Scoperta dell’America: una cronostoria e i suoi protagonisti

Curioso di saperne di più sulla scoperta dell’America?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano affronteremo proprio questo tema dal punto di vista storico, politico e sociale, dalla figura di Cristoforo Colombo alla cronologia degli eventi.

Se sei uno studente della facoltà di scienze politiche, avrai sicuramente avuto a che fare con la storia americana e con la scoperta del Nuovo Continente. I punti da trattare in questa scoperta sono davvero molti: in primo luogo, possiamo dire che si tratta di una scoperta del tutto casuale.

Il carattere di casualità della scoperta dell’America è ben reso da questo aforisma di Jonathan Swift: “Chissà cosa avrebbe scoperto Colombo se l’America non gli avesse sbarrato la strada”. Vediamo ora una cronostoria della scoperta del Nuovo Continente.

Breve storia della scoperta dell’America

Chi ha scoperto l’America? Qual è stato il ruolo di Cristoforo Colombo in questa scoperta? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida.

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Le prime esplorazioni

Iniziamo la nostra guida con alcune delle premesse che hanno portato, nel 1492, alla vera e propria scoperta del Nuovo Continente.

C’è da dire che, tra il 1415 e 1522,  i protagonisti dei viaggi di esplorazione e di conquista furono il Regno di Castiglia e il Portogallo.

L’idea di fondo era quella di allargare i propri confini, andando alla ricerca di una nuova e più vantaggiosa via attraverso il mare che conducesse all’oro africano e al mercato delle spezie in India. I primi ad avventurarsi lungo le rotte dell’Oceano Atlantico furono i Portoghesi.

La via per l’Asia venne scoperta nel 1487, data in cui Bartolomeo Diaz superò per la prima volta il Capo di Buona Speranza: il continente indiano fu raggiunto via mare pochi anni dopo dal navigatore Vasco da Gama, che nel 1498 arrivò a Calicut, città sulla costa dell’India.

Possiamo dire che i portoghesi introdussero, in quegli anni, grandi innovazioni nel settore navale, che favorirono le spedizioni. Ad esempio, vennero introdotti strumenti come:

  • La bussola;
  • L’uso del quadrante per misurare l’altezza della Stella polare, per definire la posizione in mare;
  • Il sistema dell’alberatura multipla;
  • Il timone posizionato a poppa.

Cristoforo Colombo e la partenza

Come abbiamo detto, spagnoli e portoghesi investirono molto nei viaggi di esplorazione. Verso la fine del Quattrocento, i re di Spagna decisero di incoraggiare la partenza di Cristoforo Colombo, navigatore genovese, che  senza saperlo si fece autore della scoperta dell’America.

Proprio nell’aprile del 1492 Colombo, dopo aver incassato un rifiuto dai Portoghesi non interessati all’impresa, ottenne dalla regina Isabella di Castiglia i mezzi per portare avanti una spedizione con un obiettivo: quello di raggiungere le Indie navigando verso Occidente.

Dopo aver calcolato in modo errato la circonferenza della Terra e la distanza tra i due continenti, il navigatore genovese partì dalle Canarie nell’agosto del 1492 con tre navi: la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Colombo giunse a Cuba, che pensava essere la Cina e a Haiti che chiamò Hispaniola. Credette anche di essere arrivato in Giappone perché confuse la parola indigena Cibao con Cipango, nome dato nel Medioevo al Paese asiatico.

Successivamente rientrò in Spagna con la promessa di riportare in patria spezie e ricchezze dalle terre che vide nel suo viaggio.

Gli Indios e le ricchezze americane

La scoperta dell’America non poteva prescindere dalla presenza di popolazioni indigene, gli indios, che Colombo descrisse accuratamente nei suoi diari di viaggio:

Gli abitanti di essa (…) mancano di armi, che sono loro quasi ignote, né a queste son adatti, non per la deformità del corpo, essendo anzi molto ben formati, ma perché timidi e paurosi (…). Del resto, quando si vedono sicuri, deposto ogni timore, sono molto semplici e di buona fede, e liberalissimi di tutto quel che posseggono: a chi ne lo richieggia nessuno nega ciò che ha, ché anzi essi stessi ci invitano a chiedere.

Dall’America iniziarono a giungere in Europa oro e cibi fino ad allora sconosciuti come mais, cacao, pomodori e patate.

Venne anche accertata la vera identità delle terre scoperte da Colombo, grazie ad un viaggio condotto da Amerigo Vespucci che, tra 1499 e 1502, navigò lungo le coste dell’America meridionale.

Conseguenze sociali e politiche della scoperta

Dopo la scoperta dell’America, agli spagnoli spettò il compito di capire in che modo gestire i nuovi territori. A questo proposito istituirono a Siviglia, città portuale spagnola legata ai traffici oceanici, un istituto chiamato Casa de la contractatiòn, che aveva il compito di controllare merci e passeggeri in partenza, per evitare che si imbarcassero verso le Americhe persone indesiderate.

Essendoci l’esigenza di popolare il nuovo continente, Colombo propose il perdono dei reati per chiunque avesse voluto servire la Corona di Spagna nelle Indie, mentre per quanto riguarda la condizione dei territori scoperti si decise di equiparare l’America spagnola agli altri Regni che componevano la Spagna, chiamandola Regno delle Indie.

Secondo molti storici, la scoperta dell’America segnò talmente tanto quell’epoca da definire la fine del Medioevo. Chiaramente la scoperta delle nuove terre giovò alla Spagna e all’Europa, ma non tardarono ad arrivare le problematiche che derivano da questo processo, soprattutto le questioni morali legate alla gestione dei nativi americani.

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