un bene o fornire un servizio) dovrai aggiungere le variazioni fiscali in aumento
  • A questo punto, sottrai le variazioni fiscali in diminuzione e sottrai anche le perdite fiscali dell’esercizio precedente
  • Inoltre, dovrai tener conto della reintroduzione dell’ACE (Aiuto Alla Crescita Economica), ovvero la deduzione dal reddito imponibile netto, che si ottiene moltiplicando la base imponibile per un’aliquota fissata all’1,3%. Da questo calcolo, ricaverai esattamente l’utile netto ai fini IRES.

Ciò significa che dovrai applicare l’aliquota, pari al 24%, ed otterrai l’importo dell’imposta.

Per il pagamento si fa riferimento al modello F24, utilizzando i codici tributo appropriati.

Comprendere le imposte: le lauree economiche Unicusano

Il tema delle imposte è un tema ricorrente nel percorso formativo delle lauree economiche Unicusano. Il nostro Ateneo ha all’attivo corsi di laurea triennali e magistrali, pensati per fornirti una preparazione completa in ambito economico, finanziario e giuridico. Nello specifico, i Corsi attivi sono:

  • Corso di Laurea Triennale in Economia aziendale e Management
  • Laurea Magistrale in Economia Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56)- curriculum Mercati globali e innovazione digitale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56) – curriculum Gestione e professioni d’impresa

La Triennale è il primo passo da fare per acquisire solide basi in campo economico. Terminata la Triennale, potrai proseguire il tuo percorso di specializzazione scegliendo tra i due indirizzi della Laurea Magistrale. Il primo indirizzo ha una formazione fortemente orientata alla comprensione dei mercati e all’analisi dell’evoluzione nei processi sulla base della rivoluzione digitale; il secondo è più focalizzato sul management d’impresa.

La vera innovazione della formazione Unicusano risiede nella metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio sarai tu, in piena autonomia, a decidere quando e dove formarti, usufruendo della didattica “a distanza”. Accedendo ad un portale online, potrai vedere le lezioni in streaming, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con i docenti. Con questa modalità potrai coniugare con successo gli impegni universitari a quelli di lavoro, organizzando in piena autonomia il tuo tempo.

L’argomento imposte viene affrontato anche nei Master di I e II Livello afferenti all’area economico-giuridica del nostro Ateneo. I Master prevedono una formazione verticale su determinati argomenti, utile per acquisire nozioni specifiche e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro.

Per diventare uno studente Unicusano e accedere alla nostra formazione con l’innovativa modalità telematica ad Ancona, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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In che modo l’Università migliora le tue prospettive occupazionali?

Trovare lavoro dopo l’università ti sembra un’impresa complessa? Ti stanno facendo credere che università e prospettive occupazionali future non vanno più tanto d’accordo? Nulla di più sbagliato!

Possedere una laurea in genere migliora nettamente le prospettive occupazionali, oltre che a essere ovviamente l’unico titolo di studio che apre le porte a determinati ruoli e professioni. Pensa, ad esempio, a professioni intramontabili e che, ancora oggi, non smettono di attirare l’attenzione di tantissimi studenti come l’avvocato, il magistrato, il commercialista. Tutte professioni che, senza una laurea, non sarebbero accessibili.

Oltre alla questione meramente “utilitaristica”, avere una laurea è un investimento importante per la tua formazione: potrai acquisire nuove competenze, allenare la tua mente, entrare in contatto con nuove persone e fare nuove esperienze. In questa guida ti spiegheremo in che modo l’Università può migliorare l’accesso al lavoro e non solo per il “titolo”, ma anche e soprattutto per il bagaglio di conoscenze che ti offre. Iniziamo subito.

Cosa fare dopo l’Università?

Che fare dopo l’università? Se lo sono chiesto tutti i laureandi e neolaureati. Trovare lavoro dopo la laurea sembra sempre più complicato, soprattutto per sentito dire. Tuttavia, la laurea è essenziale per molte professioni ed è spesso richiesta come titolo preferenziale per moltissimi ruoli in cui sarebbe opzionale. Se saprai valorizzare ciò che conosci e sai fare, come ti consiglieremo noi, troverai la strada giusta!

Perché la laurea migliora le tue ricerche di lavoro

Università e prospettive occupazionali migliori rispetto ad altri candidati: è vero? Certo che sì. La maggior parte delle aziende preferisce una persona che ha frequentato un corso di laurea rispetto a chi ha solo il diploma. Ma perché questo?

  • Chi ha la laurea, ha molte più conoscenze: vero, ma dipende ovviamente dalla persona. Chi non ha questo titolo potrebbe comunque tenersi aggiornato e studiare per altre vie. Tuttavia, la preparazione in genere è decisamente migliore e preferita dalle imprese
  • Unico modo per aver accesso a determinate professioni: che siano mediche, giuridiche, educative, la laurea è l’unica chiave che apre le porte
  • L’università è palestra di vita: questa è la cosa più sottovalutata (dai neolaureati) ma più importante. Spesso ci si dimentica che l’università non è solo un modo per avere più possibilità lavorative attraverso il vero e proprio oggetto di studi.

L’ambiente universitario è caratterizzato da varie dinamiche che permettono di affinare molte soft skills:

  • Leadership
  • Capacità comunicative
  • Team working
  • Gestione del tempo, del carico del lavoro e rispetto scadenze
  • Gestione dello stress
  • Problem solving

Tutto questo, come vedi, offre un vantaggio competitivo non indifferente. Starà a te metterle in risalto e valorizzarle durante il periodo di studi ma anche dopo. Infatti, ti diamo qualche dritta continuando a leggere.

Cosa fare per mettere in luce le tue competenze

Per trovare lavoro dopo l’università, un passo importante è quello di prepararsi per il vero e proprio mondo del lavoro. Dovrai pertanto riordinare tutto ciò che hai appreso e metterlo in risalto. Ecco tutto ciò che ti servirà per trarre il meglio dalla tua esperienza in università e prospettive occupazionali che ti attendono:

  • Crea un curriculum vitae aggiornato con stage, esperienze all’estero e di volontariato, tirocini, workshop e laboratori. Ricorda che qualsiasi esperienza può servire. Nel CV cerca di valorizzare anche soft skills e hard skills
  • Cerca seminari, laboratori, workshop anche brevi a cui partecipare. Serviranno a due scopi:

1. Creare un network: ti interfaccerai con persone che provengono dal tuo stesso corso di studi e potenziali datori di lavoro. Più persone conosci e più infittisci la tua rete. Potrebbe sempre tornarti utile, chi lo sa? D’altronde, molti riescono a trovare lavoro dopo la laurea grazie al passaparola positivo.

2. Migliorare le tue skills: i recruiter, nel mercato del lavoro odierno, cercano lavoratori dal modello t-shaped. Cosa significa? Che dovrai dimostrare di essere specializzato/a in un determinato campo ma anche di conoscere in modo generale i settori attigui. Approfondisci le tu soft e hard skills e mostrerai una marcia in più.

Come trovare lavoro con il Career Service Unicusano

Trovare lavoro dopo la laurea è più semplice, se puoi contare su un valido aiuto. Questo aiuto, in Unicusano, si chiama Career Service. Il Career Service Unicusano promuove l’inserimento dei laureati nel mondo lavorativo. Attraverso un contatto diretto con le aziende, quindi, favoriamo con il nostro servizio l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Potrai consultare l’area “Offerte di Lavoro” e “Offerte di Stage” per essere aggiornati sulle offerte provenienti da aziende e istituzioni sia in Italia che all’estero. Per candidarti ad un’offerta di stage o di lavoro, ti basterà inviare il tuo CV utilizzando il form predisposto nella relativa sezione.

Il Career Service Unicusano ti affiancherà per:

  • Farti partecipare a Career Day e eventi per presentarti alle imprese
  • La stesura e revisione dei curricula e della lettera motivazionale
  • Il sostenimento di un colloquio di lavoro attraverso simulazioni e tecniche

Per iscriverti al nostro Ateneo e frequentare Corsi di Laurea e Master Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come ripassare velocemente per un esame: le tecniche da provare

La sessione d’esame si sta avvicinando? Una delle parti più importanti dello studio è costituita dalla fase del ripasso. Capire come ripassare velocemente per un esame è fondamentale per integrare il tuo metodo di studio e fissare al meglio le informazioni che ti interessano di più.

Nonostante venga spesso percepita come un’attività secondaria (o, peggio ancora, una perdita di tempo), il ripasso è ciò che ti serve per evitare che ciò che studi si perda nella “curva dell’oblio” del tuo processo di apprendimento. In altre parole, studiare senza “fissare” i contenuti che apprendi rischia di essere decisamente controproducente per i risultati che desideri ottenere.

Ci sono diversi approcci che potresti sperimentare per ripassare velocemente (e bene): ecco qualche spunto da seguire.

Come ripassare per un esame: la guida completa

L’abitudine a ripassare ciò che studi è indispensabile se vuoi risparmiare tempo e assicurarti di non gettare al vento tutto lo sforzo che hai fatto per prepararti a sostenere il tuo esame. Vediamo insieme come fare per massimizzare il tuo apprendimento.

LEGGI ANCHE >> Come sottolineare un libro: i passaggi per studiare bene

Perché ripassare è importante?

Una domanda fondamentale a cui dobbiamo rispondere riguarda proprio il perché ripassare sia così importante. Facciamo un passo indietro e parliamo di metodo di studio. Il metodo di studio universitario è quel complesso di azioni che intraprendi dall’ascolto della lezione al sostenimento della prova di esame. In questo complesso di azioni, il ripasso trova spesso poco spazio.

Ciò accade perché, spesso, gli studenti tendono a concentrarsi sui nuovi argomenti, “dimenticando” di rivedere i vecchi prima di proseguire con lo studio. Questo atteggiamento rischia di far finire tutto ciò che studi nel dimenticatoio in breve tempo. Qual è, quindi, l’approccio giusto da tenere?

  • Rivaluta il ripasso: non considerarlo come una perdita di tempo, ma vedilo come un’opportunità per fissare nella tua mente tutto ciò che studi
  • Ripassare ti aiuta anche a chiarire meglio ciò che non hai compreso fino in fondo
  • Ripassare ti aiuta a creare più velocemente connessioni tra gli argomenti
  • Il ripasso allena la memoria: consideralo anche un piccolo esercizio per la mente.

Ripassare velocemente: parti dalla programmazione

Un buon metodo di studio prevede a monte la pianificazione dei contenuti da studiare. Ebbene, se vuoi ripassare velocemente, devi consentire al ripasso di far parte della tua routine di studio, come se fosse qualcosa di automatico per te. Come fare?

  • Quando pianifichi la tua roadmap di studio, inserisci delle giornate dedicate esclusivamente al ripasso
  • Durante la stessa giornata di studio, acquisisci l’abitudine a ripassare ciò che hai studiato fino a quel momento prima di aprire la parte nuova. Al termine della giornata, ripassa tutti i contenuti studiati e ripetili ad alta voce

Ripassare con schemi e mappe concettuali

Un buon modo per ripassare meglio è aiutarti con schemi e mappe concettuali. Nello specifico, avere uno schema da seguire ti aiuta a mettere insieme i punti e visualizzarli meglio in sequenza davanti a te. Puoi realizzare uno schema che racchiuda i concetti più importanti da ricordare, come se fossero una “scaletta” da seguire.

Puoi inoltre aiutarti con le mappe concettuali, che potresti costruire per ogni capitolo dei libri che studi, per semplificare i concetti e vederli esposti graficamente. Tutto ciò che dovrai fare è scrivere al centro di un foglio il macroconcetto da cui partire e inserire le varie diramazioni con tutti i microconcetti correlati da ricordare. La disposizione grafica, soprattutto se hai una memoria visiva, può aiutarti ancora di più a ricordare meglio.

La chiave è quella di non ripassare tutto parola per parola: ci metteresti troppo tempo e sarebbe come ricominciare a studiare daccapo. Dovrai trovare dei sistemi per snellire e semplificare al massimo il processo.

Ripassare ripetendo ad alta voce

Per organizzare ancora meglio i concetti, è utile ripeterli ad alta voce mentre ripassi. Puoi anche rivolgerti delle domande che pensi di trovare all’esame per articolare possibili risposte. Qualora ti rendessi conto che la tua preparazione è carente in alcune aree, puoi sempre rimediare ripassando gli argomenti su cui ti senti più “debole”.

Ogni quanto ripassare?

Ricapitolando, la vera chiave per migliorare i tuoi risultati è rendere il ripasso parte della tua quotidianità e del tuo metodo. Idealmente, ti consigliamo di ripassare almeno un paio di volte al giorno. Ti sconsigliamo di farlo, invece, a ridosso dell’esame, anche se la sensazione è quella di “vuoto” nella mente. Ripassare in modo compulsivo poche ore prima dell’esame rischia di compromettere la qualità dello stesso. Meglio un buon sonno ristoratore e un momento di distrazione per raccogliere tutta la tua concentrazione.

Su come ripassare velocemente abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che metterti a lavoro per acquisire questa nuova (e positiva) abitudine.

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Come guadagnare durante l’università? 5 lavori da considerare

Una delle domande più diffuse tra gli studenti riguarda come guadagnare durante l’Università. Frequentare un corso di studi non significa necessariamente rinunciare al lavoro: con la giusta organizzazione e una pianificazione degli impegni, le due aree sono perfettamente conciliabili.

Il desiderio di indipendenza è comune tra molti studenti: la voglia di mantenersi da soli, senza gravare sui propri genitori, è forte e, per questo, è importante scegliere il lavoro giusto. Ci sono diversi lavori adatti agli universitari e facilmente conciliabili con lo studio: vediamo insieme cinque possibilità che potresti tenere in considerazione.

Che lavoro fare durante l’Università

Ti sei appena iscritto all’Università e vuoi entrare nel mondo del lavoro? Se vuoi lavorare per pagarti gli studi o anche solamente per avere una fonte di sostentamento alternativa al sostegno dei genitori, ci sono tanti modi per ricercare la tua indipendenza.

Ecco i 5 lavori per studenti selezionati dall’Università di Ancona

#1 – Dare ripetizioni

Un grande classico dei lavori per studenti sono le ripetizioni. Dare ripetizioni ti permette, da un lato, di allenare la tua memoria e la tua capacità di trasmettere informazioni e, dall’altro, guadagnare qualche soldo extra da spendere.

Puoi dare ripetizioni sia a bambini che ad adulti, a ragazzi delle scuole superiori ma anche a giovani universitari come te. Dovrai solo scegliere le materie in cui eccelli e proporti per costruire il tuo network. Se vuoi iniziare a dare ripetizioni e a guadagnare fin da subito con questa esperienza, puoi provare a proporti nei gruppi social di quartiere o iscriverti a piattaforme digitali ad hoc, che si occupano proprio di mettere in contatto il “maestro” e l’allievo.

#2 – Promoter / Steward

Altro interessante lavoro facilmente conciliabile con la vita da studente è quello inerente al mondo delle promozioni. Le promoter e gli steward lavorano nel campo della promozione e degli eventi, offrendo la loro prestazione per poche ore. Spesso queste figure professionali lavorano solamente nei weekend o a ridosso di eventi particolari. Si tratta principalmente di un lavoro a chiamata, flessibile e che consente di non sacrificare troppo allo studio.

Anche in questo caso, se vuoi iniziare a trovarti un lavoro nel campo, puoi dare un’occhiata agli annunci disponibili sui siti di cerca lavoro (ad esempio Indeed, InfoJobs e simili) oppure cercare incarichi nei gruppi social dedicati alla ricerca di opportunità nel settore.

#3 – Pet sitter

Se ami gli animali, quella del pet sitter potrebbe essere l’occupazione ideale per te. Cosa dovresti fare? Badare agli animali che ti vengono affidati, assicurandoti che siano al sicuro e completamente accuditi. Dovrai dar loro del cibo, tenergli compagnia, pulirli e provvedere a tutte le loro necessità. La prerogativa indispensabile è un forte amore per gli animali, oltre ad una conoscenza dei loro bisogni primari.

Si tratta di un lavoro estremamente flessibile, che spesso è da effettuare a casa del proprietario. La paga è solitamente oraria, anche se potrebbero esserci dei casi in cui si concorda una paga “forfettaria” per l’affidamento più lungo (pensa, ad esempio, ad una vacanza).

Anche in questo caso, per trovare le offerte, i social media possono aiutarti molto. Utilissimo anche il passaparola: una volta che avrai trovato i primi clienti, sarà più semplice trovarne degli altri.

#4 – Cameriere

Altro lavoro gettonatissimo per gli universitari è il cameriere. Soprattutto se il lavoro è serale, questo può impattare davvero poco sulle tue giornate e lasciarti comunque la flessibilità necessaria per studiare. Dovrai “allenarti” per imparare a portare i piatti, sfruttare la tua memoria e avere un buon dialogo con i clienti.

Oltre alla possibilità di avere buoni guadagni, il cameriere può arrotondare anche con le mance. Ci sono diverse offerte disponibili sui vari portali online di lavoro.

#5 – Pony express

Quello delle consegne è un altro lavoro interessante per arrotondare durante la tua vita da studente. Se hai a disposizione un mezzo a due ruote come una bici o uno scooter, sarà più facile per te entrare in questo mondo e iniziare a guadagnare.

Ci sono diversi circuiti di delivery con cui potresti iniziare a collaborare. In alternativa, puoi rivolgerti direttamente a locali come bar e pizzerie per proporti come pony express.

Studiare e lavorare: come è possibile con Unicusano

Coniugare studio e lavoro può essere per molti un’impresa difficile. Ciò che contraddistingue l’offerta Unicusano è la possibilità di gestire in piena libertà il tuo tempo, grazie all’innovativa modalità di fruizione delle lezioni. L’intera offerta formativa del nostro Ateneo prevede la possibilità di studiare “a distanza”, seguendo le lezioni da casa.

Puoi ricevere la tua formazione in qualunque luogo e in qualunque momento: ti basterà una connessione Internet e un device per seguire le lezioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Questa modalità è perfetta se vuoi coniugare studio e lavoro: avrai tutta la flessibilità necessaria per pianificare le tue giornate, decidendo in autonomia quanto tempo dedicare allo studio.

Con la metodologia telematica:

  • Puoi studiare lavorando, senza sacrificare nessuna delle due aree e raggiungendo un pieno equilibrio
  • Puoi organizzare le tue giornate in libertà, senza vincoli
  • Studi in qualunque luogo e in qualunque momento
  • Accedi ad una piattaforma telematica sempre attiva dove puoi vedere le lezioni, scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con docenti e colleghi di corso
  • Avrai una serie di servizi e benefici dedicati. Potrai interagire con il tuo tutor didattico dedicato che ti spiegherà come sfruttare la piattaforma, come studiare al meglio e come pianificare gli esami

Per iniziare la tua avventura in Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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I 3 economisti famosi che ogni studente dovrebbe conoscere

Se sei uno studente di economia ad Ancona (o vorresti diventarlo) sicuramente ti interesserà scoprire quali sono gli economisti più famosi degli ultimi anni. 

L’impatto che l’economia ha sulla tua vita quotidiana è sorprendente: per rendertene conto ancora di più, pensa a tutte le volte che acquisti prodotti o servizi in cambio di denaro. Per questo la disciplina economica è oggi, a differenza del passato, sempre più sotto i riflettori sia della classe politica, sia di cittadini sempre più consapevoli.

Negli anni l’economia ha affrontato molti cambiamenti e visto la crescita di diverse scuole di pensiero, rappresentate da economisti di successo. Alcuni di essi hanno avuto (e hanno tutt’ora) un impatto notevole sul nostro modo di vivere l’economia e sulle scelte adoperate dai decisori politici. Ecco una selezione di tre esperti di economia che ogni studente dovrebbe conoscere.

Tre economisti celebri che dovresti conoscere

Secondo una definizione da dizionario, l’economia è “l’impiego razionale del denaro e di qualsiasi altro mezzo, diretto a ottenere il massimo vantaggio col minimo sacrificio; quindi, cauta e oculata e anche parsimoniosa amministrazione, risparmio”. Ma come si traduce tutto questo in azioni e modelli economici concreti? Per rispondere a questa domanda, ecco tre nomi da ricordare che hanno dato un contributo davvero rilevante all’economia negli ultimi decenni.

John Maynard Keynes

Keynes viene considerato uno degli economisti più influenti del Novecento.

Vissuto a cavallo di due secoli e scomparso nel 1946, Keynes ha avuto un forte impatto sulla visione dell’economia nel Dopoguerra, con il gruppo di economisti legati alla cosiddetta scuola keynesiana. 

La scuola keynesiana vede lo Stato come interventista nell’economia. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di attuare misure di politica di bilancio e monetaria, qualora un’insufficiente domanda aggregata non riesca a garantire la piena occupazione nel sistema capitalista, in particolare nella fase di crisi del ciclo economico. Si promuove dunque un’economia mista, in contrapposizione con i modelli proposti dalla scuola di Chicago e la scuola austriaca.

Ludwig von Mises

Visto che abbiamo già accennato qualcosa sulla scuola austriaca, non possiamo non menzionare Ludwig von Mises. Mises viene considerato come l’ultimo cavaliere del liberalismo e uno dei massimi esponenti della scuola austriaca.

Il pensiero liberare di Mises critica aspramente il socialismo, che viene confutato a partire dal principio secondo cui renderebbe impossibile ogni calcolo economico razionale. Ciò avverrebbe perché, per Mises, sono i prezzi che guidano le scelte razionali degli individui; se la società è socialista e non c’è scambio, non è possibile parlare di prezzi.

Per comprenderne meglio il pensiero, sono da approfondire senza dubbio i suoi scritti, che vertono soprattutto su tematiche come la teoria monetaria e inflazione e la superiorità del libero mercato rispetto alla gestione centralizzata che fa capo allo Stato.

Esther Duflo

Concludiamo citando Esther Duflo, seconda donna ad essere insignita del Nobel per l’Economia. Duflo ha ricevuto il premio nel 2019 per il suo approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale.  Per comprendere meglio la sua strategia, è utile la lettura del suo libro L’ economia dei poveri. Capire la vera natura della povertà per combatterla

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Chi è e cosa fa il manager dell’innovazione?

La figura del manager dell’innovazione è una delle più ricercate sul mercato del lavoro di oggi. Questo professionista ha il compito di guidare il cambiamento delle aziende a fronte delle trasformazioni tecnologiche, occupandosi di tematiche legate al digital marketing, cyber security, big data e realtà virtuale.

Come potrai immaginare, si tratta di una delle “nuove professioni” più spendibili nel panorama attuale, una vera chiave di volta nel processo di innovazione e digitalizzazione di piccole, medie e grandi imprese.

Capire chi è e cosa fa questo professionista è il primo fondamentale passo per intraprendere una carriera nel campo: ecco le mansioni principali dell’innovation manager, i suoi ambiti di interesse e le competenze necessarie per poter operare al meglio.

Innovation Manager: chi è e cosa fa

Abbiamo già parlato di general manager e di tante altre figure importanti all’interno delle aziende. Ma come si definisce un innovation manager e quali sono le sue principali responsabilità?

Secondo una definizione del MISE, si tratta di un “professionista specializzato in ambito digitale, in grado di interpretare, definire e realizzare progetti e processi di digitalizzazione e riorganizzazione aziendale”.

Questo professionista può avere un background molto vario: può venire da studi informatici, economici o ingegneristici, ma il suo ruolo è completamente votato all’innovazione e alla trasformazione tecnologica. Un manager dell’innovazione è un “esploratore” e un abilitatore: il suo ruolo è quello di individuare nuove e interessanti tendenze da implementare nell’azienda, coordinando le risorse all’interno del team.

Ma vediamo più da vicino quali sono le mansioni di questo specialista.

Mansioni dell’innovation manager

Possiamo definire l’innovation manager come un facilitatore: il suo principale compito è creare strutture e processi affinché possa verificarsi innovazione tecnologica nelle aziende. Per ottenere questo obiettivo, il manager dell’innovazione si occupa di:

  • Creare strategie di innovazione tenendo conto delle risorse e delle opportunità dell’azienda
  • Coordinare le attività e la transizione tecnologica, scegliendo gli strumenti da implementare
  • Ricercare nuovi partner per l’impresa, analizzare la richiesta di digitalizzazione dell’azienda rapportandola al mercato, studiare le attività dei competitor

Skills

Le competenze dell’innovation manager sono principalmente:

  • La capacità di elaborare strategie ascoltando i bisogni del mercato, osservando i trend e cogliendo tutte le opportunità a favore della crescita e dello sviluppo dell’azienda
  • L’abilità creativa e il pensiero laterale: sono fondamentali la creatività, la curiosità e l’interesse verso la sperimentazione di nuovi approcci
  • Leadership e capacità di lavorare in team. Sono importanti l’empatia, la capacità di coordinare le risorse umane, di guidarle verso il cambiamento

Gli studi di un innovation manager possono essere diversi, ma una Laurea in Ingegneria Gestionale può essere sicuramente utile per comprendere meglio i meccanismi di funzionamento delle imprese.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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