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Come diventare osservatore sportivo: studi e possibilità

Ti stai chiedendo come diventare osservatore sportivo? Sogni di poter lavorare in quest’ambito ma non sai da dove iniziare? Allora in questa piccola guida ti illustreremo tutto ciò che c’è da sapere riguardo questa professione che da sempre attrae molti sportivi ed appassionati.

L’osservatore sportivo, anche chiamato osservatore ufficiale o più comunemente, talent scout, è quella figura professionale che può lavorare in proprio o può essere ingaggiata da una società sportiva e ha la responsabilità di di scoprire e reclutare giocatori di talento.

Molto spesso ci immaginiamo i talent scout del mondo del calcio, ovvero gli osservatori calcistici, però in ogni sport c’è bisogno di un reclutatore che scova giovani talenti del panorama sportivo, italiano o estero, che potrebbero diventare delle stelle, dei veri e propri atleti professionisti.

Come diventare osservatore sportivo: tutto ciò che devi sapere

Se ti stai chiedendo cosa dovrai sapere riguardo a questa professione, sei nel posto giusto.

Essere un osservatore sportivo è un lavoro che richiede determinate conoscenze e competenze, non serve solo avere quel “fiuto” che molti appassionati sostengono di avere.

Una preparazione adeguata e i giusti contatti fanno la differenza, ma intanto, cominciamo da qui.

Che cosa fa l’osservatore sportivo: le mansioni

In sostanza, che cosa fa esattamente un osservatore sportivo? Questa figura, come abbiamo detto, deve trovare il talento giusto e reclutarlo.

Per farlo, deve però redigere dei rapporti sui giovani sportivi così da poterli poi valutare nel complesso e consigliarli alle varie squadre (nel caso lavorasse in proprio) oppure presentarli alla società per cui lavora.

In genere, un tipico rapporto di un osservatore ufficiale è suddiviso in 5 aree:

  1. Capacità tecniche: in questa sezione vengono descritte le capacità tecniche del giocatore;
  2. Capacità tattiche: in questa parte si espongono le capacità tattiche, ovvero le strategie, la capacità di scegliere cosa fare nel momento giusto;
  3. Caratteristiche atletiche: in questa sezione vengono analizzati diversi parametri, ovvero la velocità, lo scatto, la forza, l’elevazione, il baricentro e la reattività;
  4. Caratteristiche comportamentali: ovvero come si comporta il giocatore sul campo, con i propri compagni di squadra ma anche con gli avversari e l’allenatore;
  5. Giudizio complessivo: infine, si darà un giudizio finale che tiene conto di tutti i vari aspetti e si deciderà se è veramente un giocatore che vale la pena di avere in squadra e quindi su cui investire denaro, oppure lasciar perdere.

Pertanto, alla luce di tutto questo, è chiaro che l’osservatore sportivo deve avere una vasta conoscenza in merito tutti questi aspetti.

Le skills e le conoscenze

Attraverso il percorso di studi e gli esami universitari, che analizzeremo nel maggior dettaglio tra poco, un talent scout sportivo acquisisce una serie di conoscenze non solo riguardo lo sport in questione, ma anche riguardo alla sfera psicologica dell’atleta.

Ciò significa che le conoscenze che questo professionista deve sapere sono non solo riguardo gli aspetti tecnici, tattici, atletici, ma deve sapere anche come un buon giocatore si deve saper rapportare con gli altri, con la propria squadra e non. Ma ancora più difficile è ovviamente capire, saper osservare e interpretare i comportamenti. Quello dell’osservatore è un lavoro di osservazione, come dice il nome: cercare il pelo nell’uovo, se vogliamo, per riuscire a comprendere l’atleta il più possibile. In fondo, c’è una bella differenza tra presentare un talento abile in ogni campo da uno che è carente in alcuni punti. La società sportiva investe soldi su una persona contando sul fatto che sia in linea con ciò che cercano.

Non mancano  le conoscenze in ambito giuridico riguardo allo sport nello specifico.

Inoltre, è molto importante una buona formazione nelle lingue, specialmente l’inglese.

Per quanto riguarda le soft skills invece, un buon osservatore sportivo deve avere:

  • ottime capacità d’osservazione
  • capacità di analisi
  • buone doti comunicative, per poter fare networking

Il percorso di studi per diventare osservatore sportivo

Il percorso di studi per diventare osservatore sportivo è univoco sia per chi vuole lavorare come dipendente di una società sportiva, sia per chi invece preferisce essere un libero professionista.

Ogni percorso però si contraddistingue a seconda dello sport. Se prendiamo per esempio la formazione dell’osservatore calcistico, occorre frequentare un corso della FIGC che poi rilascerà un patentino e l’iscrizione all’Albo per poter esercitare la professione.

In genere sono le varie federazioni che organizzano corsi, seminari e workshop per poter apprendere al meglio la professione, al termine dei quali occorre sostenere un esame abilitativo che se si passa, si può ottenere il patentino. In questo modo si può essere assunti dalle società oppure iniziare a lavorare in proprio.

Lavorare come libero professionista è un’impresa più ardua, poiché occorre, per una buona riuscita, crearsi molti contatti e costruirsi un’ottima reputazione: solo così potrai farti prendere seriamente dalle società a cui proponi i tuoi talenti.

La laurea in Scienze Motorie

Se vuoi diventare osservatore sportivo, è fondamentale intraprendere un percorso di studi universitario che ti offra delle competenze verticali relative agli aspetti biologici e fisiologici dell’esercizio fisico insieme alle basi psico-pedagogiche e sociali dell’educazione motoria e agli aspetti giuridici relativi.

Tutto questo può essere raggiunto frequentando il Corso di Laurea Triennale Unicusano in Scienze Motorie. Lo scopo del corso di laurea in scienze motorie è la formazione di professionisti capaci di operare nella variegata area delle attività motorie e sportive. Iscrivendoti al percorso formativo, sarai in grado di condurre in autonomia programmi di allenamento e di educazione motoria, sia individuali che di gruppo, nei diversi contesti sociali, con particolare attenzione al benessere psico-fisico e sociale e in funzione del genere, dell’età, della condizione fisica e delle altre specifiche caratteristiche dei destinatari.

Al termine del percorso triennale, inoltre, potrai perfezionare le tue conoscenze con una laurea magistrale in Scienza e Tecnica dello Sport.

Ciò che rende davvero unica la didattica Unicusano è l’innovativa metodologia didattica adottata, la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai acquisire le nozioni teoriche relative al tuo percorso di studi comodamente da casa, connettendoti ad una piattaforma online attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Accedendo alla piattaforma, avrai anche la possibilità di scaricare il materiale didattico di supporto allo studio e interagire con i docenti.

La didattica telematica Unicusano è affiancata da percorsi pratici di apprendimento, che ti consentono di sviluppare competenze e testare quanto appreso in teoria; ne sono esempi gli stage e i tirocini messi a disposizione dall’Ateneo.

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Come scrivere un curriculum per un neolaureato in psicologia?

Come scrivere un curriculum per un neolaureato in psicologia? Una delle domande più comuni che si pongono gli studenti riguarda proprio come sia possibile scrivere un curriculum vitae quando si è appena agli inizi della propria carriera e non si hanno esperienze professionali significative.

Scrivere un buon cv è da sempre un’impresa che riesce a destabilizzare i più. Riuscire a riassumersi in poco spazio, utilizzando le parole appropriate e allo stesso tempo che riescano a convincere chi leggerà il cv, non è cosa da poco e tante persone, non sanno nemmeno da che parte cominciare.

Se ti sei appena laureato in psicologia e stai cercando un modo per scrivere il cv perfetto, allora sei nel posto giusto. Vedremo infatti una serie di consigli per valorizzare la tua persona e carriera per renderti tra tutti i candidati, la persona giusta o almeno, non lasciar passare il tuo curriculum inosservato.

Per scrivere il cv perfetto infatti, bisogna sottostare ad alcune regole e noi, te le spiegheremo tutte.

Cominciamo!

Come scrivere un curriculum per neolaureato in psicologia: tutti i consigli per un cv efficace

Riuscire a “fare colpo” con il CV da sempre è un’impresa ardua, specialmente per chi non ha mai avuto esperienze lavorative concrete. Ma tanti sono gli elementi che, se sfruttiamo a nostro vantaggio, possono farci risaltare tra gli altri. In seguito, cercheremo di darti dei consigli per creare un perfetto curriculum per neolaureato in psicologia.

#1 Valorizza le tue skills argomentandole

Il tuo lasciapassare per un colloquio è sicuramente valorizzarti attraverso le skills, ovvero sia quello che conosci a livello tecnico, ma anche la tua attitudine.

Si dividono infatti in hard skills e soft skills.

Nelle prime dovrai scrivere le competenze e conoscenze che possiedi riguardo al tuo indirizzo di psicologia (dunque le competenze professionali) mentre nelle seconde come ti comporti (attenzione, a livello lavorativo!).

Alcuni esempi di soft skills che potresti menzionare (ricordati di scrivere la verità!):

  • ottime dote comunicative
  • capacità di lavorare in team
  • assertività
  • capacità di ascolto attivo
  • capacità di osservazione
  • empatia

Queste sono solo alcune delle soft skills che in genere ci si aspetta da un buon psicologo.

Il nostro consiglio è di non limitarsi a elencare una serie di soft skills, ma argomentarle anche: ciò significa spiegare come hai appreso e maturato le varie skills.

Esempio: “ottima capacità di lavorare in team grazie all’esperienza di volontariato ecc…” In questo modo potrai mettere in risalto le esperienze che hai fatto.

#2 Un CV lungo non lo legge nessuno: vai dritto al punto

Non sapere come scrivere un curriculum per un neolaureato in psicologia è comprensibile, ma non cadere nel tranello: scrivere un cv prolisso, solo per cercare di colmare la mancanza di esperienza lavorativa, non serve.

Devi saper lavorare sulla sostanza: un cv non deve mai essere più lungo di due pagine. Molti datori si fermano alla prima.

Per scrivere un cv ordinato, segui questi passi:

  • dati personali in alto, vicino alla foto
  • hard e soft skills
  • formazione
  • qualsiasi esperienza non lavorativa che può essere rilevante
  • premi, riconoscimenti, borse di studio in basso

#3 Metti in risalto esperienze di volontariato e laboratori

Se non ci sono esperienze lavorative, ovviamente tutto il resto che ti ha permesso di fare un poco di esperienza sul campo, vale!

Pertanto, racconta in modo breve di eventuali stage, tirocini, laboratori, corsi con attestati, esperienze di volontariato, seminari. Descrivi quali erano i tuoi compiti e cosa hai imparato. Soprattutto, ciò che ti consigliamo di fare è di mettere in evidenza il tuo impatto in un gruppo di lavoro e quello che, tangibilmente, sei riuscito ad apportare.

#4 Allega sempre una buona lettera di presentazione

La lettera di presentazione non è solo una versione estesa, un riassunto del cv. Essa serve a, pur sempre usando un linguaggio formale e di rispetto, far trasparire la propria personalità.

Per redigerla al meglio, segui questi punti:

  1. gli estremi, come nel cv
  2. il motivo per cui ti candidi proprio per quella determinata offerta di lavoro. A tal riguardo, ti consigliamo di fare una ricerca sull’azienda, sui valori e sulla mission prima di redigere questa parte
  3. formazione ed esperienza, dando enfasi a tutto ciò che può valorizzarti agli occhi di un potenziale datore di lavoro
  4. descrivi perché pensi di essere la persona adatta e quale contributo, valore apporteresti

Su come scrivere un Cv per neolaureati in psicologia abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che metterti alla prova e iniziare a lavorare al tuo “biglietto da visita” professionale.

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Come diventare digital marketing specialist: studi e possibilità

Provi un certo fascino vero la comunicazione e le strategie di marketing? Il digital è il tuo mondo? Allora questa guida su come diventare digital marketing specialist potrebbe esserti utile a capire se può essere la professione adatta a te.

Se un’azienda vuole davvero vendere, essere competitiva all’interno del mercato, deve essere estremamente visibile su internet. Perché questo? Perché ora non esiste persona che non sia sul web. Dobbiamo pensare al web come ad una via piena di negozi: se un’azienda propone una “vetrina” accattivante abbastanza, il consumatore potrebbe interessarsi e diventare cliente.

Queste strategie aziendali moderne però, per poter essere efficaci, necessitano di un team qualificato e capitanato da esperti del marketing digitale. Questi esperti sono proprio i marketing specialist. Scopriamo dunque i particolari di questa professione e quale percorso di studi intraprendere per diventarlo.

Come diventare digital marketing specialist: ecco tutto ciò che devi sapere

Hai la curiosità di sapere come diventare digital marketing specialist? In questa guida analizzeremo a fondo questa figura, scoprendo chi è, cosa fa, le sue mansioni, le competenze e, ovviamente il percorso di studi per apprendere questo lavoro e inserirsi nel contesto lavorativo.

Cominciamo!

Chi è il digital marketing specialist?

Una volta, un’azienda per poter promuovere i propri prodotti o servizi, lo faceva tramite il marketing tradizionale che tutti conosciamo: ovvero pubblicità in tv, radio, giornali, volantinaggio e altri sistemi. Queste tecniche di marketing esistono ancora oggi, ma con l’avanzamento dell’era digitale, molte aziende si sono rese conto che c’è la possibilità di sfruttare le risorse di internet a proprio vantaggio.

Come abbiamo detto all’inizio, il web è come un viale di negozi che espongono in vetrina i propri bene e servizi.

Chi però non espone la propria vetrina, è come se non esistesse. Non avere una presenza online esclude dal mercato, non si è competitivi e nemmeno al passo con i tempi.

Il marketing digitale dunque, si occupa di creare la “vetrina” adeguata attraverso strategie sempre più ingegnose, a cui lavorano team di professionisti che uniscono il lato artistico, con quello della comunicazione e tanti altri aspetti che vanno a incidere sulla psicologia del consumatore.

La figura professionale che si occupa di allestire questa vetrina prende il nome di digital marketing specialist, ovvero uno specialista che si occupa di sviluppare piani di comunicazione e di marketing.

Che cosa fa il digital marketing specialist? Mansioni e responsabilità

Prima ancora di sapere come diventare digital marketing specialist, dovrai sapere che cosa fa, di cosa si occupa nello specifico, quali sono le mansioni che gli competono.

Queste sono dunque le sue mansioni:

  • Analizzare il mercato con lo scopo di studiare il target (ovvero la fascia di consumatori) di riferimento del prodotto e i competitor (la competizione)
  • Definire le strategie di promozione e commercializzazione del prodotto o servizio erogato dall’azienda
  • Individuare e di conseguenza coordinare le attività che serviranno a realizzare il piano di comunicazione e tutta la strategia pensata, attraverso i vari strumenti quali la SEO, il Pay per Click, l’e-mail marketing, il content marketing, il social media marketing, il copywriting e altri
  • Gestire i canali di acquisizione clienti
  • Fare una stima del budget a disposizione
  • Analizzare i dati e monitorare i risultati ottenuti dalle campagne di marketing
  • Dai dati raccolti, ottimizzare (nonché eventualmente “aggiustare il tiro”) le campagne marketing per cercare di raggiungere gli obiettivi prefissati

Quali competenze ha il digital marketing specialist?

Vediamo esattamente ora cosa ti serve per diventare digital marketing specialist.

Un digital marketing specialist deve avere una profonda conoscenza sia di tecniche di marketing tradizionale sia di marketing digitale, che devono essere adattate in base ai principi dell’economia e della strategia d’impresa.

Quello che ti consigliamo è di sviluppare le conoscenze trasversali e di essere quindi una “T-shaped person”. Ciò sta a significare che possiedi un’ottima conoscenza e abilità in aree specifiche del tuo campo di lavoro (il digital marketing) ma hai conoscenze e abilità anche in altri settori adiacenti, permettendoti di collaborare anche con le altre figure professionali.

Queste sono le competenze e gli strumenti su cui dovrai impegnarti:

  • e-commerce management
  • digital analysis
  • Search Engine Marketing
  • Search Engine Optimization (SEO)
  • Google Adwords
  • Google Analytics
  • Social Media
  • e-mail marketing
  • web copywriting

Per quanto riguarda le soft skills invece:

  • ottime capacità comunicative e relazionali
  • creatività
  • problem solving
  • flessibilità
  • team worker

Il percorso di studi: la Laurea Unicusano

Per acquisire tutte queste competenze e intraprendere il tuo percorso professionale nel campo del digital marketing è fondamentale una formazione di qualità. I corsi di laurea Unicusano rappresentano la scelta ideale per formare professionisti del Web capaci di affrontare questo specifico contesto mediale con padronanza e approfondita conoscenza delle dinamiche sociali, culturali, giuridiche, tecnologiche ed economiche ad esso correlate.

In particolare, il corso di laurea triennale in comunicazione digitale e social media mira a formare esperti con una grande padronanza dei paradigmi disciplinari delle scienze umane e sociali, dotati di specifiche competenze nell’area delle tecnologie digitali, dei sistemi di informazione e dei diversi settori dell’industria culturale e dei relativi consumi, con riferimento ai media “mainstream” e digitali (editoria, giornali, cinema, radio, televisione, piattaforme web, blog, social), anche con attenzione al campo degli eventi culturali e della comunicazione istituzionale e d’impresa.

Quanto all’organizzazione del piano di studi, il primo anno è prevista una formazione di base integrata con discipline caratterizzanti, nel campo delle scienze della comunicazione sociologica. Nel secondo anno si completa la formazione di base grazie alla preparazione metodologica e ad attività formative caratterizzanti e della lingua inglese. Infine, il terzo anno completa la formazione metodologica e tecnica integrata dalla conoscenza di una seconda lingua straniera e delle conoscenze interdisciplinari offerte nei tirocini formativi e dai seminari organizzati dall’ateneo.

Al termine degli studi triennali, potrai entrare direttamente nel mondo del lavoro o proseguire la formazione con una laurea magistrale in comunicazione digitale. Ad integrazione della triennale, questo percorso di studi offre avanzate competenze professionali declinate in funzione degli attuali scenari tecnologici e comunicativi al fine di formare figure competenti in grado di operare nei diversi campi lavorativi direttamente riconducibili alla sfera del digitale .

Una delle caratteristiche più interessanti della formazione Unicusano risiede nell’innovativa metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai laurearti in comunicazione seguendo le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Nessun vincolo di luogo o orario: sarai tu a decidere quanto tempo dedicare alla tua formazione, coniugando anche un’eventuale attività professionale.

Concludiamo con un principio in cui crediamo molto: mettersi alla prova nel pratico. Fare pratica è molto importante: per questo offriamo stage e esperienze in azienda, per mettere subito alla prova quanto appreso durante gli studi. Grazie alla formazione teorico pratica Unicusano, sarà più facile prendere dimestichezza con gli strumenti che dovrai utilizzare, provando ad aprire siti internet, e-commerce, ideando strategie di marketing che puoi utilizzare come portfolio da presentare alle aziende per cui ti candidi.

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Le 7 cose che (ancora) non sai della Facoltà di Economia

Stai pensando di intraprendere il tuo percorso di studi nella facoltà di economia di Ancona e sei ansioso di sapere cosa ti aspetta?

Iscrivendoti alla facoltà di economia avrai la possibilità di studiare la competitività di un sistema economico, il funzionamento dei mercati di beni e servizi, i processi di intermediazione finanziaria e gli aspetti giuridici della gestione economica.

Si tratta di un percorso di studi estremamente variegato, che permette di accedere ad una moltitudine di professioni, da quelle più “classiche” come il commercialista a quelle più innovative come il consulente di marketing nelle aziende.

Ci sono delle cose che, chi non è ancora iscritto o è iscritto da poco, ancora non sa. Scopriamo insieme quali sono le 7 cose che dovresti sapere sulla facoltà di economia!

7 cose che non sai sulla Facoltà di Economia

Se sei curioso di sapere cosa ti attende durante il tuo corso di studi di economia, in questa breve guida scoprirai tutto ciò che una persona all’inizio del suo percorso dovrebbe sapere riguardo questo percorso.

Iniziamo a scoprire cosa dovrai aspettarti.

#1  Il piano formativo è molto variegato

La facoltà di economia si è saputa aggiornare in questi anni e riesce a stare al passo con i tempi. Nei corsi di laurea economici ci sono esami afferenti a diverse aree didattiche; ciò rende il tuo percorso di formazione altamente personalizzabile.

Questo ti permetterà di focalizzarti su determinati settori di tuo interesse, che potrebbe essere riguardo il management, o il settore turistico, o magari quello di marketing digitale e comunicazione. Ci sarà la possibilità di optare per degli esami a scelta e scegliere tra percorsi di specializzazione diversi. Ad esempio, il nostro Ateneo offre ben tre corsi di laurea nel contesto della facoltà di economia:

  • Corso di Laurea in Economia aziendale e Management (L-18)
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56)- curriculum Mercati globali e innovazione digitale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56) – curriculum Gestione e professioni d’impresa

#2 Offre vari sbocchi lavorativi

Prima di tutto, dobbiamo dire che attualmente la laurea in economia è uno dei titoli più richiesti nel mercato del lavoro.

Gli sbocchi lavorativi che questa laurea offre sono molto vari, e si possono racchiudere in cinque grandi ambiti professionali:

  • Contabilità
  • Gestione delle risorse
  • Organizzazione aziendale
  • Consulenza di tipo finanziario
  • Marketing
  • Pubblica Amministrazione

Questi lavori ovviamente dipenderanno dai corsi con cui hai deciso di specializzarti, e anche sui tirocini, eventuali master e quant’altro.

#3 L’economia è ovunque

Ti renderai conto che tutto ciò che ci circonda è economia, poiché questa si basa sulle scelte che si fanno tutti i giorni. Tanto che molti manuali la definiscono la “scienza delle scelte”, non studiando solo il lato finanziario, ma anche il lato sociale.

#4 Affinerai le tue capacità di analisi

Per essere buoni economisti dovrai saper analizzare molto bene le situazioni che ti si prospettano davanti, comprendere quelle passate per pensare a quelle future.

#5 Occorre avere una buona preparazione in matematica

Ebbene sì. Molte persone si chiedono se effettivamente serve una predisposizione per i calcoli e i numeri o se la semplice curiosità è abbastanza.

Essere curiosi e avere buona volontà sono sicuramente doti che un economista deve avere, ma avrai a che fare con grafici, statistiche e numeri tutti i giorni. Sicuramente le basi di contabilità e matematica si possono apprendere, ma è doveroso specificare che tutto questo farà parte del tuo quotidiano.

#6 Comprenderai i meccanismi economico-sociali di tutti i giorni

A fare parte della tua formazione è l’insieme delle teorie economiche, che studiano i beni e i servizi volti a soddisfare i bisogni delle persone come singoli individui e come società.

Ciò ti permetterà di comprendere molte delle situazioni economiche odierne, sia del nostro paese sia di quello europeo e di tutto il mondo.

#7 Ottimo titolo per partecipare ai concorsi pubblici

Lo sapevi? Una laurea in economia o una laurea in giurisprudenza e scienze politiche, sono titoli di studio molto validi per partecipare ad un concorso pubblico.

Se stai prendendo in considerazione, in futuro, di voler lavorare nella Pubblica Amministrazione, questa facoltà ti aiuterà molto per superare il concorso per entrare in graduatoria.

Perciò non solo potrai trovare lavoro nel settore privato, ma anche in quello pubblico.

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Cosa fare ad Ancona in autunno: le attività per studenti

L’autunno è la stagione di passaggio tra la calda estate e le giornate lunghe e il freddo inverno che ci chiede di rimanere sotto le coperte. Non solo però: questa stagione potrebbe anche rivelare sorprese molto piacevoli, magari a pochissimi passi da casa tua. Ti sei mai chiesto cosa fare ad Ancona in autunno? 

Ancona è una città nelle Marche che si affaccia sul mare con un bellissimo porto. Questa città fondata dagli antichi Greci offre tante attrazioni: offre musei e chiese per appassionati di storia e arte; parchi ed aree boschive come il Parco Regionale del Conero per gli amanti della natura.

E poi ci sono una serie di eventi tipici di questa stagione per scoprire la cucina e le tradizioni. Se sei uno studente e stai cercando una pausa dallo studio, ecco alcune idee su cosa fare ad Ancora in autunno.

Cosa fare ad Ancona in autunno, soli o in compagnia

Vivi ad Ancona come fuori sede o la conosci da tempo ma non sai come passare le tue giornate autunnali quando non studi?

Ecco che ti veniamo in aiuto proponendoti cosa fare ad Ancora in autunno per studenti, che tu sia solo o in compagnia!

LEGGI ANCHE >> Biblioteche comunali ad Ancona: orari e info

Fuga al mare

Una delle cose più belle da fare ad Ancona è una piccola gita fuori porta al mare. Ancona è una città di mare e, quindi, puoi goderti ancora gli ultimi sprazzi di “bella stagione” passeggiando in riva alla spiaggia. In alternativa, basta spostarti di qualche chilometro per arrivare nel cuore del Conero e scoprire tutte le bellezze di questo luogo. Qualche consiglio? Sicuramente visitare i borghi della riviera del Conero è tappa obbligata: Portonovo, Sirolo e Numana meritano un pomeriggio di esplorazione.

Pranzi d’Autunno e Fiera Sapori d’Autunno

Parliamo ora di eventi e, nello specifico di “Pranzi d’Autunno”. Questo evento si svolge al coperto e come da tradizione, avviene ogni domenica del mese di Ottobre. Per scoprire i sapori autunnali delle Marche, un pranzo d’autunno domenicale è imperdibile!

Evento strettamente collegato con quello di cui abbiamo appena parlato è la Fiera “Sapori d’Autunno”.

In questo evento che dura tutto il periodo autunnale, ci si concentra nella scoperta gastronomica e delle tante altre cose tipiche della città e delle Marche.

Si tratta di un ottimo modo per scoprire in maniera piacevole le tradizioni di questi luoghi e per fare qualcosa di diverso.

Giro di Ancona in Ebike

Ami lo sport e vorresti vedere Ancona da una prospettiva diversa? Le temperatura ancora miti dell’autunno sono l’ideale per una giornata su due ruote. Questa iniziativa interessante è perfetta se vuoi scoprire la città con un suggestivo giro in bicicletta…e non con una bici qualunque, ma bensì elettrica.

Se non hai una tua ebike, potrai facilmente noleggiarla o partecipare ad uno dei tanti bike tour organizzati in città.

Per un pomeriggio alternativo all’insegna della salute e dell’avventura, predi la bici e mettiti in marcia

Pattinaggio su ghiaccio indoor

Cosa fare ad Ancona in autunno se non pattinare su ghiaccio?

Che tu sia alle prime armi o esperto, sarà divertente lanciarsi in pista con amici. Sarà un’ottima occasione per condividere un pomeriggio di relax e creare ricordi indimenticabili. La città inizia proprio in questa stagione ad ospitare le prime piste in vista dell’inverno: sicuramente troverai quella che ti farà innamorare.

Pomeriggio tra videogiochi

Passione per i videogiochi o cerchi qualche ora alternativa?

Ad Ancona ci sono molte associazioni attive nel settore dei videogiochi. Non è raro trovare una comunità che ha lo scopo non solo di intrattenersi ma anche di scoprire il mondo videoludico.

Se vuoi sperimentare un nuovo approccio al videogioco, potrai recarti in uno di questi centri ricreativi, dove potrai  trovare una sala dedicata a PC & Console (Xbox 360 – PS3) con connessione in rete e il servizio bar.

Cinema

Chi non ama nelle serate autunnali godersi un bel film?

Il cinema è quello che ci vuole per rilassarti e immergerti nelle storie che più ti piacciono. Generalmente l’autunno è tra le stagioni più attive nel mondo cinematografico: non farai fatica a trovare il film perfetto da vedere.

Pinacoteca civica “Francesco Podesti”

Che ne diresti invece di un pomeriggio all’insegna dell’arte?

Se ti affascina l’arte in tutte le sue forme, non c’è niente di meglio di qualche ora passata nella pinacoteca civica di Ancona per riscoprire quadri antichi. Lo stesso palazzo che la ospita ha una grande storia: infatti è sorto nel 1884.

Queste sono i nostri suggerimenti su cosa fare ad Ancona in autunno: un ottimo modo per passare il tempo, stringere amicizie e consolidare quelle già presenti. Non ci resta che augurarti buon divertimento!

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I 7 migliori libri per lo sviluppo personale

Hai mai pensato di leggere dei libri per lo sviluppo personale?

La crescita personale è fondamentale, in ogni momento della vita: si tratta della capacità di rendere nostro ciò che la vita ci presenta (incontri con persone, eventi particolari, fallimenti, successi) permettendoci così di formare il nostro essere.

Non tutte le persone riescono a metabolizzare questi avvenimenti della vita quotidiana come vorrebbero e hanno bisogno di una spinta, una specie di “guida” per capire come convivere e affrontare ciò che provano e vivono. Ecco, i libri per lo sviluppo personale possono aiutarti in questo percorso che è un vero e proprio processo di evoluzione. Non solo: questi insegnamenti sono utili per migliorare e crescere in qualunque campo, dalla gestione delle emozioni al miglioramento della qualità delle relazioni.

Vediamo dunque i 7 migliori libri per la tua crescita interiore che dovresti assolutamente leggere.

I libri per lo sviluppo persone che devi leggere assolutamente

Cambiare ed evolvere è una prerogativa essenziale per l’essere umano. Per vivere bene con se stessi e con l’ambiente circostante, poter capire le dinamiche delle relazioni, ciò che si desidera, comprendere ed accettare le proprie emozioni, è fondamentale lavorare sul proprio sviluppo personale. Crescere personalmente potrà portarti benefici anche in campo professionale: sono moltissime le aziende attente alle cosiddette “soft skills”, ossia le competenze trasversali che riguardano le tue capacità di relazione con gli altri e con te stesso.

I libri per la crescita possono davvero aiutarti a fare questo salto di qualità. Ce ne sono tanti: noi ne abbiamo selezionati 7 (per ora) che non puoi perderti.

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#1 Il piccolo libro dell’Ikigai. La via giapponese all felicità – Ken Mogi

L’arcipelago di Okinawa in Giappone è la zona con gli abitanti più longevi della Terra. Il loro segreto? La loro vita ruota attorno all’Ikigai.

Ogni persona ne ha uno, e si può identificare come il motivo che ci fa alzare la mattina, che ci rende entusiasti di vivere. Il proprio scopo personale.

Chi trova il proprio ikigai, saprà apprezzare ogni cosa della vita, anche la più piccola.

Ken Mogi ci porta alla scoperta di questa filosofia giapponese e, aiutandoci a porci le domande giuste, permette di trovare il proprio ikigai, nonché la felicità.

#2 Intelligenza emotiva – Daniel Goleman

Ti interessa la psicologia moderna? Intelligenza Emotiva è un classico in cui si fa luce su un tipo di intelligenza spesso lasciata in disparte.

Lo psicologo Goleman infatti, ha identificato 9 tipi di intelligenze, delle specie di aree, in cui una persona è più portata di un’altra, ma che possiamo tutti affinare. L’intelligenza emotiva è l’ambito dell’empatia, autocontrollo, consapevolezza delle proprie emozioni, interazione con gli altri. Insomma, un’insieme di competenze che ci permettono di vivere bene con noi stessi e con gli altri, se esercitate e capite correttamente.

Nei libri per lo sviluppo personale questo tipo di argomento viene spesso tralasciato, per questo ti consigliamo di includere questo libro nella lista.

#3 Come Ottenere Il Meglio Da Sé e Dagli Altri – Anthony Robbins

In questo libro Anthony Robbins spiega come, eliminando le barriere che ci auto imponiamo, possiamo utilizzare la nostra grande mente per ottenere tutto ciò che desideriamo.

Ti sembra utopico? “Come Ottenere Il Meglio Da Sé e Dagli Altri” propone una serie di riflessioni per maturare emotivamente e migliorare le doti di leadership, autostima e interazione.

#4 Personal Development for Smart People – Steve Pavlina

Pavlina non promette una crescita veloce e facile. Come lui stesso ribadisce, crescere, evolvere, è un processo lento e con ostacoli da affrontare.

Il suo libro dallo stile piacevole rivela ciò che occorre per crescere consapevolmente:

  • essere padrone della tua vita
  • godersi un lavoro che ti appaga e permette di esprimerti
  • svegliarsi sentendosi motivati
  • raggiungere gli obiettivi disciplinando le tue abitudini
  • circondarsi di persone positive per la propria crescita

#5 Il potere delle abitudini – Charles Duhigg

Proprio come potrai notare dal titolo, questo libro parla di abitudini. L’autore ci spiega nel dettaglio cos’è un’abitudine, come si crea, come ci influenza e come possiamo cambiarle.

Perché è tra i più consigliati libri per lo sviluppo personale? Perché sa spiegare esattamente quanto possano essere potenti le abitudini e come possiamo usarle a nostro vantaggio: per evolverci e migliorare.

Cambiandole infatti, cambiamo anche pensieri e comportamenti, prendendo strade differenti.

#6 How I Found Freedom In An Unfree World – Harry Browne

Questo libro purtroppo non è stato tradotto in italiano, eppure è considerato uno dei migliori libri per lo sviluppo personale.

Anche se in inglese, ti consigliamo di leggerlo, poiché è scritto comunque in modo semplice e chiaro.

Il libro si focalizza sullo scegliere di vivere una vita libera, senza porsi limiti o farsi condizionare dalla società e dalle altre persone.

#7 Il monaco che vendette la sua Ferrari – Robin Sharma

A differenza degli altri, questo è un vero e proprio libro di narrativa. Un libro che sa ispirare grazie alla vita del protagonista che diventa speciale,  modo suo, grazie alle sue scelte anticonvenzionali.

Il protagonista è soffocato da impegni, la fretta, la tipica società occidentale. “Grazie” ad un attacco cardiaco dovrà fermarsi: decide di fare un cambiamento radicale, vende la sua Ferrari (che altro non è che il simbolo del successo) e parte per l’Himalaya. Lì diventerà un uomo che vive la vita, è libero e felice.

Robin Sharma con questa parabola moderna istiga il lettore a domandarsi il senso di questa vita frenetica e sullo scegliere una vita consapevole e felice.

Sui libri per lo sviluppo personale abbiamo detto proprio tutto per oggi: non ti resta che iniziare la lettura e goderti il tuo nuovo percorso di crescita. 

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Perché studiare a memoria NON è la soluzione per ottenere migliori risultati?

Studiare a memoria” è un metodo spesso utilizzato perché apparentemente richiede meno tempo. Ma è davvero così?

Studiare prevede un metodo che consente di rielaborare un testo, comprenderlo e farlo nostro, per poi riuscire a ricordarlo. Imparare a memoria invece salta molti di questi passaggi: non capirai veramente il testo e non lo ricorderai per molto tempo.

Tutti ci abbiamo provato, soprattutto durante gli anni del liceo. Ci ritroviamo con interi capitoli di una materia che non ci interessa, che ci riesce più difficile imparare e così ci affidiamo alla nostra memoria di ferro per cercare di ripetere filo e per segno il carico di studio.

Poi arriviamo al giorno dell’interrogazione e, per i più disparati motivi, ci blocchiamo. Ci manca quella parola per riuscire a riprendere il discorso, ed una a una, tutte le parole ci sfuggono. Vuoto assoluto.

Cosa è successo? Ci siamo affidati alla memoria, che è iper selettiva, per imparare argomenti complessi.

Ancora non ti abbiamo convinto? Ecco perché studiare a memoria non è un buon metodo di studio.

Imparare a memoria può essere un metodo di studio?

Ti rispondiamo subito: NO. Ma ti argomenteremo meglio la risposta per farti capire che studiare a memoria è una grande perdita di tempo ed energie, poiché non porterà ad alcun risultato.

Vediamo dunque di cosa stiamo parlando.

Non riuscirai a ricordare a lungo termine

La nostra memoria incamera le informazioni e poi le seleziona. Quelle utili e con associazioni più forti (come quando ricordiamo un nome a causa di un evento che ha rafforzato il ricordo del nome) rimangono per molto tempo. Si chiama memoria a lungo termine.

Tutte le informazioni superflue, non necessarie secondo il cervello, vengono dimenticate dopo un po’ di tempo (i famosi vuoti di memoria, hai presente?). Questa invece è la memoria a breve termine.

Il modo per far entrare le informazioni che studiamo all’interno della memoria a lungo termine non è uguale per tutti, ma vari studi scientifici hanno provato che quelli più attendibili sono:

  • Rafforzare i concetti associandoli ad eventi, immagini, esperienze (con questo metodo però, spesso accade che bisogna far affiorare questi stimoli per ricordare i concetti);
  • Utilizzando il metodo di studio universitario, che permette di capire le informazioni, elaborarle e ricordarle a lungo.

Studiare a memoria non permette di ragionare e di fare collegamenti

Avere una buona memoria e allenarla, di sicuro aiuta nello studio. Ma questo non significa che studiare a memoria sia il modo per apprendere correttamente.

Imparando a memoria le informazioni non le capiamo realmente. Per poter ricordare invece occorre ragionare sui concetti, così da assimilarli e non semplicemente ripeterli, ma spiegarli.

In tenera età imparare a memoria serve soprattutto per allenarla, come nel caso dell’alfabeto, numeri, tabelline, poesie. Tuttavia, poi si arriva ad un punto in cui occorre comprendere le regole dietro ciò che si è continuato a ripetere.

Facciamo un esempio. Se continuiamo a ripetere che 2×4=8, ma non capiamo che equivale a fare l’addizione 2+2+2+2, non riusciremo ad applicare questa regola ad altri ambiti.

Il collegamento tra i vari ambiti di studio riusciamo a farlo solo con un buon metodo di studio, e non con il metodo di studiare a memoria.

Soluzione: metodo di studio universitario e pianificazione

Se hai difficoltà a studiare, significa che non hai ancora adottato il sistema universitario.

Il metodo efficace consiste nel selezionare le cose utili, come fa la nostra memoria, capirle con approfondimenti se necessario, rielaborarle a parole nostre e infine riassumere.

È fondamentale inoltre l’organizzazione. Pianificare il carico di studi consente di non arrivare all’ultimo con una mole di lavoro esagerata e di prendersi il giusto tempo per assimilare i concetti.

Come pianificare lo studio e smettere per sempre di studiare a memoria

Abbiamo detto che la pianificazione è la chiave per studiare meglio. Una buona strategia di pianificazione segue questi step:

  • Decidi con anticipo quali esami vuoi sostenere in un periodo di tempo delimitato. Darti un obiettivo è il modo migliore per lavorare in quella direzione
  • Inizia ad esaminare tutto il materiale d’esame, dai libri alle dispense
  • Calcola i giorni che ti separano dall’esame e organizza un programma di studio per obiettivi mensili, settimanali, giornalieri
  • Scrivi un cronoprogramma per ogni giornata di studio

Quanto al cronoprogramma, puoi immaginare una scaletta di questo tipo:

  • Dalle 9 alle 11 – Studio Capitolo 1 Manuale
  • Dalle 11 alle 11:15 – Pausa
  • Dalle 11:15 alle 13 – Ripasso Capitolo 1
  • Dalle 13 alle 14 – Pausa
  • Dalle 14 alle 16 – Studio Capitolo 2 Manuale
  • Dalle 16 alle 16:15 – Pausa
  • Dalle 16:15 alle 18 – Ripasso

In questo modo saprai sempre quali sono i tuoi obiettivi giornalieri e quanto tempo dedicare allo studio.

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Come diventare ecommerce specialist: studi e possibilità

Quando è stata l’ultima volta che hai acquistato qualcosa da un negozio online? Devi sapere che quei negozi virtuali si chiamano e-commerce, e dietro di loro lavorano una serie di operatori, tra cui l’ecommerce specialist. Ma chi è e come diventare ecommerce specialist?

L’ecommerce specialist, nello specifico, è l’esperto della vendita online. Il suo lavoro ruota attorno al far crescere la vendita all’interno degli ecommerce. Può lavorare nel B2B ma anche nel B2C.

È una professione che di questi tempi si sta facendo sempre più spazio all’interno del mercato del lavoro.

Tutti infatti siamo stati testimoni della crescita esponenziale di questi negozi online. Sempre più aziende, per sopperire a tale richiesta ed esigenza, hanno creato questi spazi in cui è possibile ordinare un prodotto e riceverlo a casa tua, senza nemmeno alzarsi dal divano.

Questo ha permesso a figure come l’ecommerce specialist di nascere e di essere continuamente ricercate.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano vogliamo parlarti di come si diventa ecommerce specialist, dagli studi necessari alle mansioni da intraprendere. Se sei pronto, iniziamo subito.

Come diventare ecommerce specialist: tutto ciò che devi sapere

Ti stai chiedendo come aprire un negozio online, oppure sei interessato alle professioni che gravitano intorno a questo settore? Se le strategie di vendita ti interessano e il marketing è il tuo forte, potresti essere lo specialista dietro gli ecommerce.

Ma come diventare un ecommerce specialist? Quali studi e conoscenze deve possedere? Cosa fa nel concreto? Vediamo i dettagli di questa professione.

Mansioni

Spesso c’è molta confusione tra ecommerce specialist e ecommerce manager.

Il secondo, infatti, tende ad occuparsi più delle questioni logistiche, come ad esempio la gestione del personale che lavora nel team marketing. In più, crea le condizioni adatte per il lavoro di gruppo, necessario per ottenere risultati.

Lo specialist invece, porta le sue conoscenze in campo marketing online, poiché è la sua specializzazione.

Lo specialist è generalmente un libero professionista, ma non è detto che non possa essere integrato in azienda con un contratto da dipendente. Egli, infatti, può lavorare per più aziende, anche come solo consulente, ma anche per un solo brand. Molto dipende dalle ambizioni e dagli obiettivi professionali di ognuno.

Queste sono le mansioni specifiche dell’ecommerce specialist:

  • Saper fare analisi di mercato e raccolta dei dati, per comprendere come far collocare all’interno del mercato nazionale e/o internazionale l’azienda;
  • Creare piani strategici in base agli obiettivi prefissati;
  • Collaborare con gli altri esperti del team marketing, come copywriters, social media managers, SEO e SEM specialist per poter creare un ecommerce per posizionato sui motori di ricerca ma anche per dar vita a campagne marketing efficaci;
  • Sfruttare i vari canali comunicativi per creare campagne adeguate;
  • Definire e gestire degli accordi con terze parti
  • Progettare delle soluzioni per il supporto della clientela
  • Aiutare l’ecommerce manager nella gestione delle risorse per la crescita dell’ecommerce
  • Saper supportare il team durante le fasi di test e successive

Skills e competenze

La prima delle skills che l’ecommerce specialist deve acquisire, innanzitutto, è la capacità in ambito digitale, conoscere i canali di comunicazione e sfruttarli a proprio vantaggio, per poter mettere in atto strategie di vendita efficaci.

Dovrà inoltre avere conoscenza di come funziona una piattaforma eCommerce, dunque come funzionano i principali CMS Magento e Prestashop.

Se ti stai chiedendo come diventare ecommerce specialist, ricordati che devi sapere anche essere un buon team-worker: con l’aiuto del manager, dovrai attuare le varie strategie di marketing collaborando con le altre figure.

Non devono poi mancare capacità di problem solving e di ottima comunicazione. Necessaria è una buona conoscenza del mercato in cui l’azienda per cui lavora si occupa, ma anche avere solide basi di economia e business. Per questo è utile avere una formazione di stampo economico e manageriale, come quella proposta dai corsi di laurea economici Unicusano.

Come diventare un ecommerce specialist davvero bravo se non possedendo conoscenze trasversali? Collaborerai infatti con tante altre figure, e per farlo al meglio sarà utile avere conoscenze di:

  • SEO e SEM
  • Affiliate Marketing, ovvero il creare accordi commerciali con advertiser (azienda che vuole vendere un servizio/prodotto) che necessitano di un affiliato (persona o azienda che promuove servizi/prodotti dell’advertiser)
  • Digital Marketing
  • E-mail marketing
  • Marketing Automation (nonché delle piattaforme software progettate per permettere di automatizzare alcune attività di marketing che si ripetono)

Solo in questo modo potrai ben integrarti all’interno del team e creare strategie efficaci.

Il percorso di studi

L’ecommerce specialist è in tutto e per tutto un esperto di commercio elettronico.

Deve conoscere come funziona il mercato online, i canali di comunicazione, come funziona il processo di vendita e la psicologia del consumatore.

Il percorso di studi su come diventare ecommerce specialist non è univoco, ma gli esperti nel campo suggeriscono di focalizzarsi prima sul marketing e sulla gestione degli ecommerce.

Iniziare con lo studio teorico, per poi mettersi con le mani in pasta e provare a dedicarsi all’amministrazione di un sito ecommerce.

Le aziende cercano infatti persone che hanno già esperienza di amministrazione, e questa si può ottenere aprendo un proprio ecommerce o gestendo quello di aziende piccole, che non traggono i maggiori profitti dalle vendite online. Dopo un po’ di gavetta, potrai aggiustare il tiro e provare più in alto.

Il mix perfetto è pertanto studiare la teoria, fare pratica, e rendersi operativi. Ciò significa cercare stage o seminari che permettono di entrare in questo ambiente e ampliare il tuo portfolio.

Poi, mantenersi aggiornati è fondamentale. Internet si muove alla velocità della luce e le professioni ad esso connesse fanno altrettanto.

Diventare ecommerce specialist con Unicusano

Per aggiornarti sullo svolgimento di questa professione, un Master è la soluzione ideale. In particolare, il nostro Ateneo offre il Master I Livello in Digital Marketing, nato con l’obiettivo di creare e formare nuove risorse del marketing digitale, con un approccio pratico, frutto dell’esperienza sul campo di professionisti di altissimo profilo.

Il percorso di formazione è affine a quello intrapreso da ogni agenzia di comunicazione o ufficio marketing nel momento in cui ci si pone l’obiettivo di far conoscere e acquistare un prodotto o un servizio. Durante lo svolgimento del Master, avrai la possibilità di capire quali sono tutte le competenze legate alla gestione di una strategia per un ecommerce, acquisendo skills verticali su tematiche come:

  • Elementi di marketing
  • SEO onsite e offsite
  • Destination Marketing
  • Search Engine Marketing
  • Social Media Marketing
  • PR e Influencer Marketing
  • Web Usability
  • Analytics

Il Master, della durata di 1500 ore, corrisponde a 60 cfu. La modalità di erogazione della didattica è telematica: avrai la possibilità di accedere ad una piattaforma accessibile 24h\24 dove potrai vedere lezioni video e materiale fad appositamente predisposto. Accanto a questo, sono previste ore destinate all’auto-apprendimento, allo studio individuale e domestico.

Tutti coloro che risulteranno regolarmente iscritti al Master dovranno sostenere un esame finale che accerti il conseguimento degli obiettivi proposti.

Per saperne di più sui Master Unicusano e iscriverti al nostro Ateneo, compila il form e verrai ricontattato.

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Sei una matricola di giurisprudenza? Ecco le 5 cose che non dovresti sottovalutare

Lo studio all’Università richiede molto impegno e dedizione. Essere uno studente può essere considerato come un vero e proprio lavoro, che necessita di un notevole sforzo mentale. Se hai appena iniziato una Facoltà come quella di Giurisprudenza, ti sarai sicuramente reso conto del carico di lavoro impegnativo.

Non preoccuparti però: se stai assecondando la tua passione più grande, la cosa fondamentale è sicuramente fare un po’ di rodaggio, abituarsi ai nuovi ritmi, non perdere di vista l’obiettivo e aver cura di se stessi.

Avere cura di se stessi e vivere positivamente lo status di “matricola” richiede prima di saper fare 5 cose importanti:

  • Aver un buon metodo di studio
  • Avere memoria e rimanere concentrati
  • Saper gestire il tempo
  • Gestire positivamente le bocciature
  • Concedersi del tempo libero

Queste 5 cose sono essenziali per poter vivere l’università in modo sereno. Per questo, ti spiegheremo perché non dovresti sottovalutarle.

Cosa sapere prima di iscriverti a giurisprudenza

Prima di iscriverti a giurisprudenza devi essere conscio dell’impegno e del tempo che questa facoltà richiede. Saperti organizzare al meglio, attraverso questi 5 passi che presto ti spiegheremo, sarà una priorità. Il nostro consiglio è iniziare a familiarizzare con questi suggerimenti quanto prima. E ora, vediamoli nel dettaglio.

Metodo di studio

Passare dal liceo all’università è una grande trasformazione. Uno degli errori che viene commesso dalla maggior parte degli studenti è approcciare all’Università con lo stesso metodo di studio del liceo. In realtà, dovresti ripensare radicalmente il tuo approccio.

L’organizzazione della mole di studio necessita un cambio di modalità di apprendimento, specialmente se vuoi approcciarti ad una Facoltà come giurisprudenza. Il metodo di studio universitario è diverso da quello del liceo, per questo non farti cogliere impreparato.

Ecco i punti chiave:

  • Inizia dedicando tempo alla comprensione delle lezioni, praticando un ascolto attivo. Se hai delle domande, non esitare a chiedere delucidazioni al docente. Nella piattaforma online Unicusano avrai la possibilità di fare le domande che consideri opportune e di scaricare sempre il materiale didattico di supporto allo studio. Oltre a questo, potrebbe essere utile prendere appunti per fissare meglio le informazioni
  • Alterna lettura silenziosa con lettura ad alta voce (nelle parti importanti)
  • Riassumi i passi importanti, rielaborando a parole tue. Puoi aiutarti con schemi, diagrammi e mappe mentali
  • Costruisci un discorso rivolgendo domande a te stesso e articolando le risposte, come se ti trovassi davanti ad una interrogazione

Anche se all’inizio ti sembrerà complesso, la costanza è un ottimo esercizio per migliorare.

Capacità di concentrazione e memoria

Un altro aspetto che non dovresti mai sottovalutare riguarda le tue abilità mnemoniche.

Allena le tue capacità di concentrazione e la tua memoria. Spesso ci facciamo distrarre e rimanere concentrati per molto tempo è pressoché impossibile. Per questo è utile fare pause quando ti senti stanco, anziché perderti in distrazioni. Anzi, le distrazioni sono proprio da eliminare!

La memoria, come la concentrazione, va allenata. Esistono numerosi esercizi che puoi fare; inoltre, utilizzando il metodo di studio universitario, imparerai a memorizzare le cose essenziali. Una mente “selettiva” in questo caso è molto importante: saprai selezionare le cose importanti e mantenerle nella memoria a lungo termine.

Gestione del tempo

Saper gestire il proprio tempo è fondamentale in qualsiasi ambito, ma in particolare nello studio. Pensaci: quante volte ti distrai o ti ritrovi a fare molte cose diverse tra loro, per poi non concluderne nemmeno una? Avere capacità di gestione del tempo significa organizzazione e valorizzazione di ogni singolo minuto.

Ecco dei consigli per valorizzare il tempo e imparar a organizzarsi:

  • Crea un piano di studi veritiero, non strafare
  • Non procrastinare, finisci ciò che inizi
  • Fai delle pause (puoi aiutarti con la tecnica del pomodoro e prevedere delle pause alternate a momenti di studio)
  • Elimina le fonti di distrazione

Gestione delle bocciature

Uno degli elementi a cui spesso non si pensa è la gestione delle bocciature. Non si è perfetti, non si possono avere solo successi, così nell’università come nella vita. Potrà capitare che andrai incontro a delle bocciature.

Vuoi per mancato studio, distrazione, brutta giornata, può capitare. E devi accettarlo. Fa parte anche questo del percorso di studi. Però hai due opzioni:

  • Viverla con negatività: non la prendi bene e ti piangi addosso, eliminando qualsiasi buon proposito, motivazione e autostima
  • Pensare positivo: essere bocciati non è piacevole, ma ormai è fatta. Piuttosto impara da questa esperienza. Capisci cosa è andato storto e cosa si può fare per andar meglio la prossima volta.

Inutile specificare quale sia la via più profittevole per te, vero?

Tempo libero

Nessuno è un buon studente…se è studente e basta. La vita universitaria può essere logorante se non viene equilibrata. Ritagliarsi delle giornate libere o qualche ora ogni giorno di tempo libero per mantenere le tue passioni e relazioni sociali, è fondamentale per il tuo buonumore e autorealizzazione.

L’università è sicuramente sacrificio, ma non completa rinuncia. Se resterai segregato in casa a studiare, sarà controproducente: non sarai produttivo ma, al contrario, sarai più stressato e ansioso. Credi che questo gioverà all’apprendimento?

I nostri consigli sono terminati per oggi: siamo certi che, applicandoli, vivrai la tua vita da matricola al meglio, sfruttando ogni opportunità.

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Le 7 serie TV sulla psicanalisi e la psicologia che dovresti vedere

Se sei iscritto alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Ancona (o vorresti farlo) sarai sicuramente interessato a tutto ciò che riguarda da vicino questa disciplina. Beh,  se stai cercando serie tv sulla psicanalisi per approfondire l’argomento, sei nel posto giusto.

Da sempre, le serie tv psicologiche affascinano: cupe, misteriose, contorte, talvolta troppo crude, eppure ne vuoi sapere sempre di più. Tendiamo ad essere interessati alle vicende tratte da storie vere, che possano gettare nuova luce sulla mente umana. Ma la verità è che, falso o reale, tutti noi riconosciamo che ciò che vediamo in queste serie psicologiche è ipoteticamente vero. I personaggi, anche se inventati, sono ritratti delle menti più contorte. I fatti, nonostante siano finzione, li ritroviamo nei giornali di cronaca.

Se stai cercando qualche momento di svago dallo studio, vediamo quindi le 7 serie psicologiche da non perdere.

Le serie TV psicologiche da non perdere

Abbiamo scelto per te 7 serie tv di psicanalisi da guardare tutte d’un fiato. Alcune sono tratte da storie vere, altre sono docuserie e altre sono frutto di una sceneggiatura completamente inventata. Ognuna di loro ti farà addentrare in un viaggio contorto e carico di suspense, fino ad incontrare i pensieri e fatti più intriganti. Iniziamo subito.

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Mindhunter

Apriamo la nostra top seven con Mindhunter, una serie tv di psicanalisi e psicologia criminale che ha riscosso grande successo.

La narrazione centrale è ispirata alla storia vera di John E. Douglas, uno dei primi profiler criminali dell’FBI. Douglas è impersonato dall’agente FBI Holden Ford, giovane, intraprendente e innovativo, per questo non molto amato a Quantico. Ford, insieme all’aiuto di un altro agente e di una psicologa, mette insieme l’unità di scienza comportamentale presso l’Accademia dell’FBI. Ciò che fanno è effettuare ricerche, intervistare i serial killer in prigione per sviluppare un profilo dettagliato di come agiscono e la loro logica.

Lo scopo di questo lavoro è quello di insegnare infine agli altri agenti a riconoscere i modelli di comportamento, così da rendere più efficace e veloce la risoluzione delle indagini di omicidio.

Durante il corso della storia, oltre a fare questo, l’unità si troverà infatti a provare l’efficacia di questo schema, mettendo in atto ciò che hanno appreso sui casi in corso.

Viaggio nella mente criminale

Una docuserie tv di psicanalisi, che ti porterà letteralmente a incontrare le menti più oscure dietro i crimini cruenti realmente accaduti. Scava in profondità e ogni episodio è a sé stante.

Guidata dalla spiegazione di psicologi e criminologi, le 4 puntate approfondiscono i processi psicologici che si nascondono dietro ai comportamenti malati dei criminali.

The Sinner

The Sinner è una delle serie tv psicologiche più coinvolgenti. Le due stagioni raccontano due storie diverse, ma entrambe condividono un dettaglio simile: i protagonisti hanno subito un trauma da più giovani, portandoli a commettere crimini da adulti, nella completa incoscienza delle loro azioni.

Nella prima stagione, Cora, dalla vita apparentemente tranquilla, colta da un raptus uccide uno sconosciuto, senza un apparente motivo. Così il detective Ambrose indaga sulla causa perlustrando la psiche di Cora.

Nella seconda, Ambrose indaga su un ragazzo di 13 anni che confessa di aver avvelenato. Anche qui, si trova alle prese con segreti inquietanti e manipolazioni mentali.

Black Mirror

Una serie tv di psicanalisi surreale, ma quanto mai vera. Ogni episodio a sé stante, è ambientato nel futuro, ma rappresenta una realtà ispirata al mondo odierno, incentrandosi su problemi di attualità, specialmente nella gestione di nuove tecnologie. Interessante come vengono sviscerati i problemi relazionali e di comunicazione, l’uso inadatto della tecnologia, la gelante indifferenza verso la sofferenza altrui e dell’influenza dei social media sulla nostra psicologia e comportamento.

Proprio il titolo infatti significa “schermo nero”, alludendo agli schermi neri voraci e risucchianti che teniamo nelle nostre case e in mano: tv e smartphone.

The Forest of Love: Deep Cut

The Forest of Love: Deep Cut è la serie tv di controllo mentale per antonomasia. Creata successivamente il film chiamato semplicemente The Forest of Love, presenta un’estensione di 2 ore. La serie tv giapponese si ispira ad alcuni fatti reali, crimini che comprendono omicidi, torture ed estorsioni commessi dal serial killer Futoshi Matsunaga in Giappone, dalla metà degli anni ’90 ai primi anni 2000.

La serie parla di Murata, un personaggio dal fascino carismatico, quasi ipnotico, che spinge degli studenti (e poi anche un’intera famiglia) a sottomettersi a lui, manipolandoli, costringendoli a estorcere denaro prima e uccidere poi. Una serie tv cruda e angosciante, a tratti volutamente confusionaria: le vittime infatti agiscono senza comprendere il carnefice, condotti in una spirale di violenza e paura. L’obiettivo del regista a quanto pare era indurre lo stesso sentimento confuso nello spettatore.

Unbelievable

Tra le serie tv di psicanalisi e controllo mentale rientra anche Unbelievable, tratta da una storia vera. La storia comincia con una ragazza che denuncia uno stupro avvenuto in casa da uno sconosciuto. Molte cose della sua deposizione sono confusionarie e la polizia è scettica. I loro dubbi però, porteranno la stessa ragazza a dubitare di cosa è vero e cosa no. Uno stupratore però c’è: da anni si intrufola nelle case di donne sole per violentarle e senza lasciare tracce, rendendo difficili le indagini.

Criminal Minds

Concludiamo la nostra raccolta con una delle serie tv di psicologia più amate e longeve in assoluto, anch’essa incentrata sul profiling: Criminal Minds.

Acclamata dalla critica e ormai conosciuta in tutto il mondo, sicuramente l’avrai vista girando canale in tv! Se ti è piaciuta Mindhunter, che raccontava le origini dell’analisi del comportamento criminale, Criminal Minds è il seguito perfetto. La storia segue le indagini di un’unità dell’FBI che si occupa di analisi comportamentale, appunto. Nei vari episodi, cercherà di risolvere i crimini più efferati sfruttando i profili psicologici di chi li ha commessi.

Sulle serie TV psicologiche abbiamo detto proprio tutto: non ci resta che augurarti una buona visione!

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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