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Invenzione della stampa a caratteri mobili: quello che c’è da sapere

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Sei alla ricerca di informazioni sull’invenzione della stampa? 

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo come è nata la stampa mobile, chi l’ha inventata e in che modo si è diffusa capillarmente in tutta Europa.

Per convenzione, identifichiamo come anno dell’invenzione della stampa il 1455, anno di pubblicazione della cosiddetta Bibbia di Gutenberg. Si trattò del primo libro di una certa importanza ad essere stampato con la tecnica dei caratteri mobili. Da questo punto in poi, l’intera Europa entrerà in contatto con una tecnica rivoluzionaria.

Ripercorriamo insieme le tappe di questa invenzione, fondamentale per la diffusione della cultura.

Tutto sulla stampa a caratteri mobili

La stampa a caratteri mobili è una tecnica di stampa introdotta dal tedesco Johannes Gutenberg nel 1455, per quanto riguarda l’Europa. In Asia esisteva fin dal 1041, grazie alla tecnica dell’inventore cinese Bi Sheng. 

Vediamo ora una serie di informazioni utili sull’invenzione della stampa e su tutte le innovazioni che ha portato.

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Diffusione della stampa in Europa: le origini

Come abbiamo detto, in Europa l’invenzione della stampa a caratteri mobili è da attribuire al tedesco Johannes Gutenberg.

Per la prima volta, fu possibile riprodurre libri in modo veramente veloce ed economico. Grazie alla diffusione dei libri, e della cultura, si innescò una progressiva democratizzazione del pensiero in Occidente.

Nel giro di poco tempo, in tutte le principali città europee nacquero delle officine di stampa (Colonia: 1466, Roma: 1467, Venezia: 1469, Parigi: 1470, Cracovia: 1473, Londra: 1477).

Nel 1480 in Germania e in Italia si contavano stamperie in ben 40 città. I libri stampati ai tempi trattavano diverse tematiche, dai libri di diritto ai libri di medicina, dai classici latini ai testi sacri.

Contestualizzando questa invenzione, non è difficile capirne la portata rivoluzionaria. I libri circolarono e favorirono il confronto delle opinioni: proprio alla stampa si deve la circolazione di grandi idee di personalità di quei tempi, come Copernico.

Prima dell’invenzione della stampa, l’unico modo per riprodurre un libro era copiarlo manualmente. Come potrai immaginare, si trattava di un processo costoso e faticoso, portato avanti soprattutto tra XIII e XIV secolo grazie agli scriptoria nei monasteri. Gli scriptoria erano grandi sale, adibite alla copia dei manoscritti.

Tuttavia, è proprio durante il Rinascimento che crebbe la domanda di libri; per questo la stampa fu una grande innovazione, che permise una serie di grandi vantaggi.

Stampa in Italia

Parlando dell’invenzione della stampa e del suo impatto in Italia, possiamo dire che una delle figure più importanti  è sicuramente Aldo Manuzio, un umanista che iniziò a stampare a Venezia nel 1494, realizzando meravigliose edizioni di stampe di classici latini, greci ed italiani, ma anche testi pensati appositamente per la stampa, come l’incredibile Hypnerotomachia Poliphili (1499).

Conseguenze dell’invenzione della stampa

Come abbiamo detto, la portata di questa invenzione è stata davvero rivoluzionaria. Ecco perché:

  • I libri divennero un bene comune e diffuso e non più elitario;
  • Contributo all’alfabetizzazione di massa;
  • Nuove idee e nuovi fermenti culturali si diffusero a gran velocità. Basti pensare che, secondo alcuni studiosi, tra i motivi del successo delle idee di Martin Lutero (che nel 1517 ruppe definitivamente con la chiesa cattolica) c’è proprio il fatto che potevano essere stampate e diffondersi rapidamente.

La tecnica

Gutenberg seguiva una tecnica tipografica che consisteva nell’allineare i singoli caratteri in modo da formare una pagina, che veniva cosparsa di inchiostro e pressata su un foglio di carta.

La parte innovativa risiedeva nella possibilità di riutilizzare i caratteri. Con la tecnica precedente, cioè la xilografia (da cui il torchio xilografico), le matrici di stampa venivano ricavate da un unico pezzo di legno, che poteva essere impiegato solo per stampare sempre la stessa pagina, finché non si rompeva la matrice, cosa che accadeva molto spesso.

La lega tipografica per i caratteri di Gutenberg era formata da piombo, antimonio e stagno, raffreddava velocemente e resisteva bene alla pressione esercitata dalla stampa.

C’è da dire che i caratteri mobili esistevano da secoli in Cina (non più tardi del XII secolo) ed in Corea (XIII secolo), dove i caratteri tipografici erano realizzati in bronzo.

Il primo libro stampato

I primi esemplari di libri stampati da Gutemberg risalgono al 1452; più tardi, tra 1452 e 1454, il tedesco stampò una bibbia primitiva a 36 caratteri. L’opera più conosciuta è quella del 1455, a 42 caratteri: qui venne realizzata in un nuovo carattere molto sofisticato, piena di abbreviazioni, ebbe bisogno di 300 caratteri tipografici diversi. Si trattava dei primi caratteri tipografici latini mai realizzati.

Dopo Gutenberg, il primo libro con caratteri a colori della storia, con un nome ed una data indicati, è il Salterio di Magonza, stampato il 14 agosto (vigilia dell’Assunzione) del 1457 da Johann Fust e Peter Schöffer, quest’ultimo un ex collaboratore di Gutenberg.

Sull’invenzione della stampa abbiamo detto proprio tutto: siamo certi che, grazie a queste informazioni, riuscirai ad approfondire il tema e a trovare nuovi ed interessanti spunti.

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