Cosa studia l’economia politica?

Quando parliamo di economia politica, non è così intuitivo riuscire a definirne senza problemi e con una certa sicurezza espositiva, il suo oggetto di studio. Per prima cosa, possiamo dire che si tratta di una scienza sociale fondamentale per la comunità.

Studiandone la stessa etimologia, tramite questa disciplina, è possibile risalire al comportamento dell’uomo messo davanti ad un problema che lo affligge: la soddisfazione dei suoi bisogni individuali, quando a mancare sono le risorse con le quali poterlo fare.

Ragion per cui, l’economia politica studia non solo i fenomeni economici su base individuale ma anche sociale, ricorrendo allo sfruttamento di metodi induttivi e deduttivi in grado di dar vita a modelli teorici astratti. Non da meno, è grazie a questi strumenti che si riesce a fornire una spiegazione fondata circa quello che dovrebbe essere il benessere sociale e il profilo dei problemi di politica economica. Ma cosa studia l’economia politica, quando è nata questa scienza e quali sono le discipline ad essa collegate? Scopriamolo insieme!

A cosa serve l’economia politica

L’origine dell’economia politica risale ai tempi in cui nacquero gli Stati Nazionali, durante l’Alto Medioevo, nel momento in cui il patrimonio appannaggio della famiglia reale cominciò a coincidere con quello d’appartenenza allo Stato. Fu allora che l’economia perse il suo significato originario, acquisendo quelle caratteristiche che la resero una materia necessaria che estendesse la sua influenza su tutta la comunità, all’epoca soprannominata “polis”, ed è ad essa che fa riferimento, inclusi gli abitanti che la vivono.

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Le fasi storiche dell’economia politica

L’economia, in quanto tale e per quello che rappresenta, si evolve di pari passo alla società, assecondando le varie epoche storiche e le diverse organizzazioni messe in atto per ripristinare le difficoltà che progressivamente vengono incontro.

La sua evoluzione storica può essere riassunta e catalogata in quattro fasi ben distinte:

  • Economia antica, che a sua volta include alt 3 periodi al suo interno (economia primitiva, economia schiavistica, economia feudale);
  • Economia mercantile, si origina e si sviluppa attraverso la rivoluzione industriale che, nata in Inghilterra, si estese a macchia d’olio negli altri paesi;
  • Economia capitalistica, che include quella fase storica che vede la partecipazione attiva dei macchinari necessari alla produzione;
  • Economia neo capitalista, che coincide con la necessità che l’economia cerchi di non andare in contrasto all’ecosistema del pianeta.

Le discipline di studio dell’economia politica

Come abbiamo avuto modo di constatare, quando si parla di economia politica il suo ambito di studio diventa molto vasto e, in accordo a questa realtà, ad essere variegate sono anche le discipline ad essa collegate. Provando a fare il punto della situazione, lo studio economico è solito essere suddiviso in due grandi branchie: la microeconomia e la macroeconomia.

Nel dettaglio:

  • La microeconomia va ad analizzare i fenomeni economici osservandoli con gli occhi dell’operatore economico, focalizzandosi su fattori quali le domande del consumatore e le posizioni di un’impresa in particolare;
  • La macroeconomia, invece, studia fattori come: i tratti peculiari del sistema economico vigente, come interviene lo stato a livello economico e altre grandezze aggregate del settore.

Inoltre, l’economia politica ha affinato le sue conoscenze per volgere il suo sguardo ai singoli aspetti che vanno a comporre una realtà economica. Le discipline che, di conseguenza, sono diventate quindi fondamentali per lo scopo sono: l’economia internazionale, quella del lavoro, aziendale, dello sviluppo e tante altre ancora.

Qual è il metodo di indagine dell’economia politica

L’economia politica, nell’essere di fatto una scienza, viene regolata da leggi scientifiche ben specifiche, grazie all’elaborazione di due metodi:

  • Induttivo: basato sull’osservazione dei casi, riesce a classificarli in base alle loro caratteristiche e a formulare a posteriori delle leggi;
  • Deduttivo: basato su un ragionamento di tipo logico, spiega il fenomeno che si va ad analizzare.

A seguire, un’altra ulteriore bipartizione riguarda l’analisi positiva e quella normativa. Mentre, con la prima, si individuano le cause dei fenomeni economici, con l’analisi normativa vengono formulati teorie che potrebbero rivelarsi valide per adempiere agli obiettivi economici.

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