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I 5 poeti americani che hanno lasciato il segno nella letteratura statunitense

Sei un appassionato di letteratura e non vedi l’ora di conoscere meglio i poeti americani che hanno lasciato un segno nel mondo della poesia?

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Ancona ti racconteremo la storia di 5 scrittori americani che hanno dedicato la loro vita alla poesia, scrivendo versi memorabili da leggere davvero tutto d’un fiato.

La letteratura americana pullula di scrittori importanti: che si tratti di autori di best seller o di aforismi, possiamo trovare tantissimi esempi di talento che hanno rivoluzionato il modo di scrivere di diverse epoche, dal ‘700 ai giorni nostri. Se sei curioso di ripercorrere la storia degli autori americani più celebri, continua nella lettura e scopri insieme a noi quali sono.

La top five degli autori americani da conoscere

Quando parliamo di storia dei poeti americani ci riferiamo ad una tradizione letteraria che nasce e si sviluppa del periodo coloniale, compreso tra il 1607 e il 1810. Dopo questo primo periodo, la letteratura americana  attraversa il periodo romantico fino al 1865 fino ad approdare nel periodo realista conclusosi intorno al 1950.

In questa guida ti racconteremo la storia e i principi ispiratori di 5 poeti americani che hanno toccato tutte queste epoche e che, ancora oggi, sono in grado di ispirare le nuove generazioni. Iniziamo subito.

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Anne Bradstreet

Iniziamo la nostra top five con una poetessa americana che ha caratterizzato l’epoca coloniale: Anne Bradstreet.

Questa scrittrice rientra tra i primi poeti inglesi emigrati in Nord America ed è la prima poetessa vissuta nelle colonie nord americane dell’Inghilterra le cui opere sono state pubblicate. È una delle scrittrici puritane più conosciute della letteratura americana.

Nei suoi scritti, la Bradstreet affronta numerose tematiche: ciò che emerge nel suo stile, specie negli ultimi scritti, è il ruolo della donna, la lotta contro le sofferenze della vita di ogni giorno e la fede puritana. Tra i suoi versi più famosi ed immortali:

Se non avessimo l’inverno, la primavera non sarebbe così piacevole; se qualche volta non provassimo le avversità, la prosperità non sarebbe così gradita

Edgar Allan Poe

Andiamo avanti con gli anni e approdiamo ad un celebre poeta americano, vissuto nel 1800: Edgar Allan Poe. Edgar Allan Poe non è stato solo un poeta, ma una figura assai poliedrica: scrittore, critico letterario, giornalista e saggista, celebre anche per i suoi racconti polizieschi.

La figura di Poe è assai importante nella letteratura statunitense; le tematiche affrontate dallo scrittore hanno come cornice l’introspezione psicologica, il gusto per il sovrannaturale e l’attenzione verso l’oscurità insita nell’animo umano, oltre alla concezione del genio e dell’ispirazione.

Punto di riferimento del romanticismo, le sfumature nello stile di Poe, l’alienazione e la pazzia lo avvicinano al Decadentismo, del quale può essere considerato un precursore. Ciò è vero soprattutto per quanto riguarda le sue poesie, che hanno creato i presupposti per la corrente del Simbolismo, la quale si svilupperà prevalentemente in Francia ed il cui esponente principale, Baudelaire, fu un grandissimo ammiratore di Poe.

Tra le strofe più celebri di Poe, ricordiamo questa:

Questo mio bacio accogli sulla fronte! E, da te ora separandomi, lascia che io ti dica che non sbagli se pensi che furono un sogno i miei giorni; e, tuttavia, se la speranza volo’ via in una notte o in un giorno, in una visione o in nient’ altro, e’ forse per questo meno svanita? Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo non e’ che un sogno dentro un sogno.

Walt Whitman

Tra i poeti americani più famosi in assoluto, una menzione d’onore la conquista Walt Whitman, uno dei personaggi statunitensi che hanno segnato la letteratura ottocentesca.

Scrittore e giornalista, Whitman è noto per la raccolta poetica Foglie d’erba, pubblicata in diverse edizioni a partire dal 1855.

Whitman è importante perché, con i suoi scritti, ha definito l’essenza di quello che diventerà successivamente il «sogno americano». Dalla sua opera proviene l’ode, ormai indimenticabile, che inizia con il verso «O capitano! Mio capitano!».

Emily Dickinson

Tra le poetesse più famose al mondo c’è sicuramente Emily Dickinson, considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo.

Nella sua opera, la Dickinson ha coniugato un linguaggio semplice a tematiche molto essenziali come l’amore per la natura e la morte. Poco amata in vita, la fortuna della Dickinson è arrivata postuma. Tra i suoi versi più belli dedicati proprio alla natura:

Invidio i mari che lui attraversa | invidio i raggi delle ruote della carrozza che lo porta in giro | invidio le curve colline che osservano il suo viaggio. Tutti possono vedere facilmente quel che invece – ah, cielo – a me è vietato assolutamente.

Charles Bukowski

Chiudiamo la nostra top five di poeti americani facendo un balzo in avanti nel tempo, per arrivare ad un artista tra i più celebri e controversi dell’intero Novecento: stiamo parlando di Charles Bukowski.

Bukowski ha scritto sei romanzi, centinaia di racconti e migliaia di poesie, per un totale di oltre sessanta libri.

I temi principali della sua opera raccontano i tratti della sua vita, caratterizzata da un rapporto morboso con l’alcol, da frequenti esperienze sessuali e da rapporti tempestosi con le persone. La corrente letteraria cui appartiene è quella del realismo sporco, proprio per la sua abilità nel raccontare, senza troppi fronzoli, gli aspetti più+ cupi della sua vita.

La scrittura è la tua passione? Ecco i Master Unicusano

Ora che abbiamo visto i 5 poeti americani più importanti, parliamo dei percorsi di scrittura utili se desideri intraprendere una carriera in questo campo. Se vorresti trasformare la tua passione per la scrittura in una professione, abbiamo la soluzione per te: l’offerta formativa dell’Università Niccolò Cusano prevede diversi Master orientati alla trasmissione di conoscenze nel ramo della scrittura creativa.

Tra questi menzioniamo, per esempio:

Vediamo insieme quali aspetti trattano questi due Master.

Master I Livello in Social media manager e scrittura per web

La scrittura può essere declinata in diverse forme e, di riflesso, in diverse professioni. Il Master I Livello in Social media manager e scrittura per web vuole fornire agli studenti gli strumenti di base per migliorare la scrittura e l’approccio creativo, con un’attenzione specifica al mondo del web e dei social network, conoscendone le strutture, le dinamiche e gli scopi.

Il Master ha durata annuale pari a 1500 ore di impegno complessivo per il corsista, corrispondenti a 60 cfu.

Il Master si svolgerà in modalità e-learning grazie ad una piattaforma accessibile 24 h\24h. Tra le tematiche affrontate nel Master, il giornalismo digitale, la scrittura per il web e per i social media, narrazione e storytelling.

Master I Livello in Giornalismo 3.0

Se ami il giornalismo e vorresti costruire una carriera nel mondo editoriale, il Master I Livello in Giornalismo 3.0 è la scelta ideale. Ad oggi, il mondo del giornalismo ha mutato profondamente le sue dinamiche ed è sempre più vicino all’universo digitale.

L’obiettivo del Master è quello di fornire il know-how necessario per selezionare le notizie con maggiori potenzialità di traffico, scriverle e pubblicarle con WordPress nel modo corretto e poi comunicarle sui canali social con efficacia. Tutte le conoscenze, sia teoriche che pratiche, ai laureati e neolaureati, che intendano intraprendere la professione di giornalista o ad operatori del settore che intendano aggiornare e riqualificare la proprie competenze. Il percorso formativo consentirà di di conoscere le regole principali della professione, i mezzi di informazione, come si recuperano le informazioni e come si scrivono.

Anche in questo caso, la didattica viene fruita online.

Sui poeti americani e sui Master relativi alla scrittura abbiamo detto tutto, per oggi: per iscriverti ai Corsi Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Trucchi per risparmiare: ecco i passi per fare economia in casa

Quando si parla di trucchi per risparmiare l’attenzione degli studenti è sempre altissima: avere qualche soldo i più in tasca facendo una buona economia domestica permette di destinare un budget per altri progetti, dalle serate al cinema ad un corso di formazione per affinare una passione.

Capire come risparmiare soldi ogni giorno non è un’impresa semplice: bisogna mettere in pratica una serie di accortezze che, se seguite, permettono di ammortizzare i costi ed eliminare le voci di spesa superflue. Tuttavia, a volte l’aspetto più difficile del riuscire a risparmiare è solo all’inizio: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Ancona ti spiegheremo passo passo come tagliare le spese può aiutarti a sviluppare un piano semplice e realistico per il raggiungimento di obiettivi, grandi o piccoli.

Chiaramente non tutti i suggerimenti che troverai in questa guida si adattano a tutti: dovrai valutare le tue reali esigenze e le tue necessità. Qui troverai dei riferimenti e degli spunti utili per analizzare davvero le tue spese e capire quali sono quelle superflue che mettono a repentaglio i tuoi risparmi. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come risparmiare in casa e avere denaro per i tuoi progetti

Migliorare le tue finanze migliora la tua felicità: ma quali sono i trucchi per risparmiare che funzionano davvero per uno studente o un lavoratore? Ecco una raccolta dei migliori consigli da mettere in pratica ora per realizzare tutti i tuoi progetti di risparmio.

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Registra le tue spese

La prima cosa da dire se vuoi sapere come risparmiare soldi fa riferimento al modo in cui tieni la tracciabilità delle tue uscite.

Tieni traccia di tutte le tue spese, ovvero di ogni caffè con gli amici, articoli per la casa, bollette e tutto ciò che ti fa sborsare denaro.

Una volta che hai i tuoi dati, organizzali per categorie: inserisci ogni voce di spesa sotto una macrocategoria come spese domestiche, generi alimentari, svago, formazione. Per facilitare questa operazione, prendi in considerazione gli estratti conto bancari e i movimenti delle tue carte di credito.

Tutto questo può essere fatto anche con un semplice file Excel ma, se ti trovi meglio, potresti utilizzare delle app per la gestione delle spese come Monefy App, Pennies o Money Target.

Capire quanto spendi veramente ti metterà davanti alla realtà dei fatti, illustrandoti quali sono le spese più grandi che fai e dandoti nuovi spunti su come ridurle.

Fissa un budget

Tra le tecniche per risparmiare più efficaci, c’è sicuramente quella di fissare un budget per le tue spese. Questo è un passaggio successivo all’osservazione delle tue spese: infatti, una volta che hai un’idea di ciò che spendi in un mese, puoi iniziare a organizzare le tue spese registrate in un budget praticabile.

Il tuo budget dovrebbe indicare in che modo le tue spese sono all’altezza delle tue entrate, in modo da poter pianificare la tua spesa e limitare i costi superflui o eccessivi.

Oltre alle spese mensili, assicurati di tenere conto delle spese che si verificano regolarmente anche se non ogni mese: ne è un esempio l’assicurazione dell’auto.

Usa i contanti per le spese giornaliere

Tra i trucchi per risparmiare, una menzione speciale lo merita l’utilizzo del contante per le spese giornaliere. Mentre potrebbe essere poco pratico pagare l’affitto o le bollette in contanti, passare alla cassa per le spese di intrattenimento e la spesa può aiutarti a ridurre le spese.

Perché? Spesso pagare con la carta inibisce la tua percezione di spesa, soprattutto se usi una carta di credito con addebito dopo 30 giorni o anche più. Avere i contanti per le spese quotidiane ti aiuta ad avere un limite rigido alle tue spese e aumenta la consapevolezza di ciò che stai spendendo.

Fissati un obiettivo a lungo termine

Uno dei modi migliori per risparmiare è impostare un obiettivo. Come si traduce tutto questo?

Inizia a fissarti degli obiettivi a lungo termine e pensa a qualcosa per la quale potresti voler risparmiare. Scopri di quanti soldi hai bisogno e quanto tempo ci vorrà per accumularli.

Ecco alcuni esempi di obiettivi a breve e lungo termine:

  • Obiettivi ad 1-2 anni: vacanze estive in Spagna (1500€) , accumulo fondo per spese improvvise (3000€), acconto per l’automobile (2000€)
  • Obiettivi a 3-5 anni: Master post laurea (1000-3000 €), acconto per una casa in affitto (3000€)

Taglia le piccole spese

Quando farai il prospetto delle tue spese, ti accorgerai che la maggior parte dei tuoi fondi sono assorbiti da piccole attività quotidiane o da abitudini che hai inserito nella tua routine, come ad esempio la colazione al bar.

Se vuoi sapere come risparmiare soldi su tutto, è importante tagliare le piccole spese di poco alla volta. Prova a trovare modi per risparmiare da 5 a 10 euro per categoria nel tuo budget e metti quei soldi verso i tuoi risparmi o fondi di emergenza.

Ci sono tanti accorgimenti per tagliare le tue spese abituali: ad esempio, se conservi il carburante, potresti essere in grado di ridurre l’importo che spendi in benzina ogni mese. Regola il tuo termostato in modo da non pagare tanto in costi di riscaldamento e raffreddamento.

Prendi in prestito

Alcune cose possono essere prese in prestito invece che acquistate. Il prestito ti permette di ammortizzare una serie di spese trasferendo i tuoi fondi su un obiettivo a lungo termine.

Un esempio di prestito che potresti sfruttare? Se ami la lettura, usa il sistema bibliotecario della tua città per accedere ai volumi che vorresti consultare: generalmente si tratta di servizi di prestito gratuiti o quasi ed avrai a disposizione un intero catalogo tra cui scegliere.

Se hai bisogno di un particolare elettrodomestico, chiedilo in prestito ad un amico o a un membro della tua famiglia, magari in cambio di qualcos’altro di cui hanno bisogno.

Usa la regola dei 30 giorni

Evitare la gratificazione immediata è una delle regole più importanti della finanza personale.

Per fare questo, puoi mettere in pratica la cosiddetta regola dei 30 giorni: aspetta 30 giorni per decidere di acquistare qualcosa. Trascorso il mese, ti accorgerai che anche la voglia di comprare è passata, e ti sarai risparmiato qualche soldo semplicemente aspettando. Se sei in procinto di fare un acquisto, attendere può darti una prospettiva migliore sul fatto che ne valga davvero la pena.

Fai la lista della spesa

Se ti stai chiedendo come risparmiare sulla spesa, ecco la soluzione: fare una lista ti può aiutare ad acquistare articoli che si adattano al tuo piano alimentare, ma può anche aiutarti a evitare l’acquisto di cibo che potresti sprecare.

Crea sempre un elenco e, cosa più importante, attieniti ad esso. Non comprare cose che non fanno parte della tua lista ed evita i prodotti semilavorati. Potresti fare tutto in casa per risparmiare: invece che comprare surgelati, potresti cucinare tu direttamente i tuoi pranzi o le tue cene.

3 buone abitudini che ti aiuteranno a ridurre i costi

Chiudiamo la nostra guida con tre trucchi per risparmiare e ammortizzare i tuoi costi che dovresti tenere a mente:

  • Libera il tuo armadio: svuota la cantina o l’armadio e scegli quali vestiti e oggetti tenere, quali dare via e quali rivendere. Rivendi quello che non ti serve oppure riscopri l’arte del baratto e scambia gli oggetti che non usi con quelli di cui hai bisogno. Ci sono molte applicazioni per lo smartphone o gruppi Facebook che ti aiuteranno in questo processo;
  • Spegni sempre le luci e gli elettrodomestici in ogni stanza della tua casa;
  • Accumula i soldi spicci in un salvadanaio e usa quei soldi per toglierti uno sfizio: avere una gratificazione ogni tanto e darti un premio è quello che ci vuole per strapparti un sorriso in più.

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Film sulla Rivoluzione Francese: la nostra imperdibile top five

Sei un appassionato di storia e sei alla ricerca di film sulla Rivoluzione Francese da vedere?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti parleremo proprio delle pellicole più belle che raccontano la Rivoluzione Francese, dai grandi classici ai film più attuali.

La Rivoluzione Francese rappresenta uno dei momenti più importanti e significativi della storia moderna: è con la Rivoluzione che la Francia abolì la monarchia assoluta, proclamò la repubblica e emanò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che è tutt’ora alla base delle costituzioni moderne.

Si tratta, dunque, di un vero e proprio spartiacque fra età moderna e contemporanea, un punto fondamentale in cui sono sorti i presupposti per abbandonare l’Ancien Régime e intraprendere un nuovo percorso. Vedremo ora quali sono i film che hanno raccontato meglio questo passaggio sotto diverse sfaccettature e punti di vista, dalle narrazioni ispirate ai libri a quelle più innovative. Iniziamo subito.

Rivoluzione Francese e filmografia: ecco 5 pellicole imperdibili

Curioso di vedere uno degli eventi più importanti della Francia sotto tanti punti di osservazione? Ecco i 5 film sulla Rivoluzione Francese che dovresti assolutamente vedere secondo lo staff dell’Università Niccolò Cusano di Ancona.

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Danton (1983)

Apriamo la nostra top five di film storici sulla Francia con un classico del 1983: Danton. Questo film racconta le ultime settimane di vita di uno dei protagonisti della Rivoluzione,  Georges Jacques Danton, dalla fine di marzo al 5 aprile 1794, quando venne giustiziato con la ghigliottina.

La pellicola offre un duplice punto di osservazione: da una parte, Danton che lotta contro il Terrore cercando di far capire a Robespierre che il popolo desidera la pace; dall’altra, il volto dell’involuzione antidemocratica della Rivoluzione, incarnata proprio dalle stesse istituzioni rivoluzionarie e il Comitato di salute pubblica.

Marie Antoinette (2006)

Passiamo ora ad un film sulla Rivoluzione Francese più recente, che racconta la storia di una regina: Marie Antoinette. 

Questo film del 2006, diretto da Sofia Coppola, ripercorre in chiave pop la vita di corte di Maria Antonietta, sposa di Luigi XVI, re di Francia, dal suo difficile ingresso a Versailles nella primavera del 1770 sino allo scoppio della rivoluzione e al suo trasferimento al Palazzo delle Tuileries il 6 ottobre 1789. Una pellicola da vedere per avere una chiave di lettura alternativa sul ruolo di uno dei protagonisti della Rivoluzione.

Addio, mia regina (2012)

Tra i film francesi recenti che vedono anche una collaborazione con altri Paesi, c’è Addio, mia regina, una co produzione franco-spagnola del 2012 diretta da Benoît Jacquot e basata sull’omonimo romanzo di Chantal Thomas.

La trama del film ruota attorno alla Versailles del luglio del 1789: il tumulto cresce intorno alla corona e,  nonostante nessuno creda davvero che l’ordine costituito stia per essere spezzato, iniziano a farsi avanti progetti e pianificazioni di fuga nel caso in cui ce ne sia necessità. Un ruolo particolare è ricoperto da Sidonie Laborde,  una delle dame di Maria Antonietta, che ha un compito ben preciso: dovrà vestire i panni della favorita della regina, la duchessa de Polignac, mentre quest’ultima tenta la fuga.

Un film da vedere tutto d’un fiato.

L’intrigo della collana (2001)

Un film sulla Rivoluzione Francese molto particolare è L’intrigo della collana, una pellicola del 2001 diretta da Charles Shyer.

Il film è una ricostruzione di un grande e noto scandalo di palazzo, l’affaire du collier, avvenuto alla vigilia della Rivoluzione Francese. La protagonista del racconto è Jeanne de la Motte, contessa Valois, che, giocando d’astuzia, riesce a costruire un intrigo intorno al prezioso e conteso gioiello, contribuendo all’indebolimento del prestigio di Luigi XVI, già inviso al popolo francese per i suoi eccessi.

Jeanne è una discendente dei Valois, rimasta orfana da bambina e privata delle sue proprietà e del suo titolo, decisa a riappropriarsi di tutto ciò che le è stato tolto. Non ti anticipiamo nulla e ti lasciamo alla visione del film.

Il patto dei lupi (2001)

Concludiamo la nostra top five di film sulla Rivoluzione Francese con una pellicola del 2001, Il patto dei lupi. Si tratta di una sorta di film fantasy, ispirato ad una vicenda che fece scalpore nella Francia del 1700.

Infatti, verso la fine del 1700, nella zona meridionale della Francia si verificarono una serie di omicidi, in cui persero la vita con efferata violenza circa centotrenta persone. Fu lo stesso re Luigi XV a dare ordine che il mistero venisse risolto. Tra realtà e fantasia, presto si capì che l’assassino non era un umano ma un animale, chiamato “la bestia di Gévaudon“. Gli specialisti del crimine, protagonisti della storia, sono pronti a dargli la caccia.

Sui film sulla Rivoluzione Francese abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona visione!

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Come diventare finanziere: consigli utili, studi e opportunità

Curioso di sapere come diventare finanziere?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Ancona ti spiegheremo, passo dopo passo, il percorso da seguire per entrare in Finanza, dal percorso di studi alle modalità di accesso alla professione.

Entrare nella Guardia di Finanza è il sogno di molti giovani studenti che ambiscono ad intraprendere una carriera al servizio della Patria. Questo corpo svolge funzioni di pubblica sicurezza, di polizia giudiziaria e di polizia tributaria. Accanto alle mansioni di polizia economico-finanziaria, la Guardia di Finanza mette in atto anche attività di repressione del contrabbando, di lotta contro il traffico di sostanze stupefacenti e di costrizione contro reati di criminalità organizzata.

Vediamo ora come si fa a diventare finanziere e tutto quello che devi sapere per intraprendere questa professione.

Ecco come entrare nella Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza è composta da quasi 70.000 militari, distinti nei gradi di ufficiali, ispettori, sovraintendenti, appuntati e finanziari. Il finanziere è il primo grado degli appartenenti al ruolo ”appuntati e finanzieri” della GdF ed è posto alla supervisione del finanziere scelto.

Se vuoi scoprire come diventare finanziere e come funziona il concorso per la Guardia di Finanza, continua nella lettura: risponderemo a tutti i tuoi dubbi nei prossimi paragrafi della nostra guida.

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Come è strutturata la GdF?

Il primo tema che dobbiamo affrontare, prima di parlare di come diventare finanziere, è la struttura della Guardia di Finanza. Se non sappiamo in che modo è strutturato questo Corpo, non riusciremo a capire in che modo farne parte.

Prima abbiamo accennato che il Corpo della Guardia di Finanza rappresenta una Forza di Polizia ad ordinamento militare con competenza generale in materia economica e finanziaria.

Il Corpo dipende dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e svolge diverse funzioni, come:

  • La prevenzione e la denuncia di evasioni e violazioni finanziarie;
  • La vigilanza in mare per fini di polizia finanziaria e l’ausilio a servizi di polizia marittima, di assistenza e di segnalazione;
  • La vigilanza sull’osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico;
  • Difesa politico-militare delle frontiere e, in caso di guerra, ottemperanza di operazioni militari concorrere al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Per poter svolgere i loro compiti, sono assegnate ai militari del Corpo della Guardia di Finanza le qualifiche di:

  • Ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria
  • Ufficiali ed agenti di polizia tributaria
  • Agenti di pubblica sicurezza

Il Corpo della Guardia di Finanza è suddiviso in Contingente Ordinario e Contingente di Mare ed è composto da ufficiali, sottufficiali e agenti (Appuntati e Finanzieri).

Il personale del Ruolo Appuntati e Finanzieri, con funzioni di polizia giudiziaria, polizia tributaria e pubblica sicurezza, è composto da questa gerarchia:

  • Finanziere
  • Finanziere Scelto
  • Appuntato
  • Appuntato Scelto

Requisiti di accesso

Per capire come entrare nella Guardia di Finanza dobbiamo specificare che, così come accade per le altre Forze di Polizia e per le Forze Armate, la strada che porta ad indossare la divisa passa necessariamente dai Concorsi di Selezione.

A decorrere dal 1° gennaio 2016, salvo disposizioni contrarie, i Concorsi per diventare Finanziere sono stati aperti anche ai civili. Per poter accedere a questi concorsi, però, è necessario avere alcuni requisiti anagrafici, socio-culturali e psico-fisici, che si differenziano a seconda del ruolo che si intende ricoprire.

In generale, per poter partecipare alle selezioni, è necessario soddisfare questi requisiti:

  • Pieno godimento di diritti politici e civili;
  • Non superare l’età massima di 26 anni;
  • Essere in possesso almeno di diploma di istruzione secondaria di primo grado;
  • Avere un’altezza non inferiore ai 165 cm per gli uomini, e non inferiore ai 161 cm per le donne;
  • Non essere stati imputati o condannati per delitti non colposi né sottoposti a misure di prevenzione;
  • Presentare qualità morali e di condotta, delineate per entrare nella Guardia di Finanza.

Le prove da superare per entrare in Finanza

Se vuoi capire come diventare finanziere, è bene sapere anche la natura delle prove da superare all’interno del Concorso. Queste prove fanno riferimento ad ambiti diversi e sono:

  • Prova scritta, che consiste in un questionario a risposta multipla;
  • Prova di efficienza fisica, che consiste in una serie di esercizi, definiti nei bandi di concorso, volti ad accertare il livello di preparazione atletica dei concorrenti;
  • Accertamento dell’idoneità attitudinale, per valutare il possesso dei requisiti attitudinali e delle qualità indispensabili all’espletamento delle mansioni di Finanziere. Questa viene effettuata attraverso test come l’MMPI, MMPI-2;
  • Accertamento dell’idoneità psico-fisica, per valutare l’idoneità psico-fisica dei candidati;
  • Valutazione dei titoli.

Stipendio della Guardia di Finanza

Quanto guadagna un finanziere? La risposta a questa domanda è: dipende dal grado di cui si dispone. Chiaramente, più si è in alto nella gerarchia, più lo stipendio aumenterà.

In generale, un Finanziere semplice percepisce circa 15.600 euro l’anno, ossia non più di 1.300 euro al mese.

Il percorso di studi utile: la laurea Unicusano

Ora che abbiamo visto come diventare finanziere, vediamo qual è il percorso di studi universitario che può offrirti una preparazione ottimale per fronteggiare una carriera di questo tipo.

Le lauree dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione ideale per te. Questi percorsi di studio sono:

Vediamo ora qualche dettaglio in più sui nostri Corsi di Laurea.

Corso di Laurea in Economia aziendale e Management

Il Corso di Laurea triennale in Economia ha come obiettivo quello di offrire agli studenti l’acquisizione di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica.

La preparazione fornita al laureato in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

All’interno del piano formativo sono previsti esami che offrono al laureato una preparazione solida sulla materia economica, aziendale e giuridica. Al termine del percorso di studi triennale, potrai proseguire i tuoi studi economici con un percorso di specializzazione in Scienze Economiche.

Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche

Il nostro Corso di Laurea in Scienze Economiche permette allo studente l’acquisizione di elevate conoscenze per l’analisi e la definizione di politiche economiche e aziendali, riuscendo ad applicare le metodologie della scienza economica e di quella aziendale per analizzare le complessità della società contemporanea e risolvere i problemi economico-sociali in una prospettiva dinamica e globalizzata.

Il laureato in Scienze Economiche possiede inoltre l’acquisizione di una elevata padronanza degli strumenti statistici e dei principi e istituti dell’ordinamento giuridico indispensabili per lo svolgimento dell’attività economica a livello nazionale, comunitario e internazionale.

Ad arricchire la preparazione, la trasmissione delle competenze linguistiche che permettono l’utilizzo fluente, in forma scritta e orale, di almeno una lingua dell’Unione Europea oltre l’italiano.

La didattica dei nostri Corsi di Laurea, curata dai massimi esperti del settore, è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Lo studio online consente di gestire al meglio il tuo tempo e di conciliare la tua attività da studente anche con un’eventuale lavoro.

Per iscriverti ai nostri Corsi di Laurea, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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App pagamenti: ecco le 5 che devi scaricare assolutamente

Sei alla ricerca di consigli sulle migliori app pagamenti da scaricare? 

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Ancona ti racconteremo le migliori applicazioni per pagare in comodità utilizzando il tuo smartphone, dalle ultime novità alle realtà più note.

Se, da una parte, sistemi di pagamento come contanti e carte di credito continuano a dominare il panorama dei pagamenti, l’ultima tendenza tra i rivenditori e non solo è il pagamento mobile. Grazie alle app di pagamento mobile puoi inviare denaro ad altre persone o ad un terminale di pagamento per acquistare qualcosa in un negozio.

Con le tecnologie attuali, abbiamo molte possibilità per il pagamento mobile, e molte altre soluzioni sono continuamente in sviluppo. Ma vediamo ora quali sono le app per pagamenti che devi assolutamente provare.

Ecco le migliori app per pagare con lo smartphone

Fino agli anni 90, il modo più sicuro e veloce di dare soldi ad un amico era darsi appuntamento in una piazza e consegnare il denaro direttamente al destinatario. Oggi le cose sono cambiate: ci sono tante app pagamenti che ti consentono sia di scambiare denaro da persona a persona, sia di pagare un negozio evitando di tirare fuori la tua carta quando è ora di pagare.

Ecco le migliori applicazioni che dovresti scaricare sul tuo device mobile.

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Satispay

Iniziamo la nostra carrellata di app per pagamenti con una delle più celebri: stiamo parlando di Satispay.

Satispay è un’applicazione che permette di effettuare micropagamenti utilizzando solamente il tuo smartphone. Con questo sistema, puoi sia inviare denaro ad amici e parenti, sia a negozi convenzionati, effettuando un pagamento digitale.

Si tratta di un network di pagamento indipendente in cui Satispay è l’unico intermediario della transazione: per questa ragione, Satispay assicura servizi totalmente gratuiti all’utente privato e a prezzi competitivi per gli esercenti.

Non solo: con l’opzione cashback, questo sistema di pagamento prevede per gli utilizzatori il rimborso immediato di una percentuale della spesa, riaccreditato direttamente sull’applicazione dell’utente dopo il pagamento.

Apple Pay

Continuiamo il nostro viaggio nelle app pagamenti con Apple Pay, il sistema made in Apple per effettuare transazioni con il tuo iPhone, iPad o Apple Watch.

Il funzionamento è molto semplice: sfruttando il Wallet (una sorta di portafogli virtuale) e la tecnologia NFC (per mettere in contatto lo smartphone con i POS compatibili) per pagamenti sicuri e veloci, puoi fare i tuoi acquisti sia nei negozi fisici che online.

Lanciato nel settembre 2014, in Italia è disponibile dal 17 maggio 2017 ed è accettato in molti grandi store e ecommerce online.

Tinaba

Tinaba è un altro sistema per pagare con il tuo smartphone, che include interessanti features:

  • Puoi inviare denaro ai tuoi contatti in rubrica;
  • Puoi ricevere soldi ovunque, anche se ti trovi all’estero;
  • Puoi creare una cassa comune per condividere le spese con la famiglia e gli amici;
  • Puoi pagare  nei negozi, sui taxi, nelle stazioni di servizio e online;
  • Puoi raccogliere fondi per la tua associazione o un’iniziativa solidale.

Oltre a queste possibilità per utilizzare Tinaba, questa app pagamenti ti dà anche una carta prepagata gratuita e ricaricabile dalla stessa app.

Samsung Pay

Samsung Pay è l’equivalente del sistema di pagamenti Apple, utilizzabile per i dispositivi Samsung.

Grazie a questa applicazione per Samsung, potrai effettuare pagamenti con il tuo smartphone Samsung in maniera semplice e sicura, contando su ben tre livelli di sicurezza:

  • Identificazione tramite impronta digitale, scansione dell’iride o PIN;
  • Tokenizzazione dei dati della tua carta di pagamento che, in questo modo, non compaiono mai nelle transazioni né vengono memorizzati sul tuo dispositivo;
  • Protezione dei dati tramite la piattaforma di sicurezza Samsung Knox integrata nel tuo dispositivo.

Samsung Pay è attualmente disponibile solo per alcuni smartphone; tra questi, citiamo: Galaxy Note9, Galaxy S9;  S9+, Galaxy Note8, Galaxy S8; S8+, Galaxy S7 edge, Galaxy S7, Galaxy S6 edge+, Galaxy A8, Galaxy A6; A6+, Galaxy A5 2017, Galaxy A5 2016, Galaxy Watch, Gear S3 classic/frontier e Gear Sport.

Hype

Chiudiamo la nostra top five sulle app pagamenti con Hype, una carta prepagata virtuale Mastercard emessa da Banca Sella utilizzabile via app.

Disponibile per IOS, Android e Windows Phone, è utilizzabile in due versioni:

  • Versione base a canone zero che prevede una ricarica annua totale di massimo 2500 euro
  • Versione Plus che invece prevede una ricarica max fino a 50.000 euro

Una volta ricaricata, potrai pagare con Hype in tutti i negozi on line del circuito Mastercard.

Sulle app pagamenti abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che scaricare quella che ti convince di più e iniziare a trasferire denaro in pochi click sfruttando le nuove tecnologie.

Commenti disabilitati su App pagamenti: ecco le 5 che devi scaricare assolutamente Studiare ad Ancona

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Libri sulla rivoluzione industriale: ecco i 7 da leggere assolutamente

Curioso di scoprire quali sono i libri sulla rivoluzione industriale che non possono mancare nella tua libreria?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti sveleremo quali sono i libri che dovresti leggere assolutamente per comprendere davvero il fenomeno della rivoluzione industriale, osservandone l’impatto tecnologico, ma anche economico, politico e sociale.

Con il termine rivoluzione industriale facciamo riferimento a quel processo di evoluzione economica o industrializzazione della società che ha trasformato il vecchio sistema agricolo-commerciale in un sistema industriale, che si distingue per l’utilizzo delle macchine e di nuove fonti energetiche come i combustibili fossili. Accanto a questo, una serie di forti innovazioni tecnologiche hanno contribuito a questo processo di sviluppo, che ha causato molte modifiche all’assetto socio-culturale e politico.

Tradizionalmente facciamo un’ulteriore distinzione fra prima e seconda rivoluzione industriale inglese: la prima ha coinvolto essenzialmente settore tessile-metallurgico con l’introduzione della spoletta volante e della macchina a vapore nella seconda metà del ‘700; la seconda rivoluzione industriale viene fatta convenzionalmente partire dal 1870 con l’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio.

Vediamo ora quali sono i libri e i romanzi sulla rivoluzione industriale che dovresti leggere per capire davvero la portata di questo fenomeno.

Libri e romanzi sulla rivoluzione industriale da leggere

Quali sono i libri che riescono a raccontare meglio l’industrializzazione e l’impatto che ha avuto nel corso di questi secoli? Siediti e mettiti comodo: la risposta a questa domanda nei prossimi paragrafi di questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Ancona.

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romanzi sulla rivoluzione industriale

Tempi difficili – Charles Dickens

Apriamo la nostra guida dedicata ai libri sulla rivoluzione industriale con un capolavoro dello scrittore inglese Charles Dickens: Tempi difficili.

Questo romanzo, il decimo di Dickens, è stato pubblicato per la prima volta nel 1854; si tratta di un romanzo di critica sociale, come altri scritti in quegli anni dallo stesso autore.

Il romanzo è ambientato a Coketown (letteralmente “Città del carbone”), un’immaginaria città industriale; l’intero libro è articolato in tre parti, intitolate La semina, la mietitura e il raccolto.

La cassa di risonanza del romanzo, ai tempi, fu enorme:  questo ricevette commenti positivi e negativi da molti critici tra cui F.R. Leavis, George Bernard Shaw, e Thomas Babington Macaulay, che sottolinearono soprattutto le posizioni di Dickens nei confronti dei sindacati e il pessimismo della sua analisi sociale.

L’autore di Oliver Twist è sicuramente da leggere per capire le caratteristiche del romanzo sociale e per esaminare le conseguenze che l’industrializzazione ha portato con sé.

Rivoluzione industriale e rivolta nelle campagne – Eric J. Hobsbawm,George Rudé

Passiamo ora ad un libro sulla rivoluzione industriale scritto da storici: Rivoluzione industriale e rivolta nelle campagne.

La premessa fondamentale dell’analisi degli autori fa riferimento alle importanti trasformazioni politiche e sociali che interessarono l’Inghilterra tra il XVI e il XVIII. Alla luce di questi enormi cambiamenti, la  più profonda mutazione colpì proprio le campagne: l’adozione di tecniche agricole più avanzate seguite da un aumento della produttività e la conseguente maggiore accumulazione di capitali nelle mani di ricchi proprietari generarono la trasformazione di alcuni coltivatori in salariati e, nei momenti di crisi maggiore, in braccianti disperati.

Il questo testo emblematico, Hobsbawm ricostruisce le trasformazioni, le tensioni e le lotte di un mondo agricolo trasformato dall’avvento della rivoluzione. Da leggere per osservare l’industrializzazione delle campagne con un’interessante punto di vista.

La rivoluzione industriale 1760-1830 – Thomas S. Ashton

Parlando di libri sulla rivoluzione industriale non possiamo non citare il saggio di Thomas S. Ashton. Si tratta di un’accurata ricostruzione di uno dei periodi cruciali della storia europea, durante il quale una concentrazione di fattori demografici, produttivi, sociali, finanziari e tecnologici mutò il volto della storia.

Nel suo testo, Ashton, uno dei maggiori studiosi di storia economica, dà la sua visione della rivoluzione, illustrandone tutte le peculiarità.

Germinale – Émile Zola

Torniamo ora a parlare di romanzi, con un capolavoro dello scrittore francese Émile Zola: Germinale.

Questo celebre libro è il tredicesimo del Ciclo de “I Rougon-Macquart” e vide la sua prima pubblicazione come “feuilleton” nella rivista Gil Blas tra il novembre 1884 e il febbraio 1885.

La storia si svolge nella zona mineraria del nord della Francia e descrive la dura vita dei minatori della seconda rivoluzione industriale, oltre che l’organizzazione politica e sindacale della classe operaia.

Tra i libri ambientati nella seconda rivoluzione industriale, sicuramente una perla preziosa che non può mancare nella tua libreria.

Prometeo liberato – David S. Landes

Un altro testo interessante che indaga le cause dello sviluppo industriale e le sue caratteristiche è Prometeo liberato di David S. Landes. Il libro parte dall’assunto che la rivoluzione industriale includa quel complesso di innovazioni tecnologiche che, sostituendo all’abilità umana le macchine e alla fatica di uomini e animali l’energia inanimata, rendono possibile il passaggio dall’artigianato alla manifattura, dando vita cosí a un’economia moderna.

Sulla base di questo presupposto, l’autore costruisce la sua analisi, valutando e spiegando con minuzia di particolari tutti i modelli interpretativi che gravitano attorno all’industrializzazione.

4.0. La nuova rivoluzione industriale – Patrizio Bianchi

Passiamo ora ad un libro molto diverso dai precedenti, che parla sì di rivoluzione industriale, ma fa riferimento a qualcosa che stiamo vivendo ai giorni nostri: la rivoluzione 4.0

Il nostro mondo è fatto di risorse digitali presenti in modo sempre più imponente nel quotidiano: parliamo, ad esempio, di internet delle cose, intelligenza artificiale, robotica, realtà virtuale.

Il libro di Patrizio Bianchi, sulla base di una riflessione sulle rivoluzioni industriali del passato, vuole mostrarci come in gioco vi siano profondi rivolgimenti sociali e territoriali, non solo la tecnologia. Oggi la quarta rivoluzione ci obbliga a ripensare radicalmente stili di vita, modelli educativi, modi di consumare, produrre, lavorare, interagire. Cruciali il ruolo dell’informazione e della politica.

Una lettura interessante per comprendere meglio le dinamiche del mondo di oggi.

La quarta rivoluzione industriale – Klaus Schwab

Concludiamo la nostra guida con un’altra lettura dedicata alla rivoluzione industriale di oggi: si tratta de La quarta rivoluzione industriale di Klaus Shwab.

Secondo l’analisi di Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, siamo oggi all’inizio  di una trasformazione che modificherà radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo.

Supercomputer portatili e disponibili ovunque, robot intelligenti, aumento delle capacità cerebrali grazie alla neuro-tecnologia, innovazioni che continuano a dominare la nostra vita e il nostro quotidiano ci stanno trascinando, secondo l’autore, verso una quarta rivoluzione industriale.

I mutamenti nella società che questa quarta rivoluzione porterà apriranno sì a nuove opportunità, ma ci esporranno anche a grandi rischi: per citarne alcuni, l’incapacità di adattamento delle organizzazioni; le difficoltà da parte delle istituzioni ad adottare e regolamentare le nuove tecnologie; le criticità in termini di sicurezza generate da nuovi poteri; il possibile aumento delle diseguaglianze; la frammentazione della società.

Nel suo saggio, Schwab esamina e discute le principali conseguenze che la quarta rivoluzione avrà su governi, aziende, società civile e singoli individui, avanzando proposte per contenerne gli effetti negativi e per gestire questa grande ondata di cambiamenti.

Sui libri sulla rivoluzione industriale abbiamo detto tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona lettura!

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Triplice alleanza: quello che devi sapere su questo patto militare difensivo

Sei uno studioso o un appassionato di storia e sei alla ricerca di informazioni sulla Triplice alleanza?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti parleremo delle alleanze della Prima Guerra Mondiale, a partire proprio da questo asse difensivo vagliato nel 1882.

Rientrano nei Trattati della Triplice alleanza tutti quegli accordi conclusi dal 1882 al 1912 da Germania, Austria-Ungheria e Regno d’Italia. Questi accordi sancirono il patto militare difensivo del primo conflitto mondiale, che fu rinnovato quattro volte con la stipula di trattati specifici: nel 1887, 1891, 1902 e nel 1912. L’alleanza fu invece rinnovata senza modifiche agli accordi due volte, nel 1896 e nel 1908.

La filosofia dei cinque trattati rispecchiò sempre l’idea iniziale: si trattò, infatti, di un patto difensivo di neutralità e mutua assistenza, che ponesse le tre parti contraenti in sicurezza di fronte ai probabili comuni nemici, come la Francia e la Russia.

Vediamo ora tutto quello che devi sapere su Prima Guerra Mondiale e alleanze.

Prima Guerra Mondiale e alleanze: quello che c’è da sapere

Quali furono i Paesi protagonisti della Grande Guerra? E quali le alleanze decisive nel corso del conflitto? A queste 8e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida dell’Università Niccolò Cusano.

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Triplice alleanza: chi ne faceva parte?

Come abbiamo detto, la Triplice alleanza vide la luce nel 1882, quando il governo italiano stipulò il patto con Germania e Austria-Ungheria.

In prima battuta, questa alleanza fu voluta principalmente dall’Italia, desiderosa di rompere il suo isolamento: il patto, infatti, costituì una vera e propria rivoluzione per l’allora Regno d’Italia.

C’è da dire anche che l’alleanza non venne accolta in modo positivo da molti italiani: l’Austria era stato il nemico storico per tutto il Risorgimento, e il Trentino e la Venezia Giulia, territori che gli italiani reclamavano, erano ancora in suo possesso. Inoltre, con l’alleanza, l’Italia si sganciò dalla Francia, con cui intratteneva rapporti preferenziali.

Con il cambiare della situazione in Europa, l’alleanza fu sostenuta dalla Germania che fece da intermediaria fra l’Austria-Ungheria e l’Italia i cui rapporti peggiorarono progressivamente fino allo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914. Ma vediamo ora una cronostoria e una ricostruzione degli eventi che hanno caratterizzato la Triplice alleanza.

I 5 trattati

La Triplice alleanza è composta da una serie di trattati, che si sono susseguiti nell’arco di qualche decennio. Nonostante le revisioni, l’intento del patto mantenne la sua identità, prevedendo in linee generali:

  • Assistenza reciproca in caso di aggressioni esterne: nel caso in cui una delle tre potenze della Triplice Alleanza fosse attaccata da due paesi nemici, le altre due avrebbero dovuto soccorrerla;
  • Nel caso in cui ad iniziare la guerra fosse stata una delle tre potenze, le altre due avrebbero dovuto come minimo mantenere una benevola neutralità.

Il primo Trattato della Triplice alleanza fu redatto dal ministro degli Esteri austriaco Gustav Kálnoky il 12 aprile 1882. Il suo omologo italiano Pasquale Stanislao Mancini chiese alcune rettifiche nella direzione di una maggiore valenza difensiva dell’alleanza, che in parte furono accolte e in parte furono respinte dal ministro austriaco. Solo dopo l’intervento del Cancelliere tedesco Bismarck e soprattutto grazie alle varianti proposte all’articolo 4 dall’ambasciatore italiano a Vienna, Robilant, Kálnoky accettò di firmare l’accordo.

Il secondo Trattato della Triplice alleanza fu firmato nel febbraio di 5 anni dopo. Si componeva di una prima parte comune alle tre potenze, di due patti bilaterali fra l’Italia e le altre due potenze, e di un verbale comune alle tre potenze.

Il terzo Trattato della Triplice alleanza fu firmato, un anno prima della scadenza del precedente, a Berlino il 6 maggio 1891. In questo accordo furono accolti i patti bilaterali del 1887 e venne aggiunto un protocollo che apriva le porte ad un avvicinamento della Gran Bretagna all’alleanza.

Il quarto Trattato della Triplice alleanza fu firmato a Berlino il 28 giugno 1902. In questo accordo il preambolo, il testo degli articoli e il protocollo finale sono identici a quelli del trattato del 1891; l’unico aspetto in più da segnalare è la dichiarazione austro-ungarica relativa alla Tripolitania.

Per concludere, il quinto Trattato della Triplice alleanza fu firmato a Vienna il 5 dicembre 1912. Oltre a mantenere ol preambolo, il testo degli articoli e il protocollo finale  identici a quelli del trattato del 1902, venne aggiunto il protocollo con il quale Germania e Austria riconoscono la sovranità dell’Italia sulla Libia.

C’è da ricordare che nell’ottobre 1912 si era conclusa la Guerra italo-turca con la sconfitta dell’Impero ottomano che cedeva la Libia e alcune isole del Dodecanneso all’Italia. Il protocollo riconosceva, inoltre, la validità di alcuni accordi italo-austriaci su questione specifiche dell’area dei Balcani.

Lo scoppio della Guerra: Triplice alleanza e Triplice intesa

L’estate del 1914 fu quella dell’inizio del primo conflitto mondiale. Silla base degli articoli 4 e 7 della Triplice alleanza, l’Italia si manterrà neutrale; inoltre, qualunque intervento austriaco nei Balcani (l’Austria stava attaccando la Serbia), sarebbe dovuto avvenire in seguito ad un accordo preliminare tra Austria ed Italia.

L’obiettivo dell’Italia era quello di ottenere i territori irredenti. A quel punto, la Triplice Intesa (composta da Gran Bretagna, Francia e Russia) propose all’Italia di entrare in guerra contro l’Austria, promettendole i territori che mancavano per l’unificazione del Paese.

A questo punto l’Italia avviò gli accordi che portarono, il 26 aprile del 1915, al patto di Londra. Nel maggio del 1915, attraverso un telegramma mandato a Vienna, il ministro degli esteri italiano Sidney Sonnino denuncerà la Triplice Alleanza, ritirando la propria neutralità e rivendicando la libertà d’azione del Regno d’Italia. Venti giorni dopo, l’Italia attaccherà l’Austria.

Studiare la politica: corsi di laurea Unicusano

Sei un appassionato di storia e di politica e desideri intraprendere una carriera in questo campo? Inizia a studiare per diventare il professionista che vorresti essere: i Corsi di laurea dell’area politologica dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale per te.

I Corsi di laurea sono due:

Il Corso di Laurea Scienze Politiche e Relazioni Internazionali ha come obiettivo quello di fornire agli studenti conoscenze scientifiche e metodologiche basate su una formazione multidisciplinare e interdisciplinare negli ambiti economico, giuridico, politologico, sociologico, storico e linguistico.

Le competenze acquisite durante il corso triennale di scienze politiche sono interdisciplinari fondamentali relative all’analisi economica, giuridica, politica, sociologica, filosofica e storica, nonché competenze più specifiche sull’ordinamento giuridico dell’Unione Europea e delle principali istituzioni sovranazionali, sulle prospettive dei rapporti tra i diversi sistemi politici e culturali, sulle relazioni fra aree geopolitiche e sistemi economici, e sulle radici storiche e filosofiche dei fenomeni sociali e culturali.

Dopo la laurea triennale, puoi proseguire i tuoi studi con la magistrale in Relazioni internazionali, che permette agli studenti di acquisire una conoscenza approfondita e specialistica delle tematiche internazionali negli ambiti giuridico, storico, sociale, geografico, politico ed economico.

La didattica dei nostri Corsi, curata dai massimi esperti del settore, è erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Per iscriverti ai nostri Corsi di laurea o ai nostri master dell’area politologica e approfondire le tue conoscenze storiche, geografiche, sociologiche e politiche, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Studiare d’estate: 8 dritte per farlo bene e resistere al caldo

Sei alla ricerca di consigli utili su come studiare d’estate?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti daremo una serie di consigli su come affrontare la sessione estiva e impostare lo studio durante la bella stagione, senza rinunciare alle tue vacanze.

Quando le vacanze estive si avvicinano, ogni studente universitario inizia a programmarsi lunghi giorni di relax e pausa dallo studio. L’estate è il periodo migliore per fare un viaggio in una nuova città, dedicarti nuove attività, fare visita alla tua famiglia o trascorrere tempo con gli amici, soprattutto dopo un semestre frenetico e lunghe ore di studio.

Tuttavia, l’estate non è solo questo: durante questi mesi, infatti, dovrai prepararti al rientro all’Università e prepararti per gli esami autunnali. Come fare, dunque, per non perdere il passo durante i mesi estivi e studiare ad agosto senza soffrire troppo? Ecco i consigli che dovresti assolutamente seguire per migliorare la tua produttività.

Ecco come studiare con il caldo ed essere produttivo anche d’estate

Non importa dove ti trovi nel mondo o cosa stai facendo durante la tua estate: ciò che è certo è che i lunghi giorni caldi possono farti passare la voglia di studiare. Soprattutto in questi momenti è fondamentale mantenere le conoscenze acquisite e prepararsi al nuovo semestre, specialmente se dovrai affrontare degli esami subito dopo la bella stagione. Stare al passo con le abitudini di studio e seguire questi consigli per lo studio non è così difficile come sembra: ecco tutto quello che dovresti fare per mantenere alta la concentrazione e studiare d’estate.

LEGGI ANCHE – Esami universitari: ecco come funzionano e come superarli

Studia fuori casa

Il caldo estenuante non aiuta nello studio, soprattutto se ti metti sui libri entro le mura di casa. Cambiare aria potrebbe essere una buona idea: studiare in spiaggia, nelle aule studio e nelle biblioteche ti aiuterà a concentrarti e a staccare la spina, rinnovando la tua motivazione.

Nel periodo estivo le biblioteche sono meno frequentate e troverai più silenzio, posti liberi e tranquillità. Un punto in più spetta a tutti i locali climatizzati come bar o punti di ritrovo nella tua città.

Programma tutto

Per avere sotto controllo tutto il lavoro da fare durante l’estate, è bene che tu faccia un programma di studio, un vero e proprio “calendario” che contiene:

  • Il numero di esami da preparare;
  • Le date degli esami da affrontare;
  • Il materiale da studiare

Una volta raccolte queste informazioni, dovrai darti un tempo per gestire tutto il materiale da studiare, rispettando le scadenze. Ad esempio, se hai 15 giorni per preparare un esame, suddividi il materiale da studiare in questo lasso di tempo, imponendoti di studiare un determinato numero di capitoli al giorno.

Fissa degli obiettivi senza essere però troppo rigido con te stesso. Prova a chiudere le connessioni con il resto del mondo durante le ore di studio: avrai tutto il tempo per riaprirle nella seconda parte del pomeriggio.

Ritagliati del tempo libero

Per studiare d’estate avere del tempo libero è fondamentale: questo ti aiuterà a migliorare le tue performance e ad alleviare lo stress della giornata.

Un aperitivo al bar con gli amici, una corsa al parco o un bagno al mare sono solo esempi di ciò che potresti fare per  liberare la mente prima di sederti a cena. Approfitta delle giornate più lunghe e della pausa estiva per ricaricarti e per trascorrere più tempo con chi ami. Questo ti aiuterà a affrontare lo studio con più grinta.

La gestione delle pause: la tecnica del pomodoro

Per aiutarti nella gestione del tempo e delle pause durante lo studio, potresti sperimentare la tecnica del pomodoro: grazie a questo approccio, potrai ottimizzare l’apprendimento e concentrarti meglio.

Ecco come funziona:

  1. Procurati un timer da cucina e imposta un lasso di tempo di 25 minuti sul timer (ogni periodo di lavoro di 25 minuti è chiamato “1 pomodoro”). La regola fondamentale è che durante ogni pomodoro non ti devi far assolutamente distrarre da nulla: ciascun ciclo di 25 minuti è dedicato esclusivamente al tuo studio, perciò dimenticati delle notifiche WhatsApp e dei social media. Se non riuscirai a mantenere la concentrazione, dovrai ripetere il pomodoro da capo;
  2. Ogni 25 minuti concediti una pausa di 5 minuti. In questo modo alterni periodi di lavoro a momenti di relax. Così recuperi le energie e ti concedi qualche distrazione utile per raccogliere di nuovo le energie;
  3. Ogni 4 pomodori, concediti una pausa più lunga di 15-20 minuti, oltre alle rispettive 3 pause (15 minuti totali).

Svegliati presto

Se “Non riesco a studiare con il caldo” è la tua frase più frequente, non preoccuparti: svegliarti presto la mattina e iniziare la giornata quando il sole non è ancora alto potrebbe essere una buona idea.

Chiaramente, per svegliarti presto senza accusare la stanchezza, dovrai dedicare attenzione al tuo sonno: dormi almeno 7-8 ore a notte, per rigenerarti e avere la lucidità giusta per metterti sui libri.

Mangia sano

Se ti stai chiedendo come concentrarsi a studiare d’estate, sappi che l’alimentazione può aiutarti molto a affrontare i pomeriggi sui libri.

Ad esempio, la Nicotinamide, o vitamina B3, aiuta a combattere la fatica mentale e lo stress e l’Acido Pantotenico, o vitamina B5 svolge un ruolo importante per sfruttare al meglio l’energia che ingeriamo con il cibo.

Possiamo trovare queste sostanze in molti alimenti (arachidi, lievito di birra, maiale, funghi, melanzane per la B3, pesce spada, pollo, salmone, tonno, pomodori, melone, mirtillo per la B5).

Anche l’idratazione è fondamentale per studiare bene d’estate: acqua, succhi di frutta e bevande contenenti sali minerali rinfrescano la mente e ti aiutano a reintrodurre i liquidi persi.  Attenzione però al consumo di alcool: quest’ultimo non fa che aumentare il tuo calore corporeo e rendere più difficile la memorizzazione dei concetti.

Spegni il cellulare

Rispettare gli orari per studiare è difficile, soprattutto d’estate. Per favorire il tuo ordine mentale, elimina tutte le tentazioni come il cellulare e le notifiche dei social media.

Concediti un’uscita serale per divertirti e delle piccole pause durante la giornata di studio, ma cerca di non esagerare. 10 minuti per ogni ora studiata vanno bene.

Recupera le lacune

Lo studio estivo è utile anche per recuperare eventuali lacune che hai accumulato durante l’anno. A volte capita di essere in ritardo nella tabella di marcia degli esami, oppure di trovare argomenti in cui non hai chiari alcuni concetti o non li hai capiti bene.

La pausa estiva è il momento migliore per correggere i tuoi difetti. Per iniziare, riprendi l’argomento che ti sembra più difficile. Può sembrare davvero noioso e potresti non capirlo tutto in una volta, ma continua a provare finché non ci riesci. Tieni a mente di concentrarti su un argomento alla volta per capirlo davvero, altrimenti la confusione potrebbe di nuovo inibirti.

Metti in pratica il tuo studio

Studiare con il caldo può avere i suoi lati positivi, soprattutto se si approfitta dei mesi liberi dell’estate per mettere in pratica quanto appreso durante l’anno.

L’esperienza pratica è un must per valutare la tua effettiva conoscenza della materia. Se sei uno studente di ingegneria, visita fabbriche, aziende e musei che raccontano al meglio le varie declinazioni di questa disciplina. Oppure, se stai facendo un Master Unicusano nel mondo della moda,  analizza tessuti, tagli e collezioni delle varie maison.

Sicuramente imparerai molto attraverso questo tipo di uscite.

Ora che abbiamo visto come studiare d’estate e quali sono i benefici dello studio durante una vacanza, trai il meglio da questa esperienza: noterai il miglioramento quando torni alle lezioni dopo le vacanze.

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Scrivere una mail formale: dritte e consigli da seguire

Sei alla ricerca di consigli utili su come scrivere una mail formale?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo come si scrive una mail di tipo professionale, dalla struttura alle indicazioni sul contenuto del testo.

La mail è uno strumento di lavoro fondamentale, oggi più che mai: conoscere le sue peculiarità e saperne scrivere una nel modo giusto è indispensabile per comunicare con i professori all’Università e con colleghi e datori di lavoro.

Ma quali sono le linee guida per la redazione di una mail formale e quali sono le parti da non sottovalutare mai? Scopriamolo insieme nei prossimi paragrafi di questo approfondimento dell’Università Niccolò Cusano di Ancona.

Quello che devi sapere su come impostare una mail professionale

Ci sono tantissime ragioni per cui potresti avere bisogno di inviare un’email professionale. Ad esempio, potresti aver bisogno di inviare la lettera di accompagnamento a un potenziale datore di lavoro, una lettera di ringraziamento, una lettera di dimissioni al capo attuale o una richiesta di lettera di raccomandazione.

Vediamo ora come scrivere una mail formale, affrontando aspetti legati a cosa includere nei messaggi, cosa non includere e come chiudere, firmare e inviare i tuoi messaggi di posta elettronica.

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come si scrive una mail

Mail di lavoro: linee guida e caratteristiche di base

Per scrivere una mail formale efficace ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione, a prescindere dal messaggio che intendi veicolare. L’impostazione di una mail formale è sicuramente diversa da quella di una normale mail: dovrai rivolgere maggiore attenzione ai dettagli e curare sia il contenuto che la forma. Ecco tutto ciò che devi sapere sull’impostazione di una email professionale:

  • Oggetto: la riga dell’oggetto deve essere estremamente chiara, così da permettere a chi riceve la tua mail di capire immediatamente la natura del contenuto. A seconda del destinatario, l’oggetto della mail può avere diverse caratteristiche. Se stai scrivendo una lettera formale per richiedere un colloquio ad un docente Unicusano, ad esempio, potresti scrivere “Richiesta di colloquio – Laureando Mario Rossi – CdL Giurisprudenza Unicusano”
  • Saluto: se ti stai chiedendo come iniziare una mail, la prima cosa da fare è salutare il destinatario del tuo scritto. Puoi utilizzare diversi appellativi, come ad esempio Gentile Prof. Dario Bianchi, oppure Egregio Dott. Valerio Neri;
  • Lunghezza della mail: in linea generale, cerca di essere quanto più sintetico possibile. Le persone non amano le mail troppo prolisse o ripetitive;
  • Carattere: un aspetto da curare assolutamente è il font della mail. Evita caratteri ornati, giocosi o colorati; questi semplicemente distraggono il destinatario dal tuo messaggio reale. Non abusare di grassetto e corsivo e non scrivere in maiuscolo;
  • Grammatica e sintassi: una mail professionale deve essere assolutamente priva di errori ortografici. Rileggi la tua email con attenzione prima di inviarla. Un messaggio senza errori indica al destinatario che la tua e-mail dovrebbe essere presa sul serio;
  • Conclusione: proprio come l’apertura, anche la chiusura della tua mail è importante. Per concludere, ringrazia sempre il destinatario e auguragli una buona giornata. La maggior parte dei gestionali mail ti consente di incorporare una firma con il tuo nome, titolo e informazioni di contatto in ogni messaggio. Una firma in calce è utile per rendere ogni corrispondenza più professionale.

Il corpo del testo: esempio di mail

Per capire meglio come si scrive una mail, facciamo un esempio pratico e vediamo cosa inserire nel corpo del testo, subito dopo i saluti iniziali.

Quando inviamo una mail a qualcuno che non ci conosce, in genere abbiamo ben chiaro chi sia il destinatario, quindi sarà facile specificare la nostra posizione nei suoi confronti. Torniamo all’esempio della mail da scrivere ad un docente per richiedergli un colloquio.

Quello che dovremmo scrivere, subito dopo i saluti, è qualcosa che ci qualifichi come “Sono un suo studente del corso X della facoltà Y dell’Università Niccolò Cusano”.

Chiaramente, se il docente ti conosce già, questa presentazione non deve essere proposta: ti basterà inserire la firma in calce alla mail per ricordare chi sta scrivendo.

Le prime 2/3 righe di testo successive alla presentazione (se necessaria) devono introdurre il lettore alle tematiche trattate nella mail. In un certo senso, si tratta di una sorta di espansione dell’oggetto della mail. In queste righe non dovrai specificare tutti i dettagli, ma rendere più chiara la tua necessità approfondendo l’argomento quel poco che basta per fornire una panoramica più dettagliata.

Subito dopo seguirà il corpo del testo, con tutti i dettagli della mail. Ricorda di essere quanto più chiaro ed esaustivo possibile, senza cadere in ripetizioni inutili che distraggono il lettore. Dunque, tornando al nostro esempio di mail formale, ecco quello che potresti scrivere:

Gentile Prof. Rossi,

Sono Mario Bianchi, studente del CdL in Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano. Le scrivo questa mail per chiederle un colloquio presso il suo ufficio per discutere della mia tesi di laurea. Avrei bisogno di parlare con lei e di confrontarmi con i suoi collaboratori circa i contenuti del secondo capitolo della mia tesi, così da poter procedere all’invio degli stessi nei tempi stabiliti.

Se lei è disponibile, le chiedo di poter fissare un colloquio nel suo giorno di ricevimento, nell’orario che preferisce. Resto a disposizione per qualunque dubbio o chiarimento. In attesa di suoi riscontri, le auguro un buon proseguimento di giornata.

Mario Bianchi

5 consigli per una mail perfetta

Abbiamo visto quali sono le indicazioni da seguire per scrivere una mail formale. Vediamo ora 5 consigli da seguire per rendere perfetto il tuo messaggio prima dell’invio:

  • Assicurati che il tuo messaggio sia completo: controlla che la riga dell’oggetto della tua e-mail sia compilata, che sia presente la tua firma e che tu stia inviando il messaggio alla persona giusta;
  • Rileggi sempre il tuo messaggio di posta elettronica: prima di cliccare su invia, assicurati anche di eseguire il controllo ortografico e controllare la grammatica e le lettere maiuscole. L’ortografia nelle mail è importante quanto lo è nelle lettere cartacee;
  • Invia un messaggio di posta elettronica di prova: prima di inviare effettivamente la tua email, invia prima il messaggio a te stesso per verificare che la formattazione funzioni e che nulla sia fuori luogo. Se tutto sembra a posto, vai avanti e invia l’email all’azienda o alla persona che stai contattando;
  • Tieni traccia delle comunicazioni importanti: con molti programmi di posta elettronica è possibile creare cartelle per semplificare la ricerca di eventuali e-mail precedenti importanti. Configura una cartella per tutte le email professionali da non perdere e archivia le copie del messaggio e-mail che hai inviato in questo spazio;
  • Controlla la tua casella mail con regolarità: dare una risposta tempestiva è importante per fare bella figura. Controlla sempre la tua casella di posta e rispondi alle mail con cura e senza far trascorrere troppi giorni.

Ora abbiamo visto tutto quello che devi sapere per scrivere una mail formale: non ti resta che seguire i nostri consigli e cimentarti nella costruzione del tuo messaggio.

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Esami universitari: ecco come funzionano e come superarli

Quando si parla di esami universitari, una delle domande più comuni che si pongono gli studenti è: come funzionano veramente?

In questa guida affronteremo tutto ciò che riguarda l’esame universitario e ti spiegheremo come funziona l’Università, dal metodo di studio allo svolgimento degli appelli.

Il primo esame all’università è un importante rito di passaggio: è in questa occasione che inizierai a capire se il tuo metodo di studio sta avendo i suoi risultati e se sei abbastanza preparato da esporre ciò che hai appreso davanti ad un professore. Spesso il primo esame può intimorire e metterti davanti ad una sfida importante con te stesso. Non sono rari i casi di studenti che hanno abbandonato il loro progetto universitario perché scottati dal primo esame,  ma ti tranquillizziamo subito: l’esito dell’esame non è un fattore indicativo del tuo essere o meno portato per lo studio.

Ma vediamo ora come funzionano le sessioni d’esame e come fare per superare ogni prova al meglio.

Ecco quello che devi sapere su come funzionano gli appelli universitari

Il primo esame all’università si avvicina e non sai ancora come affrontarlo? Fughiamo ogni dubbio: ecco la guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano con trucchi e consigli per vivere questa esperienza al meglio.

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Esami universitari: gli appelli

La prima cosa da sapere quando si parla di come funzionano gli esami universitari è che, in quanto iscritto a una determinata Facoltà, avrai un piano di studi che stabilisce che per acquisire un determinato numero di CFU – crediti formativi universitari – dovrai sostenere un certo numero di esami.

A differenza dello studio nelle scuole superiori, all’Università per accedere ad un esame occorre prenotarsi attraverso le modalità definite dal tuo Ateneo.

In generale, l’anno accademico è diviso in due semestri, che di norma vanno dalla metà di settembre al termine di febbraio e da marzo sino alla fine di luglio. Agosto è il mese delle vacanze.

Prenotazione dell’esame

Per prenotare il tuo posto per l’esame che intendi sostenere, dovrai attendere l’apertura delle prenotazioni e la pubblicazione del calendario d’esame. Nel caso del nostro Ateneo, la prenotazione all’esame si effettua tramite il sito ufficiale dell’Università Niccolò Cusano e deve essere effettuata entro i termini stabiliti e non oltre.

Secondo il regolamento della nostra Università, la matricola potrà sostenere il primo esame dopo 90 giorni a decorrere dalla data di immatricolazione. Gli esami si possono sostenere presso la sede centrale dell’Università a Roma oppure presso i Learning Center sede d’esame.

Sono previste due forme di esame:

  • Esame scritto,  nei Learning Center sede d’esame
  • Esame orale, presso la sede centrale (in talune situazioni possono svolgersi anche in forma scritta).

Devi anche sapere che:

  • Puoi sostenere esami fino ad un massimo di 60 CFU per anno accademico (non rientrano nel computo di questi 60 CFU eventuali crediti formativi maturati per attività universitaria pregressa o per esperienza professionale)
  • Puoi sostenere fino a 10 sessioni di esame per anno accademico presso la sede centrale di Roma e fino a 10 sessioni d’esame per anno accademico presso i Learning Center autorizzati. Nei Learning Center non è possibile sostenere più di un esame al mese.

Come si svolge l’esame

Come si svolgono gli esami universitari? Beh, partiamo da un presupposto: non esistono modalità standard e format universali.

Generalmente, esistono diversi tipi di esame universitario: ne sono esempi i test a risposta multipla, quelli a risposta aperta, quelli che si compongono di uno scritto e di un orale e quelli che invece sono soltanto orali.

Chiaramente, in base alla tipologia di esame universitario da affrontare,  è necessario un approccio diverso allo studio, fermo restando che lavorare sul metodo di studio universitario è un passaggio fondamentale in ogni caso.

come si svolge l'esame

Esame orale

Se devi affrontare un esame orale, la prima cosa da fare è essere del tutto sereni: spesso l’ansia può giocare brutti scherzi e nell’esame orale, in cui si è faccia a faccia con il professore, potrebbe manifestarsi in modo più pronunciato rispetto ad uno scritto.

Ti consigliamo di avere un approccio positivo, di sorridere e cominciare con un “buongiorno” e una stretta di mano vigorosa, che darà al professore l’idea di avere davanti un adulto consapevole, a prescindere dal livello di preparazione.

Durante l’esame orale, non avere paura a ragionare ad alta voce, coinvolgere il professore e creare collegamenti. La disinvoltura e l’intraprendenza sono doti molto apprezzate. Per quanto riguarda la durata degli esami universitari orali, non esiste una risposta univoca: in alcuni casi puoi trovare un docente a cui sono sufficienti poche domande per testare la preparazione e, in altri, puoi trovare docenti che richiedono più di mezz’ora di colloquio.

La regola, in qualunque caso, è quella di mantenere sempre la calma e non lasciarsi sopraffare dall’emozione o dalla paura di sbagliare.

Esame scritto

Nel caso di un esame scritto, qualunque sia la sua struttura, ti consigliamo di:

  • Leggere con attenzione le domande più volte: prima di rispondere, è bene leggere attentamente le domande, poiché spesso nascondono insidie che possono sfuggire ad una lettura veloce;
  • Fare attenzione a grammatica e sintassi: se devi dare risposte aperte, fai attenzione a come formuli le frasi e a non incappare in errori grammaticali che potrebbero compromettere la valutazione finale;
  • Lasciare indietro le domande a cui non sai rispondere e concentrarti su quelle che sai: dai priorità alle domande a cui sai rispondere e prenditi il tempo che resta per riflettere su quelle che non sai. Pensare troppo alle domande che non sai potrebbe rivelarsi un errore, soprattutto perché generalmente i test prevedono un tempo limitato per lo svolgimento

Il metodo di studio

Abbiamo visto che cosa sono gli esami universitari e come funzionano; parliamo ora del metodo di studio universitario, fondamentale per approcciarti a questo nuovo mondo.

Per metodo di studio universitario intendiamo quella serie di pratiche utili per apprendere al meglio le nozioni da discutere durante il tuo esame. Come potrai immaginare, il metodo di studio prevede diversi step e non si limita allo studio vero e proprio. Fanno parte del metodo di studio:

  • Ascolto attivo delle lezioni: ascoltare le lezioni con attenzione è il primo passo per acquisire conoscenze di base da approfondire con lo studio dei libri. Ascolta le parole del docente con attenzione: nel caso dell’Università Niccolò Cusano, l’innovativa formula didattica prevede l’e-learning, che ti consente di riascoltare le lezioni ogni volta che lo desideri;
  • Raccolta di appunti: gli appunti sono utili per organizzare il lavoro al meglio, partendo da solide basi. Prendi appunti in modo intelligente, segnandoti solamente i concetti chiave;
  • Lettura e studio: la lettura veloce non è raccomandata quando si parla di studio. Per acquisire le nozioni presenti sui libri, è necessaria una lettura approfondita, accompagnata dalla ripetizione dei concetti ad alta voce, Riascoltarti può sicuramente essere d’aiuto per perfezionare il tuo discorso. Attenzione, però:  non si tratta di una regola ferrea. Sta a te, sulla base della tua esperienza, capire qual è il metodo di studio più adatto a te.

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Sugli esami universitari e come funzionano abbiamo detto proprio tutto: siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai ad avere una preparazione per gli esami universitari davvero eccellente e raggiungere tutti i traguardi che ti sei prefissato.

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Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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